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Internidi Stefano Morciano (Aioros)
pubblicato il 26 novembre 2009 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

Sovrannaturale superstar: se il creatore è alieno, e un alieno si evolve in un pianeta diverso e dunque in metodi diversi che non non conosciamo, allora la sinistra fa schifo?

L’esistenza di vita intelligente su altri pianeti è un argomento certamente affascinante: l’ha dichiarato anche padre Funes, direttore della Specola Vaticana, giusto una settimana fa. La cosa deve aver turbato particolarmente il buon Rino Cammilleri del Giornale, che poco dopo ha scritto un articolo a metà tra la fantascienza e il ricovero ospedaliero, intitolatoE se Dio fosse un alieno? Allora speriamo che sia almeno cattolico. Se il titolo vi sembra stupido, è perché non avete ancora visto il resto. Il pezzo inizia così: “Dal momento che non sono pochi quelli che ci credono, è lecito chiedersi se quel che chiamiamo «Dio» non sia per caso Potere%20alieno Dio, lalienouna civiltà di extraterrestri dalla quale la razza umana in qualche modo discende”. Cammilleri purtroppo non ci fornisce una risposta. Cita l’Area 51, e si chiede: “Si potrebbe cominciare col chiedersi perché questi alieni atterrino quasi sempre negli Stati Uniti, dal momento che è là che più si addensano le «tracce» e gli «incontri ravvicinati». Ma anche questo spunto resta inevaso. Allora riporta l’opinione di Isaac Asimov, “ateo e scientista”, bontà sua, che agli extraterresti non credeva. Poi, sempre senza un nesso logico, passa ad altro. “Altro mito destituito di fondamento: gli alieni sono buoni. Anzi, migliori di noi; la loro evoluzione li ha condotti a perfetta bontà. Chissà perché la nostra ci ha lasciati cattivi come Caino. Anzi, misti, come Caino e Abele”. Ma questo passaggio era troppo sensato, per cui aggiunge: “Le leggi dell’evoluzione variano da pianeta a pianeta? O gli alieni sono tutti convertiti a una filosofia della bontà, una specie di cristianesimo seguito da tutta una razza? Ma perché, allora, il cristianesimo ha mostrato i suoi limiti solo sulla Terra?”. Qui, devo ammetterlo, ho perso il filo, e Rino mi ha dato il colpo di grazia: “La loro potrebbe benissimo essere una razza idolatrica, teocratica e dispotica. Lo schiavismo totalitario e organizzato potrebbe aver permesso loro il balzo in avanti tecnologico. Ma, se le cose stanno così, bisognerebbe piuttosto temerli, gli alieni, e attrezzarsi per un’eventuale invasione come si pensava nei vecchi film degli anni ’50 (che la propaganda liberal ci ha fatto credere essere metafore del timore del comunismo)”. Sì, bè, vatti a fidare dei liberal, quelli sono collusi con gli extraterrestri. Ma non basta. “Che dire, poi, della religione? Non è pensabile che una razza senziente così avanzata possa non porsi il problema”. No, certo. “I cristiani dovrebbero pensare a un’altra Incarnazione [...]? O gli alieni sarebbero anch’essi bisognosi di evangelizzazione come furono gli indios [...]? No, la tecnologia richiede un fondamento cristiano”. Finale sospeso: “Perché la scienza si concentri sulla tecnologia occorre un Galileo, il quale era credente e agiva in un milieu cristiano…”. Ma come, finisce così? Continua nella prossima puntata?

E DUE – Sugli alieni casca anche Studio Aperto, che ha mandato in onda un inquietante servizio sull’avvistamento di un UFO in Sardegna. Colonna sonora stile X-Files. Negli ultimi dieci mesi, secondo il Centro Italiano Studi Ufologici, ci sono già stati 1300 avvistamenti di oggetti volanti non identificati”, e se lo dice il Centro Studi Ufologici potete metterci la mano sul fuoco. Poi le incredibili immagini dell’astronave e una trentina di secondi di altre luci colorate per riempire. Peccato che si trattasse di una bufala, realizzata con un iPhone, un po’ di saliva e un velo di carta igienica. Per dirla tutta, ci è cascata anche l’Unione Sarda, ma un servizio così bello e così falso l’ha realizzato soltanto il “telegiornale” di Italia Uno. Onore al merito. Sul caso Marrazzo, invece, è venuta fuori una vecchia abitudine dura a morire dei quotidiani italiani: l’incertezza sul genere dei/delle trans. La regola aurea è piuttosto semplice: usare il genere “di destinazione” della persona transessuale, che nel caso di Brenda, ad esempio, è ovviamente il femminile. Sui quotidiani, a quanto pare, non soltanto questa regola (che è di buon senso, oltre che di rispetto) è poco conosciuta, ma pare che il genere di articoli e pronomi venga scelto a caso di volta in volta. Nel dubbio, comunque, prevale il maschile: sul Corriere di mercoledì c’era un pezzo intitolato “Brenda e i sospetti di Natalie – «Forse ucciso da un altro viado»”: nei virgolettati Natalie usa il femminile (“uccisa”, “diventava violenta”, “un’amica”, “trattata male”), mentre nel resto dell’articolo la stessa Natalie viene etichettata come “il viado” e “il brasiliano”.

L’ANGOLO DEL TITOLISTA – Per il resto, titoli da ricordare: qualche giorno fa eBay ha venduto Skype per 2.75 miliardi di dollari, ma da noi 02brenda marrazzo Dio, lalienoqualcuno ha fatto un po’ di confusione, e così da più parti sono saltati fuori titoli come Skype all’asta su eBay per 2 miliardi di dollari o “Ebay vende Skype in asta online”. “Afghanistan, posto peggiore se nasci. Se non nasci, il problema non si pone.Novità dagli Usa: spoof! Ti rubo l’identità – Gli scherzi telefonici puniti con la galera – Con queste diaboliche card, chiami qualcuno e sul suo display appare il numero di un altro vince nelle categorie Titolo più Lungo del 2009, Miglior Onomatopea Inesistente e Miglior Occhiello Scritto da un Ottuagenario Tecnologicamente Impedito. S’impicca Daul Kim, la topmodel triste”. Bè, perlomeno è coerente.

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