Il provvedimento fa incamerare solo 3,5 miliardi di euro contro i 5 previsti da Tremonti. Perciò niente abbassamento dell’Irpef e dell’Irap. Nel frattempo, c’è chi guarda con preoccupazione a Dubai e alla nuova tempesta finanziaria. Sono le nostre Pmi.
“I soldi che rientreranno in Italia grazie allo scudo fiscale sono sacrosanti e
ci serviranno per dare una mano a tutti coloro che hanno bisogno”. A dirlo fu lo stesso premier Silvio Berlusconi, in un’intervista al Tg5. Ancora più nel dettaglio era entrato il ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola, che al quotidiano La Repubblica dichiarò: “Con i soldi dello scudo ridurremo l’Irap”. Lo stesso ministero dell’Economia prevedeva, peraltro, un introito di almeno 5 miliardi euro, frutto di quel 5% di aggravio previsto sui capitali “scudati”. Del resto, al contrario degli analoghi provvedimenti varati dai governi degli altri paesi, il nostro “scudo fiscale” si presentava al quanto allettante: quasi quanto un “condono tombale”. Innanzitutto, permette l’anonimato, poi sana, di fatto, almeno una decina di reati tributari tra i quali qualcuno pure piuttosto grave come l’occultamento o la distruzione di documenti contabili (la pena prevede la reclusione anche fino cinque anni) e, dulcis in fundo, come detto, l’irrisoria “balzello” una tantum del 5% sul capitale illegalmente trasferito all’estero.
DIECI EMENDAMENTI POSSON BASTARE… - Dando un’occhiata alle proposte del governo sotto forma di emendamento alla sua stessa legge Finanziaria, che sarà discussa nei prossimi giorni alla Camera, abbiamo scoperto un pacchetto aggiuntivo di 10 emendamenti per un valore di circa 8 miliardi di euro. Queste proposte risultano coperte, per meno della metà, dalle risorse ora previste dallo scudo fiscale e per il rimanente si tratta di “spostamenti all’interno di capitoli di bilancio già esistenti”. Secondo quanto riferiscono fonti del ministero dell’Economia, le risorse extra scudo che serviranno a finanziare misure come Roma capitale, gli ammortizzatori sociali e l’ambiente “non sono soldi freschi, ma vengono presi da voci già esistenti, attraverso uno spostamento di poste di bilancio da un capitolo all’altro”. Compare, inoltre, anche un aumento delle tasse sui processi: in particolare aumenta il cosiddetto “contributo unificato”, cioè la “forfetizzazione” in un unico importo di tutte le spese collegate ad una causa. Fra le proposte avanzate dall’esecutivo ci sono anche gli sgravi fiscali per le banche promessi dallo stesso ministro dell’Economia Giulio Tremonti in conseguenza dell’accordo sulla moratoria sui debiti delle Pmi. Un emendamento, in particolare, poi propone la soppressione delle comunità montane (dopo che lo stesso governo Berlusconi, qualche tempo fa, ne ha permesso la costituzione persino di un paio a livello del mare!) e del difensore civico comunale. Scatta, infine, una stretta sui falsi invalidi con verifiche straordinarie.
DE TAX… IN TAX - La Finanziaria, quindi, che valeva già 4 miliardi di
euro così come approvata dal Consiglio dei ministri e dopo il passaggio al Senato, si arricchisce di altri 4 miliardi che derivano dallo scudo fiscale, più altre risorse. In particolare, dallo scudo adesso si prevede di introitare solo 3-3,5 mld di euro, contro i 5 mld inizialmente previsti (non più di un mese e mezzo fa). Nel pacchetto del governo c’è anche l’emendamento che ripartisce gli introiti dello scudo fiscale: che dovrebbero andare, secondo quanto riferisce il vice-ministro dell’Economia, Giuseppe Vegas, nell’ordine: “alle missioni di pace, ai libri di testo scolastici, ai lavoratori socialmente utili della scuola, alle scuole paritarie, al fondo università e alla proroga del 5 per mille per il 2010”. Insomma, non c’è alcun taglio delle tasse. Già detto del finto “taglio dell’acconto sull’Irpef” , spacciato dallo stesso esecutivo e persino da certi “organi di informazione” come “il primo consistente taglio delle tasse messo in atto dal governo Berlusconi”, ora osserviamo come non ci saranno altri tagli, sconti o sgravi fiscali nella Finanziaria 2010. Questo, in particolare, è uno dei punti fermi assieme, all’assenza di sgravi sull’Irap (contrariamente, quindi, a quello che sosteneva Scajola) a favore delle imprese, ed al “no” alla cedolare secca sugli affitti. Dal Corriere della Sera di ieri, apprendiamo inoltre che: “Aperto lo scudo e pagata la sanzione, potrebbe esserci fino a un anno di tempo per il rimpatrio o la regolarizzazione con lo scudo fiscale dei capitali detenuti illecitamente all’estero. L’Agenzia delle entrate ha già fatto sapere che i contribuenti che avranno difficoltà nel disinvestimento dei capitali da scudare potranno far presente l’esistenza di «cause ostative» e procedere al rientro fisico in tempi “congrui”. E l’orientamento che sta maturando nell’Agenzia è quello di considerare “congruo”, in funzione della complessità delle operazioni, anche un anno di tempo. Non è chiaro se l’indicazione troverà accoglienza in un emendamento alla Finanziaria 2010 oppure, come sembra più probabile, in una nuova Circolare del direttore dell’Agenzia”.





















Ma se lo scudo fiscale così come varato pareva essere fin troppo allettante (vedi estinzione citata anche di alcuni reati e il 5% da pagare considerato esiguo), come mai non ha raccolto tutto il successo prospettato?
Rado, ti rimando ad un prossimo articolo per svelarti l’arcano. Almeno per quanto riguarda lo scudo ed i beni immobili intestati a “persone fisiche”…
preparo pop corn e patatine, allora!
[...] This post was mentioned on Twitter by giornalettismo, Pietro Salvato. Pietro Salvato said: "Finanziaria, il grande bluff dello scudo fiscale e dei tagli alle tasse : Giornalettismo" http://j.mp/59xWoM [...]
Articolo preciso e puntuale. Ovviamente tg5 e tg2 (attendo ora il tg1) pur fornendo la stessa cifra di 8 mld per la finanziaria, parlano solo dell’aumento della “una tantum” a favore dei precari e del tetto agli stipendi a consiglieri ed assessori comunali. Silenzio sui tagli “promessi” di Irpef ed Irap (immagino la Marcegaglia…)Noto che avete ragione anche sulla crisi di Dubai. Le borse del Golfo sono tutte in picchiata e pure quelle europee (Milano compresa) in forte calo. Eppure, dopo venerdì, molti analisti erano concordi nel dire che si trattava di una crisi limitata e che l’Italia, tanto per cambiare, stava meglio degli altri.
Non si entra alla Gregorjan school of economics a caso
Comunque, da Mr. Unpercento non ci si poteva aspettare più del 5%, immagino…
[...] stessi promotori, doveva servire a “coprire” diverse spese sociali. In realtà, come abbiamo già ricordato la copertura “sociale” da parte dei soldi conseguenti a quel provvedimento voluto da Giulio [...]