Qui le cose sono due. O Vittorio Feltri è posseduto, oppure è stato rapito dagli alieni che hanno messo al suo posto di direttore del
Giornale un Marco Travaglio perfettamente truccato. Perché altrimenti non si capisce proprio come mai il direttore del quotidiano fondato da poro Montanelli sono tre o quattro giorni che si è trasformato in quelle “Gazzette delle procure” che aveva sempre detto di esecrare. Continuando ad annunciare indagini e provvedimenti in arrivo nei confronti di Silvio Berlusconi da Palermo, dove il processo Dell’Utri e le dichiarazioni del pentito Spatuzza sui rapporti tra il gruppo Fininvest e il processo Graviano starebbero fioccando.
Ma stavolta Il Giornale ci va più pesante del solito. “L’ultima trovata dell’Antimafia: sequestrare il tesoro di Silvio“, strilla in prima pagina, poi specificando meglio: “Dalla Sicilia in arrivo un avviso di garanzia a Berlusconi per concorso esterno. Subito dopo gli verrà requisito l’intero patrimonio. Per la legge, infatti, basta il sospetto. Se tutto va come i pm sognano vada, per Silvio Berlusconi la condanna sul Lodo Mondadori potrebbe essere solo un antipasto, perché i Pm di Palermo vogliono indagarlo per concorso esterno in associazione mafiosa per poi arrivare al sequestro dell’intero patrimonio“, come scrive Gianmarco Chiocci nel servizio a pagina 3. E sembra proprio volergliela tirare, al povero premier. Perché a prescindere dal fatto che le indagini della Procura di Palermo arrivino davvero fino all’invio di un avviso di garanzia a Berlusconi, pensare che per ciò stesso i magistrati chiedano il sequestro dei beni, un provvedimento che arriva di solito per i mafiosi e soltanto nei casi in cui si utilizzi quel patrimonio per delinquere nel momento stesso, sarebbe difficile da sostenere anche davanti al più accanito e antiberlusconiano tra i Giudici delle Indagini preliminari. Anche se sarebbe divertente immaginare Emilio Fede sequestrato per associazione mafiosa, è altamente improbabile che questo accada per le aziende. E figuriamoci per gli altri beni, compresa magari quella Villa Certosa teatro degli scatti delle scorse estati. Insomma, più che altro sembra che Feltri abbia intenzione di tirargliela, a Berlusconi. Con l’obiettivo neanche troppo scoperto di preparare i propri lettori al peggio oppure di far retrocedere, con la tecnica dell’agguato preventivo, chiunque abbia davvero la velleità di inviarglielo davvero, questo avviso di garanzia che sarebbe il più annunciato della storia giudiziaria del paese. E magari anche questa volta, il premier, avrà il coraggio di dire che è stato “avvisato dai giornali” delle indagini contro di lui, come in occasione dell’avviso di garanzia del 1994 la cui notizia venne pubblicata in anteprima dal Corriere di Paolo Mieli.
…oppure l’intenzione è un altra. E a leggere Liana Milella su Repubblica che parla delle ultime novità sulla riforma della giustizia in preparazione dalle parti della maggioranza, parrebbe proprio che a pensar male si fa peccato ma raramente ci si sbaglia, come dice sempre Andreotti: quella dei parlamentari, secondo Repubblica, “È l’inizio di una battaglia lunga. Che parte con l’immunità parlamentare, che passa attraverso una legge interpretativa per fissare in modo certo le date di un reato e quindi della prescrizione, e finisce con una sortita che per la prima volta, nella sequenza delle 19 leggi ad personam per Berlusconi, previene un’incriminazione e un processo, quello (futuribile) per mafia. Vogliono mettere mano al reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Quello per cui è sotto processo a Palermo Marcello Dell’Utri. Quello che ha portato alla sbarra tanti politici nelle zone di mafia, camorra, ‘ndrangheta. Un reato che in realtà non esiste, perché nel codice penale non c’è, ma che “vive” per le pronunce convergenti della Cassazione. Quindi un delitto assodato, consolidato, fermo nella storia del diritto. Ma quel crimine adesso si avvia ad avere una macchia. Potrebbe essere utilizzato dalla procure di Caltanissetta, Palermo e Firenze per indagare il presidente del Consiglio. E questo è davvero troppo. Quindi i consiglieri giuridici del premier si stanno muovendo in anticipo per terremotarlo. Ragionano tra di loro, giusto in queste ore, su dove sia meglio aggredirlo, se incidere sui termini della prescrizione, oppure se “normare” ex novo il delitto, ma con paletti tali da renderne l’applicazione difficilissima“. Quello di Cosentino, per essere chiari. Ed ecco che quindi la minaccia di un avviso di garanzia per il Cavaliere potrebbe essere l’acceleratore per convincere i parlamentari a mettere mano al concorso esterno per rendere la sua applicazione più restrittiva possibile. Salvando così preventivamente Berlusconi, Dell’Utri e anche tutti i politici su cui si fanno indagini per mafia, camorra e ‘ndrangheta. Una mossa quantomeno geniale, considerato che sono legulei quelli che l’hanno messa in atto.
Edit: Berlusconi smentisce sdegnato che il governo voglia modificare o normare ulteriormente in senso restrittivo il reato, che “ha consentito di combattere la mafia























In realtà Feltri vuole solo spaventare Veronika e Carlo De Benedetti
anche questa è un’ipotesi.
Io adesso ho paura di quest’uomo. La cancellazione del concorso esterno in associazione mafiosa sarebbe una cosa gravissima, senza dubbio la peggiore fatta da Berlusconi in quindici anni. Qualcuno vuole fare qualcosa per salvare questo Paese? Sveglia!
…poniamo il caso che nelle condizioni economiche europee ed italiane senza nulla di concluso attuali, restiamo una mattina senza governo, vorrei sapere come facciamo le liste elettorali e anzitutto quali saranno la destra e la sinistra e con chi…questa non è paura è terrore.
ciao
[...] Per approfondire consulta la fonte: Berlusconi, avviso di garanzia per mafia e sequestro beni. Per il … [...]
“Vogliono mettere mano al reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Quello per cui è sotto processo a Palermo Marcello Dell’Utri. Quello che ha portato alla sbarra tanti politici nelle zone di mafia, camorra, ‘ndrangheta” e per cui potrebbe rischiare anche Berlusconi di essere indagato…se arriviamo a questo è davvero gravissimo. La mafia la puoi combattere e giudicare con la mafia? Perché se passa anche questo emendamento dal discorso prettamente politico e giudiziario siamo “out”.
Bel pezzo, Ale!
ripeto, citando: speriamo che El Pais lo becchi a farsi una canna!!!
sarebbe la seconda legge utile di un governo Berlusconi (la prima é stata l’abolizione della leva obbligatoria uaz uaz uaz…)
E’ un’ accusa pesantissima, ma, probabilmente, veritiera.
Quale occasione migliore per Bruno Vespa nel pubblicare un ulteriore libro su Silvio circa le sue domande su: concorso esterno in associazione mafiosa.
Se dovessero metter mano, cioè azzerare, quella barbarie del reato di “concorso esterno in associazione mafiosa” farebbero una cosa sacrosanta per uno stato minimamente civile e anche “democratico”. Ma è il genere di barbarie sbrigativa che piace ai devoti del culto della legalità, con la quale “mascariare”, come i mafiosi ma al riparo della legge, i nemici del popolo indicati via via al pubblico ludibrio. Zamax applaudirebbe con risoluzione ed entusiasmo.
è il tempismo che stupisce, zamie. Legiferazione a orologeria?
Quella certo. D’altronde a cazzotto ad orologeria si risponde con gancio ad orologeria. Purtroppo questo governo è troppo timoroso per i miei gusti ultraberlusconiani (idealmente parlando: solo con le mignotte ha tenuto fede alla sua fama e non mi ha deluso – è una battuta! è una battuta!). Cincinschia e si vota all’immobilismo, così in economia come, ad esempio, nel campo della giustizia. Già vedo qua e là al riguardo smentite in uno stile da mezze cartucce democristiane. E’ il berlusconismo che si fa influenzare dall’antiberlusconismo. In altri anni sarebbe stato il modo per farsi distruggere; ora non credo. Berlusconi è andato troppo avanti. Ma ferme restando le cose la sua vittoria sarà solo culturale. Necessaria peraltro. Ma gradirei di più.
ha già smentito, infatti. ’sto Silvio, nun c’ha manco er coraggio delle sue azioni.
Berlusconi, avviso di garanzia per mafia e sequestro beni. Per il Giornale…
Qui le cose sono due. O Vittorio Feltri è posseduto, oppure è stato rapito dagli alieni che hanno messo al suo posto di direttore del Giornale un Marco Travaglio perfettamente truccato. Perché altrimenti non si capisce proprio come mai il direttore del…
[...] per una bella “bufala” organizzata a tavolino da un suo redattore. Proprio oggi, il Giornale ha “strillato” a tutta pagina: “Avviso di garanzia per mafia e sequestro beni”. Il destinatario, manco a dirlo, [...]
precisazione non da poco:
il cosidetto concorso esterno in associazione mafiosa non è “un reato” autonomo e non è abrogabile cancellando una norma.
il concorso esterno scaturisce dalla combinazione del reato associativo e della disciplina del concorso ed è una creazione della giurisprudenza volta a garantire la sanzione per le condotte estranee al contesto associativo in senso stretto ma comunque rientranti in una attività agevolatrice e di apporto per l’associazione (questo detto veramente in due parole due).
ora sinceramente non so come si potrebbe smontare questa figura per via legislativa. si dovrebbe infatti andare a modificare sia il reato dell’associazione sia la disciplina del concorso per evitare che possano interagire. ammetto che a me manca la fantasia per capire come derogare l’applicazione di un istituto generale con una norma particolare in maniera accettabile ma in ogni caso si finirebbe per fare quello che si sta facendo col processo breve: aprire clamorose falle nel sistema della tutela penale.
scommetto 1 fiorino che saremo alle solite, per salvare berlusco silvioni si finirà per fare pasticci dei quali approfitteranno un sacco di simpatici criminali
Precisazione utile per capire come il concorso esterno in associazione mafiosa sia una cosa talmente vaga che anche definendolo in “veramente due parole” la sua natura rivela la consistenza gassosa delle sottigliezze filosofiche, che ognuno può interpretare a proprio piacimento.
forse zamax non ha capito che il concorso in associazione mafiosa non è così evanescente, l’articolo 110 del codce penale definisce il concorso in reato:
“Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita” nel caso in cui non ci sia una specifica partecipazione ad una associazione a delinquere, ma la partecipazione al reato sia saltuaria.
esiste poi il reato di associazione mafiosa:
“L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali”.
La combinazione di questi due articoli è una letterale applicazione della legge e non può essere cancellata se non modificando uno dei due.
Confermo quanto detto prima, e aggiungo: poveri noi.
Nel secondo caso sei un mafioso o non lo sei, punto e basta.
Nel primo caso concorri con altre persone al medesimo reato, e ne paghi il fio individualmente secondo le pene previste per quel reato.
Poi combini (combini!) i due reati, e concorri al medesimo reato – associazione con una associazione con cui non sei associato – non con altre persone ma con una associazione: però pur concorrendo al medesimo reato coi mafiosi non sei mafioso. Bensì sei colpevole di concorso esterno..
Pietà!
E azzeccagarbugli!