Interni

Rischio elezioni: è la Camera che preoccupa Silvio

18 novembre 2009

Si fa spazio la possibilità di un ritorno anticipato alle urne. E non sarebbe solo colpa di Fini…

Non sono solo l’atteggiamento e le prese di posizione scomode del Presidente della Camera Gianfranco Fini, e nemmeno gli avvertimenti del pari grado al Senato Renato Schifani, ad alimentare lo spettro di elezioni anticipate nella prossima primavera. Indipendentemente dalle aperture al centrosinistra, dai veti sulle proposte berlusconiane in materia di giustizia, e dai contestati ddl sulla cittadinanza agli immigrati, sarebbero altri i settori del Popolo della Libertà che contribuirebbero a mettere il bastone tra le ruote a Berlusconi e i suoi e minerebbero alla stabilità della attuale maggioranza di governo.

PROBLEMI ALLA CAMERA - A quanto pare, infatti, il blocco di centrodestra sarebbe maggiormente fragile proprio laddove i numeri dovrebbero garantirgli maggiore stabilità. L’attuale legge elettorale mentre garantisce, infatti, a Palazzo Madama un divario tra maggioranza e opposizione di qualche decina di seggi, a Montecitorio assicura uno scarto di circa 50 seggi. Dalle parti della maggioranza spiegano così i timori del Premier Silvio Berlusconi in questi ultimi tempi: “La lista del Senato fu fatta con molta cura perchè si pensava che avremmo avuto una maggioranza risicata, e quindi il nostro gruppo al Senato è una falange esperta e fedele. Alla Camera invece ci sono finiti, gli scarti, gli amici degli amici, cani e porci oltre a tanta gente brava ma alla prima esperienza che pensava o ancora pensa di essere in vacanza e non in trincea. Poi le impronte digitali hanno eliminato il fenomeno pianisti e l’asino è caduto!”.

MALEDETTI PEONES - Da un po’ di tempo a questa parte a Montecitorio, infatti, si verificano un bel po’ di assenze, conseguenza di quel pericoloso lassismo che troppo spesso fa sì che la maggioranza sia costretta ad “andare sotto”: “Il clima alla Camera non mi piace, il Senato non ha problemi. Possibile – ci si chiede – che si vada spesso sotto e che al massimo siamo 270 a votare?”. Poi la risposta: “Purtroppo –lamentano – sono i peones che votano le leggi non i leader”. Si tratterebbe, insomma, di gente non identificabile in una corrente, in un esponente di riferimento, in un’area politica ben precisa, e che non dissente su specifiche questioni politiche, ma solo e semplicemente su come è gestito il partito. Una settantina di persone in tutto, alcune giustificate perché al governo, altre ingiustificate e accusate oggi di menefreghismo dai compagni di partito. Ma sempre a bassa voce e a ranghi ristretti. Senza far rumore.

6 commenti a Rischio elezioni: è la Camera che preoccupa Silvio

  1. (Part. ultima foto) …A posto gli suggerii di rilassarsi un po’. La musica da Camera (e pure da Senato) alla lunga stressa… :D

  2. ho pensato pure io la stessa cosa. Poi dice che ce querelano!

  3. Non vi preoccupate ragazzi, abbiamo il nuovo capo dell’opposizione:
    il compagno Gianfranco Fini

    (sono uno spammer e non me ne vergogno)

  4. Dando un’occhiata alla prima foto, in effetti, mi verrebbe da dire al ministro Brunetta: ecco i veri fannulloni! :)

  5. Pingback: Rischio elezioni: è la Camera che preoccupa Silvio

  6. gloria

    complimenti, oltre che all’autore, a chi ha montato il pezzo, selezionando ed inserendo la prima foto proprio sotto il sommario…

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