L’ultimo fenomeno, in rigoroso ordine temporale, sarebbe la colata lavica a valle. Secondo quando riportato in un’intervista all’ex direttore
dell’Osservatorio vesuviano, il professore Giuseppe Luongo “Non c’è preparazione nell’area vesuviana, non hanno elaborato alcuna ipotesi di riorganizzazione del territorio a rischio, per cui oggi si stanno nascondendo dietro gli scienziati”. Luongo, già docente di Fisica del vulcanismo all’università di Napoli, ha presentato uno scenario a dir poco inquietante. “È come se vi fosse stato un salto di qualità nella dinamica del vulcano – afferma Luongo – e quanto questo nel futuro potrà pesare per una ripresa dell’attività eruttiva è tutto da studiare e interpretare”. Secondo Luongo molte notizie che riguardano l’attività del vulcano non sono state rese note all’opinione pubblica. “In primo luogo, per dare tranquillità alla gente. Secondo, perché non c’è preparazione nell’area vesuviana e questa è la denuncia che dobbiamo fare, perché abbiamo superato i quattro anni dalla predisposizione del Piano della Protezione Civile nazionale. È da dire tuttavia che il piano nazionale è largamente inadeguato alla realtà del Vesuvio, e inoltre i Comuni che non hanno elaborato alcuna ipotesi di riorganizzazione del territorio a rischio si stanno nascondendo dietro gli scienziati, spesso in disaccordo tra loro. Bisogna organizzare il territorio, pertanto la comunità locale dovrebbe evitare di costruire nuove strade, ma impegnarsi nel riorganizzare l’urbanistica “selvaggia” frutto di speculazione edilizia iniziata dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dobbiamo fare l’operazione inversa, attrarre la gente verso altre aree, con opportuni piani economici, evitando di mandarla allo sbaraglio”. Alla domanda se poi in caso di eruzione esiste una possibilità di fuga per la popolazione, Luongo ha così replicato: “Innanzitutto l’ipotesi del piano prevede questo: l’eruzione sarà fortemente esplosiva, e verrà prevista quindici giorni prima[…] ma io posso assicurare che non ci sono elementi scientificamente validi per prevedere un’eruzione con così largo anticipo, perché l’eruzione, sull’esperienza acquisita a livello mondiale, viene prevista poche ore, fino a un massimo di due o tre giorni, prima. In secondo luogo, è previsto un piano d’evacuazione della durata di una settimana per lasciare la città. È una cosa allucinante, pensare alla tensione e al panico a cui viene sottoposto il cittadino in attesa del suo turno. Noi non prepariamo la gente ad uno spostamento rapido e civile, senza creare problemi agli altri”.






















Quello che ha denunciato il prof. Luogo, scienziato che ho conosciuto molti anni fa, quando ancora militava nel Pci napoletano, è molto grave. C’è un’impreparazione non solo della popolazione, ricordo che l’unica esercitazione svolta qualche anno fa fu un completo fallimento, ma soprattutto delle istituzioni preposte al controllo. Si cerca, direi, quasi di esorcizzare il problema con “l’ottimismo” ne più, ne meno, di come fa Berlusconi con la crisi economica. Dio (per chi ci crede) non voglia, ma se un giorno davvero dovesse risvegliarsi “‘a muntagna” (come la chiamano soprattutto a Napoli) saranno cazzi… per tutti.
Concordo! ciò che mi preoccupa è anche la nube tossica che probabilmente potrebbe sprigionarsi…
Eppure “a muntagna” gode di un panorama incantevole, invidiabile, e di un silenzio irreale…
MI chiedo una cosa, in un paese civile una casa costruita in aree ad alto rischio non avrebbe nessun servizio, niente corrente elettrica, niente acqua potabile, niente strade, e soprattutto chi si azzarda a costruirvi una cosa non dovrebbe avere nessun diritto, se vuole rimanga pure lì, ma se succede qualcosa sarà pure responsabile delle proprie azioni?
Invece mi sembra si pretenda una responsabilità da parte dello stato per l’irresponsabilità di pochi.
Mi sembra la solita storia, chi è prudente, risparmia e si accontenta di un appartamentino da 40 metri quadri non ha nessun diritto, chi si costruisce la viletta dove potrebbi essere sepolto dalla lava riceve finanziamenti dalla regione, è come la storia dei utui, chi era prudente e ha fato mutui a tasso fisso ha pagato di più, chi pensava di essere furbo e gha fatto mutui a tasso vriabile, quando i tassi sono aumentati pretendeva di essere aiutato, o i cretini che si sono fatti fregare dai Bond Cirio, Parmalat o Argentina finchè andava bene incassavano interessi molto più alti, quando i nodi sono venuti al pettine pretendevano anche di essere salvati a spese del contribuente.
Alla fine è quello che si chiama Moral Hazard, fincè lo stato aiuterà gli irresponsabili, le persone sottovaluteranno sempre i rischi.
Ogni volta che passo dalle parti del vesuvio mi stupisco della incredibile quantità di case, paesi e paesoni che sorgono là attorno.
Mi chiedo come sia possibile tanto sprezzo del pericolo di chi ci abita e di tanto sprezzo delle regole per chi ha amministrato in quella zona.
Un sorriso c.
E’ una vergogna!
D’accordo con Pietro.
In tutto e per tutto.
Tra l’altro se le faglie non si vedono, i vulcani si vedono eccome e anche un deficiente capisce che abitare sui suoi fianchi è pericoloso.
Chi va ad abitare là se la cerca. Non raccontiamoci le palle della povera gente che non ha la casa e allora costruisce abusivamente.
Sti gran cazzi.
Visto che la madre degli stronzi è sempre incinta, e visto che in Italia è particolarmente prolifica, il giorno che scoppia il vesuvio ci sarà solo un po’ di piazza pulita.
A me, quella gente, non fa pena per niente perchè SA BENE A COSA VA INCONTRO.
Ma non vi preoccupate: per loro i soldi si troveranno sempre.
Riuscite ad immaginare qualche migliaio di persone alla pendici del Vesuvio morte all’istante? E un’intera città che dovrebbe svuotarsi? Se dovesse succedere, Napoli non potrà non cambiare insieme al resto d’Italia. Sarebbe inevitabile. Ed è preoccupante che nonostante sia napoletano mi auguro che ciò succeda… Non me ne vogliate, ma a una stupidità così radicata in chi vive e governa in questa città e non solo, non credo ci sia altra soluzione. Del resto nel casertano ma anche altrove si muore di cancro per il territorio inquinato, la mentalità camorristica uccide per perpetuarsi, e un vulcano non dovrebbe fare il proprio dovere di distruggere per poter ricostruire???
speriamo che erutti, è l’unico modo per ripulire dalla criminalità quell’area ormai squallida e invivibile (anche se poi la ricostruzione camorristica durerà almeno 100 anni)
commento cancellato.
ma insomma fatemi capire i rischi sono noti hanno dato incentivi per spostarsi gli avvisi ci sono e risultato? se ne fregano e allora se esplode a questo punto….condoglianze chi è causa del suo mal pianga se stesso ….avrei voluto leggere il commento di hellequin ma è stato cancellato… sivede che non era gradito strano poi che non abbia sostituito il commento con uno inventato in puro stile giornalettismo la censura di tipo fasciocomunista
mhà, potrebbe sparire napoli?!?