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Il paese peggiore per le donne

L’India ha un enorme problema culturale e fatica a riconoscerlo. Quello che è il più grande paese democratico del mondo, uno dei primi ad avere avuto un premier donna e per decenni in prima fila sul fronte della difesa dei diritti, non riesce a dare dignità alle sue donne.

IL VERO PROBLEMA – Non è solo un problema di leggi, come quella che che limita la definizione di stupro all’inserimento del pene in vagina, ma soprattutto culturale, perché in vaste zone del paese le donne sono considerate ancora proprietà dell’uomo o della famiglia e perché anche nei contesti urbani e più moderni a prevalere è una cultura sguaiatamente maschilista e violenta nei loro confronti.

 

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L’ULTIMO SCANDALO – Un esempio paradigmatico si è verificato pochi giorni nella città di Guwahatifa e sta facendo discutere il paese. Alle dieci di sera 18 giovani hanno trascinato una ragazza ventenne in strada e per una quarantina di minuti l’hanno molestata in mezzo a una via trafficatissima senza che intervenisse nessuno. Di più, il cameraman di una televisione locale ha ripreso il tutto insistendo sull’inquadratura di gambe e seni, dopo di che la televisione ha trasmesso il girato offuscando i particolari troppo “sconci” per la bigotta morale televisiva indiana. Il servizio è stato presentato ponendo l’enfasi sul fenomeno delle donne ubriache, sottolineando come tale comportamento appartenga per lo più a prostitute che attendono i clienti nei bar.

LA REAZIONE TARDIVA – Sono dovuti passare giorni perché lo scandalo scoppiasse nella sua interezza, portando alle dimissioni del direttore della televisione e spingendo la polizia a ricercare gli aggressori, ben riconoscibili nel video, nel quale ridono mentre fanno scempio della donna. Un’azione, quella della polizia, preceduta persino dall’iniziativa dei cittadini, che dai video hanno ricavato delle gigantografie degli aggressori e cosparso la città di poster con i loro volti. Polizia che intervenendo per mettere fine all’azione non aveva fermato nessuno. Solo dopo sei giorni il ministro dell’interno dello stato ha ordinato alla polizia di procedere agli arresti e sono stati fermati 12 uomini, che al massimo potranno essere accusati di aver invaso la privacy della ragazza o di lesioni.

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