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pubblicato il 17 novembre 2009 alle 11:00 dallo stesso autore - torna alla home

Il sindaco di Salerno Vincenzo de Luca sembra orientato a sciogliere le riserve e a correre per il centrosinistra alle prossime elezioni regionali in Campania. Intanto, vecchi e nuovi nemici già ne minano il cammino.

A meno di clamorose sorprese, il candidato alle prossime elezioni regionali fotoDeluca PD, ecco il candidato al dopo Bassolino. Ma è già scontroper il centrosinistra campano, sarà Vincenzo De Luca, parlamentare Pd e sindaco di Salerno. De Luca, nominato recentemente dal neo segretario, Pierluigi Bersani, membro della Direzione nazionale del Pd, si è incontrato ieri a Roma con lo stesso Bersani per discutere della sua possibile candidatura. L’incontro, pur giudicato ancora interlocutorio, avrebbe rassicurato il sindaco salernitano sul sostegno dei vertici del suo partito. Del resto, proprio in queste settimane, gli “appelli” a sostegno di De Luca non sono mancati.

FRANCESCHINI LO CHIAMA - Il primo, in ordine di tempo, fu quello dell’ex segretario del Pd, Dario Franceschini, giunto proprio alla vigilia delle primarie. In molti, però, lessero nelle parole di Fraceschini più un attacco ad Antonio Bassolino ed a Massimo D’Alema, che un endorsement vero e proprio a favore del sindaco “sceriffo”, così come è soprannominato lo stesso De Luca per le sue severe politiche adottate in tema di sicurezza. Tanto è vero che l’ex presidente del Consiglio replicò piccato e a suo modo a Franceschini.“Il candidato del Pd – disse D’Alemanon dipende da Franceschini, dipende dai campani. Un partito come il nostro, che ha una concezione federale dello Stato ed anche del partito, deve rispettare queste autonomie. De Luca va benissimo è un caro amico che stimo da più di 30 anni oltre ad essere un amministratore molto bravo in grado di risolvere i problemi. Non ho nulla contro la sua candidatura ma, anche in questo caso, conta il metodo”.

IL FRONTE INTERNO - Passate le primarie che hanno visto, rispettivamente, la vittoria di Bersani alla Segreteria nazionale e del “dalemiano” Enzo Amendola a quella regionale, il partito si ritrova catapultato, suo malgrado, nella vigilia delle campagna elettorale. Appuntamento, difficile se non addirittura proibitivo. Il giudizio degli elettori campani sui dieci anni di governo Bassolino, è parso eloquente proprio negli appuntamenti elettorali più recenti. Una rovinosa sconfitta alle Politiche del 2008 a cui è seguita un’altrettanta clamorosa debacle alle ultime elezioni Europee. Su base regionale, proprio in Campania, il Pdl ha raccolto la percentuale di consenso più alta: ben oltre il 40%, quasi doppiando il Pd ed affermandosi in molte città una volta considerate roccaforti del centrosinistra. Recentemente, è comparso un appello dai toni perentori a sostegno di De Luca. A firmalo un migliaio di dirigenti locali del Pd, per lo più del salernitano e della vicina Irpina.

COSA C’E’ CHE NON VA - Il documento è parso, innanzitutto, come un deluca bassolino PD, ecco il candidato al dopo Bassolino. Ma è già scontroduro “J’accuse” contro l’esperienza Bassolino e il cosiddetto “Napoli-centrismo” che avrebbe – secondo gli estensori – soffocato le altre realtà della regione. Nel documento si legge, tra l’altro: “Con il Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, candidato alla carica di Governatore della Regione Campania, possiamo finalmente voltare pagina rispetto ad un passato di sprechi di risorse pubbliche, di inefficienze amministrative e di scandali grandi e piccoli che hanno caratterizzato la gestione della Regione Campania nell’ultimo decennio. Una regione invasa dai rifiuti, malata di corruzione dilagante che assurge a prassi sistematica, priva di un progetto capace di ridare onore e dignità ad un popolo perlopiù onesto e laborioso. Tanti mali e guasti che purtroppo il governo Bassolino ci lascia in eredità”. Ancora, prosegue l’appello: “Da qui la necessità di voltare pagina, azzerando e superando l’attuale classe dirigente della Regione Campania, compreso chi si richiama al Pd. Anzi, è proprio dalle fila del Pd che bisogna iniziare quella pulizia morale che tutti auspicano per ridare credibilità al progetto di centrosinistra e speranza ai cittadini sempre più delusi ed arrabbiati. Se non si procede ad azzerare e superare l’attuale classe dirigente, il centrosinistra è destinato a perdere una valanga di voti ed a cedere il governo della Regione Campania ad una destra sempre più populista e antimeridionale”. Un manifesto duro e tranciante, degno di un partito d’opposizione. In un certo senso, infatti, in questi anni De Luca è stato “l’anti-Bassolino” per eccellenza. Famose le sue sfuriate contro O’ Governatore, fino dai tempi in cui i due militavano assieme nei Ds. Il Pd campano, del resto, in questi ultimi tempi si è segnalato più per vicende di cronaca nera che per quella politica. La ferita di Castellammare , dove un consigliere comunale è stato ucciso da un killer della camorra iscritto al suo stesso partito, è ancora aperta. Così, come in tante altre realtà locali, si segnalano, a turno, opacità e talvolta connivenze di esponenti di quel partito con il malaffare e la criminalità organizzata.

GLI ALLEATI “NEMICI” – Tutti d’accordo a sostegno di De Luca, quindi? Macché, i bassoliniani nicchiano, anzi, c’è chi propone ancora un “loro” candidato, individuato nell’assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta. Si sono fatti altri nomi come quello del filosofo Aldo Masullo oppure dell’ex ministro, peraltro sconfitto proprio alle ultime elezioni provinciali napoletane, Gino Nicolais. Ma si tratta d’illazioni o poco più. Poi, inaspettata, è giunta la recente “grana Cosentino” scoppiata nel centrodestra , che ha aperto, in un certo senso, qualche sottile squarcio di speranza nel disastrato centrosinistra campano. “Perché non crederci?”, ha sostenuto un parlamentare del Pd, considerato molto vicino a De Luca. Contro il sindaco salernitano, tuttavia, è sceso in campo con un’intervista a L’Espresso, Luigi De Magistris, parlamentare europeo dell’Idv ed ex magistrato. Vincenzo De Luca? “Ottimo sindaco – sostiene De Magistris – ma è imputato per corruzione a Salerno, dobbiamo candidare persone di altissimo livello che segnino la discontinuità. Così come non si può proporre l’assessore regionale Ennio Cascetta. Ottima persona, ma contiguo a Bassolino”. Qualcuno, ha scorto nell’ex Pm protagonista dell’inchiesta “Why not” una sorta di auto-candidatura. Lui, però, smentisce. Del resto, il protagonismo “mediatico” del magistrato napoletano non piace nemmeno allo stesso “deus ex machina” del suo partito, Antonio Di Pietro, e quasi sicuramente non sarebbe gradito a molti altri nel centrosinistra, elettori compresi. Le elezioni, intanto, incombono, si parla delle “Idi di Marzo”. I coltelli, sembra, già siano stati affilati.