UK, i documenti segreti che svelano il fallimento in Iraq

23/11/2009 - Si dice che le forze della coalizione sono state “mal preparate e attrezzate per affrontare i problemi nei primi 100 giorni” di occupazione e condanna la quasi totale assenza di pianificazione di emergenza, assimilandola ad una potenziale violazione della Convenzione

     
 

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Si dice che le forze della coalizione sono state “mal preparate e attrezzate per affrontare i problemi nei primi 100 giorni” di occupazione e condanna la quasi totale assenza di pianificazione di emergenza, assimilandola ad una potenziale violazione della Convenzione di Ginevra, che obbliga ad un piano di salvaguardia dei civili.

QUESTIONI CHIAVE - Le dichiarazioni che trapelano dai documenti mettono in dubbio l’operato di Blair nei confronti del Parlamento. Il 16 luglio 2002, in mezzo a crescenti speculazioni circa il futuro ruolo della Gran Bretagna in Iraq, al primo Ministro venne chiesto “ci stiamo quindi preparando per una possibile azione militare?” La risposta di Blair fu “no“. Presentando il famigerato dossier su presunte armi di distruzione di massa, il 24 settembre 2002, Tony Blair disse ai parlamentari “per quanto riguarda eventuali opzioni militari, non siamo nella fase di decidere questa eventualità, ma ovviamente è importante – dobbiamo arrivare al punto – di avere la discussione più ampia possibile per una tale opzione“. In realtà, secondo il documento, “Pianificazione del livello di formazione per il dispiegamento di truppe [in Iraq]” l’opzione militare sarebbe già partita dal febbraio 2002. I documenti citano anche il generale Graeme Lamb, direttore delle forze speciali durante la guerra in Iraq, il quale afferma “ero preparato per la guerra fin dagli inizi del 2002“. Il materiale comprende anche trascrizioni integrali delle interviste one-to-one con i comandanti tornati di recente dall’Iraq e molto critici verso le carenze governative. Almeno quattro di essi usano la stessa parola – “terribili” – per descrivere l’apporto del Ministero degli Esteri e del Ministero della Difesa. Documenti che descrivono l’incapacità di “ripristinare la sicurezza prima e durante l’occupazione“, “il fallimento” della fase di attacco e l’assenza “di direzione politica del Regno Unito“, dopo la fine della guerra. Molti dei files pubblicati dal Sunday Telegraph affrontano delle questioni chiave per Sir John Chilcot e la sua commissione e cioè una pianificazione non adeguata, le truppe poco attrezzate e un’occupazione male organizzata che dovranno necessariamente essere considerate dall’indagine. Anche se non è chiaro se sarà tutto pubblicato.

     
 

2 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    poro blair (non sai quanto mi dispiace per quel CATTOCOSO)

  2. Fabristol scrive:

    E dire che per poco quel maledetto cattocoso sarebbero potuto essere presidente dell’UE. Che schifo. Solo una merda così poteva diventare cattocoso.

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