Un nuovo grave default della finanza sarebbe alle porte. Questa volta “la bolla del mattone” potrebbe esplodere a Dubai, ma l’onda d’urto rischia di travolgere banche ed investitori di mezzo mondo. Tra cui moltissimi vip
Dubai World potrebbe assurgere alla cronaca finanziaria (e non) come la
nuova Lehman Brothers, ovvero il nuovo epicentro di un’imminente grave crisi finanziaria che potrebbe abbattersi sui mercati mondiali. La potente holding pubblica degli Emirati Arabi Uniti (EAU), che controlla anche i colossi delle costruzioni e dell’energia, presenta una fortissima passività che ammonta a ben 59 miliardi di dollari, pari a circa il 70% dell’intero debito pubblico del ricchissimo stato mediorientale. Dubai World ha perciò chiesto ai suoi creditori una moratoria di almeno sei mesi sul debito, nonché la possibilità di rinegoziare le sue esposizioni a cominciare da un bond (un’obbligazione, in sostanza) da 3,52 miliardi di dollari di una società controllata, la Nakheel, che scade a metà dicembre. Secondo gli esperti di finanza una simile riorganizzazione, di fatto, prefigura un “default”, poiché il rischio di insolvenza appare piuttosto concreto. Il governo di Dubai potrebbe vedersi costretto a vendere, o meglio a svendere, la sua immobiliare internazionale per far fronte alla grave situazione. Dubai World, o meglio le sue proprietà, fanno gola a molti potenziali acquirenti sparsi per il mondo.
VENDERE SUBITO! – James Lewis, membro del “Gulf capital markets team” ha dichiarato, esplicitamente: “Noi ci aspettiamo che il governo di Dubai, al fine di raccogliere capitali, promuova a breve la vendita di immobili e, in particolare, le vendite delle loro attività italiane e britanniche”. Tra gli immobili nel “portafoglio” del gruppo, rivestono particolare valore i grandiosi edifici nei pressi di Trafalgar Square di Londra, l’hotel Mandarin Oriental a New York che tra l´altro e´ uno dei piu´ lussuosi hotel a New York e il complesso Victoria & Albert Waterfront a Città del Capo, in Sud Africa. Acquisti costosissimi che hanno finito per esporre sensibilmente la società araba. Il cambio del dollaro favorevole, sui tassi di cambio della sterlina, tuttavia, potrebbe anche incoraggiare il governo di Dubai alla disperata ricerca di liquidità, a cedere entro breve tempo almeno le proprietà nel Regno Unito.
IL SOLE NON TRAMONTA MAI A DUBAI? - Il problema, che apparentemente può sembrare un’importante ma tutto sommato circoscritto episodio, limitato per lo più al piccolo Emirato sul Golfo persico, diventa “crisi finanziaria globale” nel momento in cui si considera che con Dubai World sono esposte molte banche mondiali e moltissimi investitori stranieri, sparsi per il globo. Infatti, le borse mondiali stanno cominciando ad avere perdite ingenti. Secondo Ian Standard, l’esperto di strategia monetaria di BNP Paribas: “Ci sono preoccupazioni per quanto riguarda l’entità della esposizione delle banche del Regno Unito a Dubai. La sterlina è ormai sotto pressione, da molte settimane”. Ha poi aggiunto: “ I banchieri di mezzo mondo sono molto preoccupati”. L’economia dell’ emirato del Golfo è stata duramente colpita già nel corso dell’anno passato. La crisi globale del credito, quella esplosa negli Usa, ha posto fine ad un boom che durava da ben sei anni nella regione ed ha colpito pesantemente il fiorente settore immobiliare. Molte banche nel tentativo di tranquillizzare i loro azionisti ed il mercato hanno comunicato che la loro esposizione è trascurabile. Ma gli operatori non sembra vogliano fidarsi. HSBC, RBS, Lloyds Banking Group PLC, ING Groep, Credit Agricole, Calyon, come pure Bank of Tokyo-Mitsubishi, Sumitomo Mitsui Banking Corporation, Emirates Bank e Mashreq Bank sono solo alcuni dei colossi bancari che hanno finanziato il prestito da 5,5 miliardi di dollari a DW. Impossibile, a detta degli esperti, che queste banche non risultino esposte.



se la Jolie diventa povera posso ospitarla io.
Ti accolli pure tutti i figli “acquisiti”?
per quelli c’è il papà.
Pingback: Tweets that mention Scoppia la bolla di Dubai. Anche noi a rischio? -- Topsy.com
Strano che non appaiono i nomi di banche e vip italiani. Getto questo sassolino nello stagno magari proprio in mezzo ad uno degli isolotti delle “three palms”. Non sarà forse perché Dubai è un altro “paradiso fiscale” e l’anonimato, rispetto al nostro Fisco, regna quasi sovrano pure lì? A leggere il Sole24ore e a vedere come è caduta ieri la Borsa di Milano, anche qui molti sembrano essere preoccupati per il “bubble gum” arabo. Booom!
I nostri calciatori preferisco investimenti più sicuri. Sono per scelte sagge ed oculate. Tipo Costacurta e Baggio che tempo fa investirono in una società che trattava il marmo nero peruviano… Di marmo, si ricorda, rimase soprattutto la loro faccia quando scoprirono di aver perso tutto.
Stavo guardando la foto con lo sceicco che porta in mano quel palazzo a forma di spinnaker. Questi sono peggio dei cinesi. Hanno copiato le “Vele” di Secondigliano
an do vai se non ci hai il Dubai