La tecnologia può fermare le guerre?

18/07/2012 - Bastano pochi dati per poter prevedere insurrezioni e golpe, secondo gli esperti

La tecnologia può fermare le guerre?

È possibile utilizzare la tecnologia anche per prevedere insurrezioni e violenze? Alcuni ricercatori dicono di sì.

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IL CASO – Anticipare le mosse della criminalità? Si può, bastano le giuste informazioni anche se quanto appreso sembra che risulti inutile per la guerra dell’esercito americano. La tesi di alcuni ricercatori è sorprendente e relativamente ironica perché alla base del loro studio ci sarebbero i dati di Wikileaks: e pensare che il Pentagono ha tentato per anni di sviluppare una propria strumentazione che aiutasse a prevedere le mosse del nemico.

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LO STUDIO – Gli studiosi hanno tenuto conto dell’Afghan War Diary, un registro dell’attività militare dal 2004 al 2009, che fa parte dei dati diffusi da Wikileaks due anni fa. Il team della National Academy od Sciences ha dichiarato di aver usato le fonti e ha poi avanzato la possibilità di poter basandosi su queste, “prevedere i livelli di violenza”. In che modo? Esaminando sei anni di dati e collegando i risultati con le formule giuste: così, secondo gli studiosi, si otterrebbe un approfondimento veritiero “delle dinamiche di conflitto” utile per avere “una mappa della crescita dello stesso”.

PREVISIONI – Gli eserciti spendono milioni per affinare gli strumenti predittivi efficaci ma non funzionano, ad esempio il DARPA, agenzia governativa del Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti, non è stata di grande aiuto. I predecessori che risalgono al 1980 erano anche peggiori. La previsione esatta, in realtà, è una strada ancora in salita: i rapporti di conflitto potrebbero aumentare in una zona per poi oscillare nella calma. I ricercatori hanno tenuto proprio conto di questo fattore imprevisto dell’oscillazione. Più il conflitto si divide tra violenza e calma e meno accurata può essere la previsione.

ESEMPI – In Badghis, Afghanistan, i ricercatori hanno osservato la situazione che dimostra una provincia tranquilla perché gli eventi hanno avuto una crescita costante, favorendo così l’attività di previsione. La provincia di Baghian sarà presa di mira dai gruppi armati di opposizione e si vedrà un aumento del 128%: gli incidenti sono passati dai 100 del 2009 a 228 nel 2010. L’ufficio afgano NGO Safety ha riferito che Baghian ha vissuto un incremento del 120% della violenza.

DATI ALLA MANO – Ad esempio l’insurrezione ha resistito alle 30 mile truppe inviate da Obama almeno nel primo anno: “L’insurrezione è autosufficiente anche con un aumento dell’offensiva” ha detto Guido Sanguinetti, scienziato, al Los Angeles Times. Il Pentagono ha tentato in ogni modo di vietare la diffusione dei dati di Wikileaks ma lo studio dei ricercatori dimostra che quelle fonti andrebbero invece analizzate per avere indizi sulla rotta della guerra anche se: “È preferibile ammettere incertezza sul futuro anziché basare le proprie mosse politiche su una previsione incerta”.

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4 Commenti

  1. Giorgio scrive:

    la tecnologia dovrebbe rendere sterile la mamma degli imbecilli, altrochè!

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