Un documento per addetti ai lavori ispira a Milano Finanza considerazioni non positive sul futuro della Rai. Bloccata fra un digitale terrestre che tarda ad imporsi e una strategia di svecchiamento quantomeno bizzarra.
Lo dice Milano Finanza e lo ripete Quintarelli: la Rai ha un florido futuro alle spalle. Il quotidiano finanziario è riuscito a mettere le mani su un rapporto, ricevuto tra gli altri dai presidenti di Repubblica, Camera e Senato, redatto da Sergio Cusani. Oggetto dello studio, gli ultimi quattro bilanci Rai. Responso: l’azienda di Stato è finanziariamente debole, e a breve si prevedono peggioramenti. Certo, solo a
scorrere il piano industriale qualche segnale c’era e c’è: sono proprio i vertici ad ammettere che qualora non si dovessero apporre dei correttivi, nel 2010 la fu Eiar si troverebbe con 500 milioni di euro di debiti (30 milioni di passivo invece la stima per il 2008). L’indice è puntato sia sulla scarsa attenzione alla pubblicità via internet, che ha portato alla drastica riduzione degli introiti per tutti i competitor di settore penalizzando maggioramente la Rai - con ha il canone più basso d’Europa l’aiuto statale incide sul totale profitti per il solo 48% -; sia soprattutto contro contratti in outsourcing (ovvero per produzioni al di fuori della stessa Rai) e consulenze. Un problema per il quale la Rai spende più soldi di quanti non ne utilizzi per pagare i propri dipendenti. La questione era già nota e costrinse l’azienda di Stato ad aprire un sito apposito su cui sarebbe stato obbligatorio indicare i contratti di consulenza stipulati dall’azienda. Il sito è ovviamente vuoto, ed è attualmente oggetto di un esposto dell’Aduc alla Corte dei Conti. Ad ogni modo proprio questi “costi esterni” sostanzialmente governati con scarsa efficienza sarebbero la causa - stando a MF - della “chiara debolezza della struttura dei costi” che aggiunta alla rigidità di ricavi sempre costanti ha fatto suonare il campanello d’allarme degli addetti ai lavori, secondo cui malgrado il “buchino” - chiamato da Petruccioli “sostanziale pareggio” - di 5-6 milioni di euro nel 2007, potrebbe presto arrivare il collasso.
DON’T WORRY, BE HAPPY! - Per fortuna, la Rai ha un piano. Più precisamente, il piano industriale 2008-2010 reso pubblico in questi giorni e che con mirabolanti grafici e ancor più straordinarie deduzioni logiche promette di rimettere l’azienda in sella al cavallo del mercato televisivo. Due i principali problemi da affrontare, strettamente collegati tra loro: il calo del pubblico giovane attratto dalle possibilità
multicanale delle nuove tecnologie e, appunto, l’agguerrita concorrenza sia di internet che della rinata offerta via satellite. Per approcciarsi nel migliore dei modi ad entrambi i problemi la Rai (che tanta fortuna su internet non l’ha mai avuta), ha pensato bene di affidarsi al solo digitale terrestre. L’esemplificazione migliore la fa Quintarelli: “La gente passa su internet, internet e’ digitale, quindi spingiamo il digitale terrestre”. Ed è proprio su questo che la tv di Stato intende puntare, malgrado dai suoi stessi grafici si evinca che l’Italia sarà uno degli ultimi paesi in Europa a completarne la diffusione, prevista nel 2012 contro i dettami della stessa legge Gasparri che, per ovviare alle sentenze contro Rete 4 e Raitre della Corte Costituzionale (nonché ai moniti europei), aveva inizialmente indicato nel 2008 la data del passaggio completo al digitale. A puro scopo informativo, Olanda e Finlandia hanno addirittura già finito.
E ORA, I CONTENUTI! - Una volta “pensato” alle infrastrutture, il piano strategico Rai passa all’analisi del contenuto: si è detto che il principale problema è la perdita di interesse del target giovane (secondo le ultime stime l’età media dell’usufruitore di programmi della Rai si è alzata dai due ai tre anni). Malgrado sia chiaro a chiunque che questo accade per la concorrenza di internet e posto che, invece, fino al 2010 la Rai
punterà sul digitale terrestre, la soluzione contenuta nel piano recita a pagina 42: “Fiction ed intrattenimento sono [...]i generi sui quali concentrare maggiormente gli sforzi editoriali per un’inversione di tendenza sull’evoluzione dell’età media”. Ad occhio e croce un’idea geniale, considerato che Fiction e Intrattenimento sono già adesso i “fiori all’occhiello” della Rai. E, più in sintesi, un passo indietro che dimostra anche perchè l’azienda pubblica si trovi oggi a fronteggiare uno spettro a cui i più pessimisti accostano il nome Alitalia: quello che i vertici di viale Mazzini hanno sino ad ora dimostrato è la scarsa aderenza ad una realtà di mercato che è stata rivoluzionata dall’avvento della banda larga. In un mondo che guarda ad Internet lasciandosi quasi alle spalle il digitale terrestre ancor prima che la sua diffusione sia completata in gran parte d’Europa, la Rai pensa a “svecchiare” le fiction e i programmi del sabato sera. E chissà, forse per loro il fatto che i un gruppo di bambini che canta sotto l’occhio materno della Clerici abbia vinto la gara degli ascolti sulla “vecchia” Corrida è un segno che sì, il “nuovo” avanza.
AUTOPROMOZIONE:
Dalle 15 segui insieme a Giornalettismo le elezioni per la carica di Sindaco di Roma nel pezzo dedicato (in continuo aggiornamento) che verrà pubblicato alle 15 in home page.

























Di tutto, di più. Di nuovo non lo avevamo assicurato. @ Giornalettismo…
Un documento per addetti ai lavori ispira a Milano Finanza considerazioni non positive sul futuro della Rai. Bloccata fra un digitale terrestre che tarda ad imporsi e una strategia di svecchiamento quantomeno bizzarra….
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
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E puntano sul digitale terrestre? Bella faccia tosta: la rai ha una copertura digitale che non arriva a neanche metà del territorio… e se gli chiedi quando la copertura sarà estesa alla tua zona, rispondono: vada sul sito http://www.ecc. ecc. per vedere lo stato della copertura; il classico linguaggio del finto sordo che non vuole sentire. Bleah.
Alla Rai (come per le altre reti in italia) manca l’informazione libera….
Pagherei per poter vedere un telegiornale fatto da giornalisti seri….
La RAI come tutta l’Italia ha bisogno di essere aggiornata. Ci sono troppi vecchi in giro che sono arrivati in quei posti tramite i voti ai partiti, favori e raccomandazione varie. L’unica maniera di salvare la RAI e l’Italia é far fuori questi vecchi visto che loro non hanno l’amore per il lavoro che fanno e ne tanto meno hanno voglia di aggiornarsi ai tempi d’oggi.
La macchina anti-rifiuti c’è ma Napoli la lascia in deposito.
Economico ed ecologico,il Thor del Cnr è un mulino che può riciclare qualsiasi materiale e risolvere l’emergenza.Anche se Bassolino l’ha snobbato.Il principio di base è semplicissimo:si separano i materiali ferrosi e non e quelli utili e la parte rimanente viene ridotta in polvere di 10 millesimo di millimetro.Il prodotto viene utilizzato come combustibile.Il resto è acqua sotto forma di vapore (sterilizzato).La geniale invenzione è di uno scienziato del Cnr Paolo Plescia realizzandone uno a Montelibretti vicino a Roma e l’altro a Capo D’Orlando (messina) in collaborazione con la Assing Spa.Se i nostri amministratori si fossero guardati un pò intorno,ci avrebbero risparmiato una figuraccia planetaria.
P.s per una lettura più approfondita leggere l’articolo di Francesco Ruggeri del 20 marzo2008 su Libero