Google, Microsoft, Murdoch: una guerra inutile
24/11/2009 - Allo stato attuale delle cose, anche uno studio ottimistico difficilmente potrebbe sostenerlo: la quota di mercato della Big. G. è troppo preponderante, specialmente nei paesi non a lingua inglese, per poterne anche solo discutere. Quindi Bing dovrebbe aumentare in maniera
Allo stato attuale delle cose, anche uno studio ottimistico difficilmente
potrebbe sostenerlo: la quota di mercato della Big. G. è troppo preponderante, specialmente nei paesi non a lingua inglese, per poterne anche solo discutere. Quindi Bing dovrebbe aumentare in maniera considerevole la propria quota di ricerche sul web per rendere anche solo sostenibile economicamente lo sforzo di pagare per contenuti. “Ma è possibile?”, si chiedono sui siti americani dove la notizia è l’argomento del giorno.
FINE DEL TUNNEL - Chi sta dalla parte di Google fa notare che le armi di minaccia di Microsoft e News Corp sono un po’ spuntate: non è vero che è obbligatorio per ogni media essere iscritto al servizio di news, né che l’uscita dall’indicizzazione di GNews comporta in automatico l’espulsione dai risultati del motore di ricerca: per la prima basta una mail, per la seconda è sufficiente utilizzare un file chiamato robot.txt. Quindi, volendo, Murdoch potrebbe uscire da Google domani mattina. E la stessa cosa vale per gli altri editori. Che però a quel punto dovrebbero rinunciare a quel 25% di visite in più che, secondo le statistiche, il motore di ricerca trasferisce ai siti internet dei quotidiani nazionali. E quindi, giocoforza, anche del 25% di pubblicità pay-per-click che generano. Basterà l’indennizzo teorico di Microsoft (non si precisa se è un forfait, oppure Gates propone una forma di remunerazione in percentuale alla pubblicità raccolta) a coprire il calo di visite? “Gli editori vedono un raggio di luce in fondo al tunnel della crisi”, scriveva il FT. Bisogna solo sperare che la luce non sia il faro del treno in arrivo in direzione contraria.
( Pubblicato anche da Liberal )













C’è da dire che, a pagamento o no, Bing fa veramente pena. (almeno secondo la mia modestissima opinione.)
Ottimo pezzo…la guerra è appena cominciata…ma alla fine un accordo si troverà, Murdoch non può rinunciare a google e bing (pur nato da un italiano) è stato un affare solo per chi l’ha ceduto a Microsoft.