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pubblicato il 20 novembre 2009 alle 10:05 dallo stesso autore - torna alla home

Il fallimento della corsa a mister Pesc del “leader maximo” non consente di sciogliere il nodo delle candidature per le Regionali. Il Sottosegretario all’Economia è ancora il favorito per guidare il centrodestra in Campania. Ogni scelta, ora, è nelle mani del Cavaliere.

Dopo settimane di silenzio due giorni fa Silvio Berlusconi si era fatto dalema D’Alema bocciato: Silvio a un bivio sul caso Cosentinosentire per decretare il cessate le armi all’interno della maggioranza tra il blocco Lega-Pdl e le frange finiane che negli ultimi tempi scalpitano come non mai su ogni questione sia possibile divergere. Ma l’intervento del Cavaliere ha sortito un effetto minore di quello sperato. La bocciatura di Massimo D’Alema come rappresentante della politica estera europea vanifica la tregua accordata poche ore prima tra le parti e tende ad accentuare le tensioni tra Presidente della Camera e Premier. Ecco perché.

DA D’ALEMA A COSENTINO - Gianfranco Fini e i suoi (Fabio Granata ed Italo Bocchino in primis) hanno, fin dai primi giorni del caso Cosentino, chiesto espressamente, in contrasto con la stragrande maggioranza del partito, che il coordinatore campano del Pdl facesse due passi indietro: avrebbe dovuto dimettersi dal governo, da Sottosegretario all’Economia, e contemporaneamente avrebbe dovuto ritirare la candidatura a Presidente della Regione Campania. Il nodo sarebbe stato risolto col successo della candidatura in sede europea di D’Alema, che avrebbe innescato un effetto domino scontato: Antonio Tajani sarebbe stato catapultato nella politica italiana e candidato in Lazio per le prossime regionali, Renata Polverini (in quota An, oggi favorita per il posto di leader del centrodestra) sarebbe stata scalzata, gli uomini di Fini sarebbero stati accontentati con una loro candidatura in Campania, probabilmente Pasquale Viespoli, al posto di Nicola Cosentino. Ma la matassa dovrà ora essere sbrogliata in differente maniera. E avendo Cosentino, da sempre, fatto affidamento sulla protezione del Presidente del Consiglio, tanto da aver affermato di essere disposto a rinunciare alla candidatura solo su esplicita richiesta del Cavaliere, le redini del gioco ricadono oggi, di fatto, nelle sole mani di Silvio Berlusconi.

CHE FARA’ SILVIO? - Insomma, lo scontro con gli ex-An non riguarda solo il voto agli immigrati e le norme sulla cittadinanza e i connessi ddl scomodi degli ultimi tempi: si sposta anche su altri fronti. E se il Premier lascerà o meno campo libero in Campania al coordinatore Pdl raggiunto alla Camera da un’ordinanza di arresto non è una scelta da poco nell’ambito del braccio di ferro coi finiani. Per un motivo ovvio: se si candidasse e se dovesse vincere in Campania, essendo la carica di governatore incompatibile con quella di parlamentare, all’indomani della sua elezione, Cosentino, dimettendosi da deputato, verrebbe arrestato. Pertanto le probabilità di vederlo candidato sono, fin da oggi, nulle. Questo lo sanno jpg 2112815 D’Alema bocciato: Silvio a un bivio sul caso Cosentinobene sia il Cavaliere, che Cosentino e Fini. Il sì di Silvio oggi significherebbe, quindi, semplicemente non voler darla vinta ai dissidenti che premono per la rinuncia e contraddirsi per quanto affermato finora, nonostante si sia ben consapevoli già adesso che quella candidatura per forza di cose salterà poi all’aria. Il no a Cosentino, dal canto suo, indebolirebbe la linea difensiva che vede l’onorevole vittima di un complotto mosso da magistrati faziosi, renderebbe meno credibile la sua presunta innocenza, andrebbe in contraddizione con l’appoggio alla candidatura garantito dal Cavaliere nell’incontro con Cosentino venerdì scorso, e consegnerebbe, così, gratuitamente, una buona argomentazione a chi sostiene la tesi che nel Pdl si respiri un clima da caserma.

QUESTIONE NAZIONALE - Nelle caserme le scelte più importanti prescindono dal volere dei soldati e dagli ufficiali di rango inferiore. E se, nel nostro caso, il capo dovesse smentire oggi quanto affermato pochi giorni fa, non ci farebbe certo una bella figura. Se la candidatura di D’Alema avesse avuto successo oggi staremmo a parlare d’altro. Ma, visto che ci siamo, attendiamo una mossa del Cavaliere. La scelta ora tocca a lui. E il caso-Cosentino, qualunque sia la scelta di Berlusconi, può riservare sorprese che non interessano solo i campani.

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