La maggioranza appare divisa su tutto, eppure marcia come un “sol uomo” quando ci tratta di difendere interessi “opachi” o “particolari”. Ecco l’ultimo clamoroso esempio: La vendita dei beni requisiti ai mafiosi.
Sono divisi su tutto. Si minacciano tra loro a colpi d’elezioni anticipate e voti di fiducia in parlamento eppure, quandoc’è da tutelare interessi, diciamo così, quantomeno “opachi” marciano come un “sol uomo”. Così è stato per lo “scudo fiscale” a tutela degli evasori fiscali e cosi, tutto lascia prevedere, sarà pure per quei beni sequestrati ai mafiosi che così non saranno destinati alla collettività. La notizia, almeno nei principali telegiornali, tanto per cambiare, è passata quasi inosservata. Infatti, non è una di quelle informazioni che puoi edulcorare o magari mistificare con facilità come, per esempio, i dati sul nostro Pil oppure, peggio ancora, come nel caso di quei sedicenti tagli “natalizi”di tasse che, in realtà, come da noi dimostrato, sono fasulli . No, questa volta la notizia è semplicemente imbarazzante, perciò va, nel più breve tempo possibile, occultata. Così si è scoperto che quasi di nascosto nella Finanziaria 2010, votata al Senato la scorsa settimana, la solita “manina” ignota del governo ha piazzato il seguente emendamento che prevede che possano essere venduti gli immobili di cui non sia effettuata la destinazione entro i novanta giorni imposti dalla legge. Siccome le procedure da osservare sono piuttosto complesse, mentre le carenza di risorse finanziarie da parte dello Stato sono a tutti note, è assai probabile, se non certo, che per la ristrutturazione di tali immobili non si riesca a rispettare i termini imposti. Dunque, la norma inserita nella Finanziaria, di fatto, nega ogni possibile uso sociale dei beni confiscati e ne impedisce la restituzione alle collettività. Anzi, con tutta evidenza, rischia di restituirli alle stesse organizzazioni criminali, che le posso riacquistare “chiavi in mano”, mediate la “solita” copertura di opportuni prestanome, direttamente da quello stesso Stato che li aveva requisiti.
OLTRE AL DANNO ANCHE LA BEFFA - Durissimo è stato il commento a caldo di don Luigi Ciotti, il Presidente dell’Associazione Libera. “L’emendamento votato al Senato – scrive Ciotti – che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l’impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività.
Il divieto di vendere questi beni è un principio che non può e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione. Se l’obbiettivo è quello di recuperare risorse finanziarie strumenti già ce ne sono, a partire dal “Fondo unico giustizia” alimentato con i soldi “liquidi” sottratti alle attività criminali, di cui una parte deve essere destinata prioritariamente ai famigliari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia. Ma è un tragico errore vendere i beni correndo di fatto il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e già pronte per riacquistarli, come ci risulta da molteplici segnali arrivati dai territori più esposti all’influenza dei clan. Facciamo un appello a tutte le forze politiche perché questo emendamento, che rischia di tradursi in un ulteriore “regalo” alle mafie, venga abolito nel passaggio alla Camera”. Le forze politiche richiamate nell’appello di Ciotti, per ora, si sono fatte sentire molto flebilmente. Per quanto riguarda l’opposizione, per bocca dell’ex segretario del Pd, Walter Veltroni “bisogna evitare lo scandalo che a riacquistare i beni confiscati saranno i clan attraverso prestanome e società finanziarie”, mentre dalla maggioranza è il solo Mpa a chiedere che “alla Camera si possa fermare l’iter che modifica la norma. I beni confiscati alla mafia debbono essere utilizzati per fini sociali”. Da Pdl e Lega, invece, solo un assordate quando imbarazzante silenzio. Anche l’Associazione dei comuni italiani, Anci, ha fatto sapere che“L’emendamento alla Finanziaria approvato in Senato, rappresenta un colpo durissimo inferto alle attività di opposizione sociale e culturale alla criminalità organizzata”.
CHE PREVEDE LA NORMA ATTUALE? - La legge attualmente in vigore prevede che i beni dei quali sia stata accertata la proprietà da parte di soggetti appartenenti a organizzazioni mafiose vengano confiscati, cioè sottratti definitivamente ai proprietari, e possano essere destinati a finalità di carattere sociale. Questo si realizza attraverso l’assegnazione dei beni immobili confiscati agli Enti locali o ad associazioni di volontariato, cooperative, ecc. per realizzare scuole, comunità di recupero, case per anziani, centri per rifugiati politici, e altre finalità sociali. In altri casi, per esempio, quando sono stati interessati da sequestro terreni agricoli, questi sono stati destinati a cooperative sociali, spesso gestite da giovani, che hanno così avuto modo di avviare un’attività lavorativa, producendo prodotti in zone dove le piaghe endemiche della disoccupazione e della presenza criminale rappresentano, invece, un fattore di blocco ad ogni possibile sviluppo. Questi beni contribuiscono così a generare reddito e il ricavato viene poi versato nel Fondo unico per la giustizia.
LA MODIFICA DEL GOVERNO INVECE - L’emendamento approvato dal Senato, come detto, prevede invece che
possano essere venduti i beni immobili di cui non sia possibile effettuare la destinazione, entro i termini previsti dalla legge (90 giorni, che possono diventare eccezionalmente 180, solo in casi particolarmente complessi). E’ del tutto evidente che, dato le difficoltà a portare a termine le procedure di destinazione in un lasso di tempo così breve, la norma abolisce di fatto l’uso sociale dei beni confiscati e ne impedisce la restituzione alle collettività. Anzi, con ogni probabilità, si rischia di favorire proprio quelle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi d’intermediari e prestanome, come del resto già risulta alle procure di quei territori più esposti all’influenza dei clan malavitosi. In sostanza, con questo emendamento teso, nelle migliori intenzioni, solo a “fare cassa” (guarda caso la stessa giustificazione data allo scudo fiscale), viene tradito l’impegno assunto con quel milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività. Un atto semplicemente vergognoso. Ma in questo paese la soglia della vergogna, come sappiamo, si è paurosamente alzata.
























E’ solo l’ennesimo scandalo di un governo scandalo di un paese scandaloso!!!
Per il governo i soldi della mafia non puzzano…
La maggioranza appare divisa su tutto, eppure marcia come un “sol uomo” quando ci tratta di difendere interessi “opachi” o “particolari”. Ecco l’ultimo clamoroso esempio: La vendita dei beni requisiti ai mafiosi….
Maroni, sarà la grande “”forza “” di Maroni che ottiene questi risulatati eccellenti. Da quando, LUGLIO 1998 LA PADANIA metteva alla berlina Berlusconi per le Sue amicizie Mafiose, Bossi ha cambiato opinione, chissà perchè?
[...] Guarda Originale: Per il governo i soldi della mafia non puzzano [...]
Pietro posso linkare l’articolo su Facebook in modo da conferirgli una visibilità maggiore?
Certo, che puoi.
Nelle aste giudiziarie,la malavita,la mafia,ecc.,hanno,da sempre,fatto i loro acquisti,minacciando coloro che si azzardavano ad intervenire nelle offerte.
Io sono piuttosto maligno quando vedo che la lotta alla mafia propagandata e sbandierata,venga vanificata da due leggi :
1)Scudo fiscale,che permette alla mafia di far rientrare denaro sporo rilavato e quindi dare disponibilità liquida per acquisti importanti.
2)Rendere disponobili a chi ne ha la possibilità immediata,immobili e proprietà confiscate alla mafia.
Le proprietà mafiose sono salve. AMEN.
[...] di non badare a tali sottili questioni, chi senza alcuna vergogna è capace di provare ad inserire emendamenti all’interno della propria finanziaria per restituire molto del lavoro compiuto in questi anni [...]
La domanda che giro ad alcuni dei commentatori che hanno ripreso questo articolo è la seguente: “Avete ascoltato in tv questa notizia”? Grazie.
Chissà perchè nella testa mi frulla un pensiero…tutte queste strane cose..”lo scudo fiscale, la vendita di beni mafiosi, il processo breve”…”la mafia, il papello, Mr. Berlusconi….” no forse è solo una coincidenza ultimamente ce ne sono così tante..troppe.
Diciamo che non solo coincidenze…
[...] [...]