Gentile redazione,
mi chiamo Massimo e scrivo queste poche righe per condividere una riflessione personale. E’ ormai noto l’impegno di Telecom Italia nell’espandere la copertura ADSL a tutte le zone ancora digitaldivise dal resto del territorio,col cosiddetto piano AntiDigitalDivide. Premetto che abito in un’area che mi piace denominare il “Triangolo delle bermuda” ovvero tra Milano-Lodi-Pavia esattamente a Torrevecchia Pia (PV). Ciò che deve però far realmente riflettere noi utenti è la mancata trasparenza su contratti,decisioni e future pianificazioni. Sono oramai anni che moltissime persone attendono la fatidica banda larga e il continuo “Divieto d’accesso” imposto da Telecom lascia molti dubbi. Quasi la totalità delle metropoli italiane sono fornite di servizi ADSL. Uno dei parametri utilizzati da Telecom per la futura copertura programmata è la cosiddetta economicità e tornaconto futuro (certo) dell’investimento. Peccato però che Telecom non faccia caso ad un aspetto molto piccante: in comunità rurali, all’esterno delle metropoli, che ad oggi sono sprovviste di servizi a banda larga, sono il vero bacino di penetrazione del servizio. La realtà dei fatti oggi porta le giovano coppie, i single che lasciano la case dei e le famiglie che si allargano spesso si spostano verso comunità più esterne alle metropoli per avere costi di affitto e/o delle stesse case inferiori, nonché un clima più tollerabile. E’ proprio nello spostarsi che però si avranno questi svantaggi,da parte dei possibili clienti. Ma,come giustizia vuole,la lama è a doppio taglio: la persona anziana desidera la città per la praticità e comodità dei servizi,ma naturalmente,il servizio che difficilmente utilizzerà è proprio l’ADSL! Questa osservazione viene troppe volte messa da parte ma,a mio parere,è pienamente valida: un investimento da parte di Telecom nel cablare le zone rurali è sicuramente definibile investimento a lungo tempo. D’altra parte,la presenza dell’ADSL permette,per ciò che concerne, un maggiore interesse nel territorio da parte di Imprese e Aziende che fanno della comunicazione un forte alleato. Da oramai troppi anni a questa parte Telecom Italia “accontenta” la popolazione installando i famosi miniDISLAM che permettono una connessione massima (e non garantita) alla ridicola soglia di 640 Kbps che nasconde il solo vantaggio di lasciare la linea libera mentre si naviga. Naturalmente,questo investimento strozzato ha una grande difetto: potranno godere di questa banda solo un numero ristretto di utenti (50-100) per ogni modulo installato. Inoltre la mancata capacità di banda a monte cela la presenza di futuri problemi. Parlando ora di trasparenza e confronto,un piccolo dato scaturente dal confronto con la Francia: In Francia,Telecom Italia, causa effettiva concorrenza, è costretta ad adattarsi vendendo Alice 20 Mb, canone telefonico e telefonate illimitate, TV tutto compreso a 24,95 euro! La domanda è:Perché??Perchè gli italiani devono esser i “fessi”?? Inoltre,il canone dovrebbe esser utilizzato per la manutenzione e il potenziamento delle linee,cosa che in Italia,data ma mancata reale concorrenza,non esiste! Recentemente sono nate online diverse petizioni contro l’ingiusto (causa motivi appena descritti) pagamento del Canone Telecom. Spero che il ministro Bersani possa migliorare concretamente questa situazione perché in campo di banda larga: l’Inghilterra ACCERTA,la Francia DELINEA e l’Italia SPERA!
Grazie per l’attenzione,
Massimo Antonio Carofano




Il ministro “Bersani”???
O la lettera è vecchia di due/tre anni, Bersani era ministro nel 2006 / 2007 o l’amico, che pure trova la mia totale solidarietà, ha problemi di “connessione” (ci sei? ce la fai? sei connesso?…)
ciao
Si Anjel,la lettera è assai vecchia!
Ma i concetti non son cambiati affatto..Anzi,ora che c’è una super crisi in atto e qualcuno dice “la crisi è già passata” è ancora peggio..