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Esteridi John B (John)
pubblicato il 30 novembre 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Dopo quasi mezzo secolo, il vero killer di Kennedy ha finalmente un volto: quello di Lee H. Oswald…

Il 22 novembre del 1963, a Dallas, il presidente americano John F. Kennedy veniva ucciso da colpi di fucile sparati mentre percorreva le strade della città a bordo dell’auto presidenziale, nel corso di una visita ufficiale. I colpi erano stati sparati da una finestra di un edificio dal quale riuscì ad allontanarsi Lee Harvey Oswald, un ex militare del corpo dei Marines che qualche anno prima aveva disertato per raggiungere l’Unione Sovietica, per poi ritornare negli Stati Uniti. Intercettato da un poliziotto, Oswald lo uccise sparandogli con un revolver, poi si rifugiò in un cinema oswald photo 02 JFK, 46 anni dopodove fu raggiunto e arrestato da altri agenti.

COSI FU - Nell’edificio da dove erano partiti i colpi indirizzati a Kennedy, la polizia trovò il fucile adoperato da Oswald, un’arma di produzione italiana. I rilievi tecnici dimostrarono che le pallottole sparate contro il presidente provenivano da quel fucile e su di esso si trovarono le impronte digitali di Oswald. Risultò che il fucile era stato acquistato da Oswald. I rilievi balistici dimostrarono che quello stesso fucile aveva sparato contro il maggiore generale Edwin Walker alcuni mesi prima e Oswald aveva confidato alla moglie la propria responsabilità nell’attentato al generale. Con un quadro probatorio così netto, non meraviglia che le indagini dell’FBI e un’inchiesta ufficiale indipendente (la cosiddetta Commissione Warren) abbiano concluso che fu proprio Oswald a sparare a Kennedy. Le indagini accertarono anche che Oswald aveva agito da solo e in autonomia: non c’erano mandanti, non c’era stata congiura.

MA – Su questo punto, però, gran parte dell’opinione pubblica e dei commentatori ha sempre continuato a nutrire dubbi e ad alimentare ipotesi e sospetti. In effetti, Oswald era un marxista psicopatico che si trovava al posto giusto nel momento giusto ed era un buon tiratore: un killer ideale, insomma. Soprattutto la sua uccisione di lì a un mese, per mano di Jack Ruby, a sua volta morto in carcere pochi anni dopo, sembrò un atto mirato a chiudere per sempre la bocca di Oswald e a impedirgli di fare rivelazioni compromettenti, secondo un tipico copione dei film di spionaggio. Fiorirono così numerose teorie di cospirazione, che volevano il coinvolgimento della CIA, della mafia, dei servizi segreti sovietici, di Cuba, delle lobby militari, degli ambienti razzisti dell’estrema destra. Ciascuna di queste teorie è avvincente e in certo qual modo verosimile, ma nessuna di esse è mai stata provata. Tuttavia la loro diffusione è stata così ampia che si può tranquillamente sostenere che oggi la maggior parte della gente, a qualsiasi livello, è convinta che l’assassinio di Kennedy sia stato il risultato di una congiura e che le indagini siano state pilotate per scaricare ogni colpa sullo psicopatico Oswald. Ma il complottismo, quello “vero”, non si accontenta di un’ipotesi verosimile: ha bisogno di arricchirla con una serie di “effetti speciali” che servono a renderla più suggestiva e a predisporre il pubblico all’acquisto di libri e film che promettono grandi e sconvolgenti rivelazioni. Ecco quindi il fiorire di una “seconda generazione” di teorie complottiste, nelle quali il fucile di Oswald diventa un ferrovecchio, gli spari si a JFK, 46 anni dopomoltiplicano, i killer erano due, tre, forse un intero drappello. Tutti avrebbero sparato quel giorno, tranne il “povero” Oswald. Inutile sottolineare che in questi decenni hanno abbondato trasmissioni televisive, “servizi speciali”, film e “ricerche” che hanno fatto proprio questo grosso minestrone di ipotesi e rivelazioni senza capo né coda.

SCOOP – Ed ecco che, finalmente, arriva la madre di tutte le rivelazioni, quella definitiva. Analizzando con moderne tecnologie uno dei filmati che hanno ripreso l’assassinio di Kennedy, alcuni ricercatori hanno fatto una strabiliante scoperta. Hanno forse visto gli altri killer appostati intorno al corteo presidenziale? No. Hanno visto niente di meno che la figura di Lee H. Oswald (ossia l’uomo che secondo l’FBI e secondo la Commissione Warren sparò a Kennedy) giusto dietro la finestra dalla quale (sempre secondo l’FBI e la Commissione Warren) partirono i colpi mortali. E non è tutto. Altri ricercatori hanno scoperto che la fotografia nella quale Oswald posava con un fucile, proprio quel fucile usato per sparare a Kennedy, non è una foto falsificata (come sostengono i complottisti), ma autentica.In altre parole, dopo quasi 50 anni di “studi e ricerche” dei complottisti di tutto il mondo, adesso finalmente sappiamo che a sparare a Kennedy fu Oswald. Sappiamo, cioè, quanto ci era stato già detto sin dall’inizio, dai testimoni, dagli investigatori e dalla Commissione Warren.

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