Due storie simili che proiettano ombre sulla gestione dei detenuti in Italia. Alle quali il Sottosegretario risponde così.
Un altro individuo, magari “tossicodipendente ed anoressico” come e’ stato definito Stefano Cucchi dal buon Giovanardi, ha passato 15 ore in cella ed e’ morto. La notizia viene da Parma dove Giuseppe Saladino , un giovane di 32 anni,e’ stato condannato ad una “pena esemplare” di un anno e due mesi, da scontare ai domiciliari, per il furto di monetine dai parcometri del centro cittadino. Venedi’ scorso il giovane e’ uscito di casa per una passeggiata e, a norma del codice penale, e’ di fatto evaso. Riconosciuto in
strada e’ stato arrestato e condotto in carcere e li’, dopo 15 ore, e’ morto. Letizia Tonoletti, avvocato della famiglia Saladino, chiede a gran voce che venga fatta chiarezza e che sia spiegato come sia possibile che un ragazzo sano sia morto in modo cosi’ repentino.
L’OMBRA – Fare il parallelo con quanto accaduto a Stefano Cucchi e’ cosa spontanea, anche se e’ prematuro trarre conclusioni ,ma gli interrogativi restano e gettano un’ ombra raccapricciante sulla gestione dei detenuti. Ogni essere umano, in uno stato di diritto che riconosce al singolo individio lo status di persona, mantiene inalterati i suoi diritti e le tutele a prescindere dalla sua situazione di detenuto o di persona libera. Questo in Italia non accade e non e’ valso ne’ per Cucchi ne’ per Aldovrandi ne’ per tanti altri casi che non hanno raggiunto l’onore delle cronache. Giovanardi si e’ permesso di definire Cucchi ” drogato e anoressico” quasi che questo bastasse a giuistificare la fine che gli e’ toccata. Il politico e’ salito sul suo bel piedistallo ed ha usato la scimitarra nei confronti di una situazione dolorosa che avrebbe meritato quella umana pietas che dovrebbe essere il retroterra culturale naturale per chi si professa cattolico.
DISPREZZO – Giovanardi ha palesato un disprezzo disumano ed ha , in un certo senso, giustificato cio’ che e’ capitato al giovane romano che puo’ essere il figlio, l’amico, il compagno di oguo i noi. Stefano Cucchi lo conoscevo per motivi professionali, amico di infanzia di una mia collaboratrice alla quale ho visto versare lacrime quando mi ha raccontato dell’accaduto. Stefano, un giovane come tanti altri, con pregi e difetti , con errori di vita che fanno parte del vissuto quotidiano di ognuno di noi. Era “drogato e anoressico “ ….embe ‘ ( come si dice a Roma )? Basta questo per spogliarlo del suo status di persona ? E’ sufficiente pesare 40 chili o avere in tasca 20 grammi di fumo per essere declassato da cittadino a bestia ? Credo di no, anzi, voglio credere che cio’ non sia possibile, anche se i fatti mi smentiscono amaramente. Voglio raccontare un accadimento personale di alcuni anni fa quando, una sera prenatalizia, in una Roma paralizzata dal traffico delle feste, il citofono del mio studio inizio’ a trillare con insistenza.


non è successo “venerdì scorso” ma il 6 ottobre scorso
da quel che si sa non è stato riconosciuto per strada, ma è tornato in casa della madre circa dieci minuti dopo che poliziotti in borghese erano andati a controllare che fosse lì. Da casa lo hanno poi condotto in questura insieme alla sua ragazza con la quale era uscito(non te l’ho scritto nel precedente commento perché mi erano balenata l’idea che in fondo è tutto è possibile, ovvero, potrebbe anche essere che qualcuno l’abbia intravisto e che poi sia andato a verificare, ma le cose che si sanno son quelle che ti ho appena detto )Non cambia molto comunque…
Per il resto concordo: “Ogni essere umano, in uno stato di diritto che riconosce al singolo individuo lo status di persona, mantiene inalterati i suoi diritti e le tutele a prescindere dalla sua situazione di detenuto o di persona libera. “
sono sempre piu’ convinto che giovanardi rappresenti il peggio … ha una mente a due settori, distinti e separati che non si parlano proprio … e infatti ha due espressioni facciali … quando parla di una cosa “bianca” e quando parla di una cosa “nera”