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Tutte le bufale sui telefonini

In effetti non risulta che ci siano dati statici su quanto gli italiani amino i telefonini, ma se è vero che ben 20 milioni di italiani posseggono un telefonino di ultima generazione e che in Italia sono attive più di 150 SIM card ogni 100 abitanti si può agevolmente concludere che il telefonino contende all’orologio da polso il primato dell’oggetto più “indossato” dagli italiani.

VOCI – Attorno ai telefonini sono nate numerosissime dicerie e curiosità, come sempre avviene quando una nuova realtà tecnologica entra a far parte della vita comune (è successo anche con gli orologi, ad esempio con le voci sulla presunta pericolosità dei quadranti luminescenti al trizio) ma non sembra che la gente si sia fatta influenzare più di tanto. Il regno delle notizie vere e presunte è l’ambiente l’ideale per lo sviluppo delle bufale e i telefonini non fanno eccezione. Tra i personaggi che più frequentemente non perdono occasione per dare voce a una bufala non può mancare Beppe Grillo, che qualche anno fa, sul suo sito, pubblicò un articolo che proponeva la nota leggenda metropolitana secondo cui i telefonini possono cuocere il cervello così come riescono a cuocere un uovo. Il fondamento della notizia è stato rintracciato in un articolo umoristico pubblicato nel 2000 su una rivista inglese ma nonostante ciò e nonostante sia stato dimostrato che è impossibile cuocere un uovo usando i telefonini, la bufala ha continuato a circolare, un po’ com’è accaduto per quelle delle scie chimiche e dei cerchi nel grano, entrambe originate da iniziative goliardiche.

FA BENE? – Questo non significa che ci sia una certezza assoluta che le onde radio emesse dai telefonini siano innocue. Sul punto esistono studi e perfino sentenze che evidenziano come la questione resti aperta ma bisogna anche avere il buon senso di ammettere che ormai viviamo in un ambiente così saturo dal punto di vista elettromagnetico (onde radio e televisive, micro-onde, metal detector, reti wireless e così via) che è ben difficile dimostrare una correlazione esclusiva fra eventuali patologie e l’uso del telefonino. Un’altra leggenda curiosa è quella che il telefonino provocherebbe impotenza, se custodito nelle tasche anteriori dei pantaloni. Ci sarebbe una ricerca australiana che dimostrerebbe un calo del 15% degli spermatozoi fra gli uomini che hanno l’abitudine di tenere il telefonino in tasca. Un altro studio, questa volta italiano, avrebbe rivelato che chi utilizza molto il telefonino presenterebbe spermatozoi più “fiacchi”, il che si traduce in una diminuzione della fertilità. Il punto debole di queste ricerche è che mettono in relazione un’abitudine con un determinato effetto, ma non dimostrano il meccanismo attraverso il quale opererebbe la relazione, per cui l’effetto potrebbe anche essere dovuto ad altre circostanze collegate con l’uso del cellulare più che al cellulare stesso. E’ come se qualcuno dicesse: “ogni volta che c’è un omicidio, si rileva che sul posto ci sono i Carabinieri o la Polizia, quindi Carabinieri e Polizia sono responsabili degli omicidi”. Alcuni esperti sostengono che l’utilizzo di jeans e slip stretti avrebbe effetti dannosi sulla fertilità, in quanto innalzerebbero la temperatura degli organi riproduttivi. Può essere che il cellulare in tasca contribuisca a questo effetto per ragioni puramente “meccaniche” piuttosto che elettromagnetiche. Allo stesso modo, può essere che chi parla molto al telefono abbia uno stile di vita che danneggia la fertilità.

ANCORA – C’è poi la storia secondo cui il divieto di usare i telefonini a bordo degli aerei sarebbe immotivato. Le ragioni del divieto, secondo le dicerie, non avrebbero nulla a che fare con la sicurezza del velivolo, bensì servirebbero a tutelare i gestori telefonici che non riuscirebbero ad addebitare i costi delle telefonate o per evitare di disturbare gli altri passeggeri. In realtà la ragione del divieto sta proprio nella sicurezza del velivolo e dei suoi passeggeri. Le normative aeronautiche sono estremamente stringenti e restrittive. Anche se la probabilità di un evento catastrofico è di una su un milione, un simile livello di rischio (irrisorio nella stragrande maggioranza delle attività umane) sarebbe giudicato inaccettabile per un sistema di sicurezza grazie al quale l’incidenza di eventi mortali è pari a uno ogni due milioni di voli. Per questa ragione, ogni volta che esiste anche solo il più flebile dubbio che qualcosa possa nuocere alla sicurezza volo, ogni volta che non è dimostrata l’assoluta certezza che una determinata condotta sia innocua, nel mondo dell’aviazione si preferisce andare sul sicuri e vietare, piuttosto che rischiare.

LE BATTERIE – Per qualche tempo si è diffusa la preoccupazione che le batterie dei cellulari possano esplodere, causando ferimenti e persino la morte. Senza entrare nel dettaglio delle numerose notizie in tal senso (molte delle quali si sono rivelate semplicemente false) le batterie dei telefonini sono batterie ricaricabili esattamente come quelle che si utilizzano su tanti altri dispositivi, comprese quelle per i veicoli. Qualsiasi batteria difettosa o che venga utilizzata o caricata in maniera impropria, può esplodere in determinate condizioni e circostanze, poco importa se è la batteria di un telefonino o di una macchina fotografica. Chiaramente il fatto che le batterie dei telefonini siano sottoposte a frequenti cicli di ricarica (per l’uso quotidiano dell’apparecchio) e che sul mercato sia possibile acquistare batterie e alimentatori (ma anche gli stessi telefonini) a basso costo di dubbia provenienza e affidabilità, incide sulla frequenza di anomalie e incidenti. Tra le leggende metropolitane che riguardano i telefonini, c’è anche quella per cui componendo il numero 08, se rispondono i Carabinieri vuol dire che il telefono è sotto controllo. In realtà in alcuni modelli di telefonino il numero 08 è associato alla chiamata rapida al 112, per questo rispondono i Carabinieri. La più curiosa è però quella che afferma che digitando *3370# si attiverebbe una specie di carica di riserva della batteria, che ne incrementerebbe la durata di un buon 50%. Ovviamente è una bufala, nessuna batteria dispone di una riserva e non si vede la ragione per cui i produttori dovrebbero tenere nascosta una simile opzione che invece migliorerebbe la durata della carica e favorirebbe le vendite. Ogni volta che si digita un numero preceduto da * e seguito da #, si attivano o si disattivano le funzioni eventualmente associate a quel codice. Qualche volta è una semplice scorciatoia a funzioni che possono essere attivate e disattivate con una sequenza di comandi più lunga, altre volte si tratta di codici utilizzati soprattutto dai tecnici a fini di diagnostica, manutenzione e riparazione. In generale è sempre meglio evitare di giocherellare con codici che non conosciamo bene perché si rischia di ottenere effetti indesiderati e di compromettere il buon funzionamento del telefonino. Il codice 3370, ad esempio, in alcuni modelli di telefono agisce sulla qualità dei microfoni e degli altoparlanti, peggiorandola o migliorandola, e ciò può determinare effettivamente una diminuzione o un aumento dei consumi di energia. Se proprio si vuole pasticciare con i codici nascosti, sul Web si trovano numerosi siti di appassionati che li elencano per marca e per modello di telefonino, in modo da ridurre il rischio di pigiare tasti alla cieca o seguendo dicerie di dubbia provenienza.

QUINDI – In conclusione, dal punto di vista strettamente tecnico i telefonini non sono più o meno pericolosi di tanti altri aggeggi che utilizziamo quotidianamente, ma è evidente che essi sono in stretta connessione con il tipo di vita che conduciamo e quindi con tanti potenziali fattori di ansia e stress. C’è gente che gira con tre-quattro telefonini e li usa mentre mangia, mentre guida, mentre passeggia e finanche quando dorme, sempre con un occhio alla “copertura di rete” e con un orecchio pronto a cogliere ogni squillo e vibrazione distintivi di comunicazioni in arrivo (SMS, MMS, Mail, Facebook, WhatsApp, Twitter…). Se poi arriva un infarto non è che possiamo prendercela con il telefonino…