Vale Rossi e la Yamaha che licenzia gli operai

18 novembre 2009

Valentino aiutaci tu. Ti scriviamo perché siamo disperati. La Yamaha ha deciso di chiudere la fabbrica e di licenziare 67 dipendenti. Il prossimo 8 gennaio, se non ci saranno cambiamenti, noi saremo tutti fuori. Senza lavoro. Senza futuro“. La lettera aperta al campione del mondo Valentino Rossi che i lavoratori della Yamaha hanno inviato all’Unità (che l’ha pubblicata in prima pagina) è sintomatica di un clima, quello delle fabbriche italiane, che nemmeno il progressivo rincoglionimento causato dalle vittorie sportive riesce a far dimenticare. La notizia d’altronde era già nota. Ne ha scritto l’inserto Motori del Sole 24 Ore: “Yamaha Motor Italia chiude la catena di produzione nella sede brianzola per trasferirla in Spagna. I dirigenti della filiale italiana della Casa dei tre diapason lo hanno annunciato ieri pomeriggio alle Rappresentanze Sindacali Unitarie dell’azienda, che aderiscono ai sindacati FIM-CISL e CISL Commercio, in funzione dei contratti che sono applicati nello stabilimento di Greno di Lesmo. A comunicare la notizia è Angelo Caprotti, uno degli addetti alla catena di montaggio, che è il delegato RSU della FIM-CISL. Dice Caprotti: “Saranno licenziati 67 dipendenti su circa 180. Quindi, circa un terzo della forza lavoro. Chiudendo la produzione, perderanno il posto tutti operai e gli impiegati della filiera produttiva. Questo perché la fabbricazione delle moto sarà spostata in Spagna”. Aggiunge Caprotti: “Adesso ci stiamo organizzando. Pensiamo di resistere ad oltranza e di piantonare i cancelli dell’azienda, perché, si sappia, faremo di tutto per salvare il vostro posto di lavoro“.

Non è una novità, nell’Italia della crisi, che una fabbrica chiuda: sempre nella prima pagina, l’Unità ricorda la chiusura di Arese da parte di Fiat, il caso Alcoa e la tragicomica situazione degli ex Eutelia, sgomberati qualche giorno fa da una forza privata che faceva le veci di quella pubblica. Così come non si può imputare al rinnovo costosissimo del contratto del campione la situazione attuale, con l’azienda che (ri)porta tutto in Spagna.  Però chiedere l’intervento dell’ennesimo deus ex machina, pur rappresentando una mossa disperata, è anche qualcosa di azzeccato: abbiamo ammirato in questi due anni una serie di iniziative del genere finite bene proprio perché la politica si è mossa quando casi del genere, da locali, sono diventati nazionali. Non resta quindi che attendere e vedere come andrà a finire, e se con il (probabile?) intervento del campione delle moto qualcun altro si muoverà, pensando di poter fare così bella figura mediatica. Sul fatto poi che non è grazie alle proteste shockanti che si dovrebbe tutelare il proprio posto di lavoro, beh, questo è un dettaglio. In un paese normale avrebbe rilevanza. Da noi non è nemmeno più necessario stupirsene.

Edit: fa notare giustamente Giuspe nei commenti:

Non ha senso fare i conti in tasca a Valentino Rossi, e l’importo del suo recente contratto (sui 10 milioni di €) non ha certo determinato la decisione aziendale. Eppoi sono soldi suoi, quindi al bando i moralismi facili. Peró, tempo fa, Valentino Rossi ha patteggiato col fisco italiano per una maxi-evasione fiscale. Aiutiamo i bravi dipendenti (per ora) della Yamaha a fare qualche conto, nell’ottica di rivedere il loro accorato appello

6 commenti a Vale Rossi e la Yamaha che licenzia gli operai

  1. giuspe

    Ha ragione l’autore del pezzo: non ha senso fare i conti in tasca a Valentino Rossi, e l’importo del suo recente contratto (sui 10 milioni di €) non ha certo determinato la decisione aziendale.
    Eppoi sono soldi suoi, quindi al bando i moralismi facili.

    [...]

    peró.

    peró, tempo fa, Valentino Rossi ha patteggiato col fisco italiano per una maxi-evasione fiscale.
    aiutiamo i bravi dipendenti (per ora) della Yamaha a fare qualche conto, nell’ottica di rivedere il loro accorato appello

    totale evaso: 113 mln€
    totale pagato (patteggiamento): 43 mln€
    totale illegalmente trattenuto: 70 mln€
    ________________________________________________

    totale operai licenziandi: 67
    stipendio medio netto/dipendente (ipotetico): 2000 €/mese
    costo lordo aziendale (approssimato): 4500 €/mese
    costo lordo aziendale totale: 301.500 €/mese
    ________________________________________________

    totale mesi stipendio pagabili coi soldi evasi: 232 (approssimato per difetto)
    che equivalgono ad anni: 19 (approssimato per difetto)

    ecco un suggerimento per l’appello 2.0:

    valentino! tu che sei tanto simpatico, che sei “l’alfiere dell’Italia che ci piace“, tu che sei uno di noi, uno della gggente, caga alla Yamaha 5 anni di stipendio prelevati dai soldi che ti sei imboscato!! in 5 anni noi troviamo sicuramente un altro lavoro, tu hai ancora 3/4 del grano imboscato e tutti sono felici! ha vinto l’Italia che ama (senza preservativo)!!!

    [avvisate voi l'Unitá? grazie]

  2. L’articolo era bello di suo. Con l’edit successivo, è perfetto.

    Complimenti a entrambi..Valentino, ci sei?

    C.

  3. maria teresa

    Vox populi…l’edit è esattamente quello che ho pensato quando ho sentito la notizia alla radio stamattina!

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