Le Olimpiadi della schiavitù

30/07/2012 - Londra 2012 rischia di essere ricordata come la prima manifestazione in cui i grandi marchi hanno privato della libertà personale atleti, spettatori ed addetti ai lavori. Costringendoli a vestire una certa marca di abbigliamento. O a bere determinate bevande

Le Olimpiadi della schiavitù

Fortunatamente non è possibile godere dell’immortalità, altrimenti il Barone Pierre de Coubertin avrebbe assistito silenzioso allo scempio che è stato fatto dei Giochi Olimpici dell’era moderna, nati nel 1896 per educare i giovani al rispetto dello sport riprendendo quelle che erano state le Olimpiadi antiche.

L’AVVENTO DELLA PUBBLICITA’ - Oggi le Olimpiadi sono uno straordinario momento di business. Negli anni della Guerra Fredda furono il “cavallo di Troia” delle superpotenze le quali riuscivano anche ad influenzare l’essenza stessa dei Giochi. Le prime Olimpiadi post Unione Sovietica, quelle di Barcellona 1992, furono forse il più alto momento di sport della storia moderna, anche perché quando ad Atlanta, quattro anni dopo, comparve durante la Cerimonia inaugurale sul campo dello Stadio Olimpico la scritta della città con i caratteri della Coca Cola si capì che qualcosa andò distrutto forse per sempre.

I SOLDI PUBBLICI - “Va usato il buon senso ma è necessario essere anche chiari: gli sponsor vanno protetti, perche’ altrimenti non ce ne sarebbero e quindi non ci sarebbero nemmeno le Olimpiadi”. Chi ha parlato? Jacques Rogge, già chirurgo oggi al capo del Comitato Olimpico Internazionale. Del resto chi si prenderebbe la briga di sostenere una macchina che al Regno Unito è costata qualcosa come 9,3 miliardi di sterline, 11,84 miliardi di euro, di denaro pubblico. Di questi soldi mezzo miliardo di sterline resterà a disposizione come fondo di emergenza, ma la sostanza delle cose non cambia. Queste due settimane costano, e parecchio.

L’IMPEGNO DELLE AZIENDE - E’ pur vero che le casse del Regno godranno dei benefici della manifestazione, dato che Bank Of England ha calcolato come tutto questo frutterà 10 miliardi di sterline, ovvero 12 miliardi di euro. Il margine sembra ci sia, considerando anche che ha contribuito alla creazione di 22 mila posti di lavoro, quasi tutti a tempo. Di questi soldi 3,5 miliardi di sterline provengono dalla vendita dei diritti tv. 700 milioni di sterline vengono direttamente dai grandi brand internazionali, il quali hanno anche sborsato 100 milioni di dollari per usare il logo a cinque cerchi nelle loro promozioni. E se pensate che questa cifra sia “ridotta”, pensate che equivale al ricavo totale della vendita dei sette milioni di biglietti finora staccati.

 

1 Commento

  1. Giobbe scrive:

    Gli accordi possono regolare l’economia finchè non calpestano la libertà individuale di chi non è spontaneamente soggetto al vincolo dell’accordo stesso. Altrimenti l’egemonia dello Stato viene sostituita dal potere del più forte nel modo più sfacciato che si possa immaginare.
    Vergogna!

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