CALMI TUTTI - Senza voler essere troppo indulgenti verso il miserabile consesso della schiatta italica, direi però che è il momento di darsi una calmata. Se la conditio sine qua non per essere ammessi nella cerchia delle persone equilibrate e raziocinanti è di riconoscere che in Italia siamo alle
soglie di una dittatura, o quasi – la qual cosa fa ridere chi abbia ancora la testa sulle spalle – è chiaro come la paranoia antiberlusconiana, che è il riflesso della cattiva coscienza della meglio Italia, arrivi a scambiare per sintomi mortali ed eccezionali cose vecchie come il mondo. Anch’io nel mio ragionamento mi porto dietro una pezza d’appoggio. In una lettera a Louis de Kergolay del 25 ottobre 1842, Alexis de Tocqueville, sempre lui (e che ci possiamo fare se vide meglio degli altri?), scriveva: “Hai mai letto la storia d’Inghilterra successiva alla rivoluzione del 1688? Sono attualmente impegnato in questa lettura e vi trovo un grande piacere, anche se lo storico Smollet è il più pedante che esiste sulla terra. Dopo questa lettura comincio a credere che giudichiamo talvolta con troppa severità il nostro paese e i nostri tempi. Spesso riteniamo caratteristici di noi e della nostra epoca delle storture, delle debolezze e dei vizi che invece sono inerenti alla forma stessa delle nostre istituzioni e alla loro particolare azione sulla parte corrotta del cuore umano. Il ruolo che giocano le passioni egoistiche, la venalità, l’assenza di principi, la versatilità delle opinioni, la demoralizzazione e la corruzione quasi costante degli uomini politici in questa storia costituzionale d’Inghilterra è immenso. La potenze degli intrighi individuali, la piccolezza e particolare meschinità delle passioni creano infinite possibilità, in un’epoca di calma in cui gli eventi sono incapaci di produrre grandi sforzi e di mettere in luce grandi personalità. Se si penetra in questi dettagli, è difficile poi credere che, nel mezzo di queste miserie e di tutti questi vizi in qualche modo incoraggiati dal meccanismo delle libere istituzioni, la nazione possa intraprendere e realizzare le cose prodigiose che ha fatto nel mondo nel corso di questo secolo.”




















Se credere che l’Italia sia alle soglie di una dittatura è ridicolo, credere che il consenso elettorale di Berlusconi sia sintomo di capacità di governo è idiozia pura.
Gli ultimi 15 anni in cui Berlusconi ha governato per la maggior parte del tempo saranno ricordati per l’inerzia dei governi di fronte a una crescita economica che è stata del 20% maggiore alll’interno della tanto disprezzata comunità europea e un decimo della Turchia per fare un esempio.
In cui di fronte a sindacati in calo di iscritti sempre più marcato governi sedicenti liberali hanno sempre calato ridicolmente le brache.
Si dovrebbe applicare l’oesservazione di Tocqueville alla realtà dell’Italia in cui ha governato Berlusconi, dove sono nella realtà i grandiosi risultati?
Dire come fanno adesso i militanti di partito berlusconiani che siamo fuori dalla crisi perchè Tremonti prevede una crescita dell’1% del PIL nel 2010 è ridicolo, si sono dimenticati che Tremonti nel 2008 prevedeva una crescita del PIL italiano del 1% nel 2009 e poi “sembrerebbe” si sia leggermente sbagliato, salvo poi criticare gli economisti perchè il PIL è calato del 4,5% invece del 5%?
Il problema non è il fatto che Berlusconi sia o meno democratico, che sia o meno moralmente integerrimo, è che è una mezza calzetta, che non ha mai affrontato i problemi che fanno dell’Italia un paese in declino economico.
E il declino economico fa molti più danni degli articoli di Repubblica nonostante quello che pensano i paranoici galoppini di partito.
Anche perchè Zamax probabilmente non conosce quello sporco comunista di Thomas Jefferson che affermava:
“If asked to choose between a government without newspapers or newspapers without a government, I should not hesitate a moment to prefer the latter”
[...] [pubblicato su Giornalettismo.com] Categories: Giornalettismo, Italia Tags: Alexis de Tocqueville, Barbara Spinelli, Corriere della Sera, Eugenio Scalfari, Giovanni Sartori, La Repubblica, La Stampa, Liberalismo, Silvio Berlusconi Comments (0) Trackbacks (0) Leave a comment Trackback [...]