Seduti ad aspettare in aeroporto, oppure addirittura sequestrati in aereo.
Così hanno passato una mezza giornata coloro che ieri hanno avuto la sfortunata idea di volersi spostare volando da Roma a Milano e vicerversa. E a dirlo non sono, per una volta, testimoni inattendibili, di quelli che gli Uffici Stampa possono far passare per visionari. “A Fiumicino assemblee sindacali impediscono ai passeggeri di sbarcare dagli aerei. Sono bloccata dalle 15,30 su un aereo proveniente da Torino e il comandante ci ha informati che non ha la più pallida idea di quanto tempo sarà necessario per l’arrivo della scaletta e del pullman per il trasferimento in aeroporto“, ha detto Margherita Boniver, deputato del Pdl, alle 17,30 di ieri.
Non si sa se il grido d’aiuto dell’onorevole sia stato rispettato. Di certo c’è che anche Roberto Castelli ha voluto dichiarare la propria felicità, stupendoci con un’analisi molto più profonda di quelle che fa di solito: “Le assemblee dei lavoratori di terra di Alitalia indette dalle organizzazioni sindacali stanno bloccando il Paese. Da Roma e da Milano in aereo non si riesce a partire. È inaccettabile che il monopolio di Alitalia provochi disagi di questo tipo“, ha dichiarato il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti. “Se le forze sindacali si permettono di utilizzare così il loro monopolio, a totale svantaggio dei cittadini, mi domando- ha detto Castelli- se non sia il caso di iniziare a pensare a come rivedere questo monopolio“. Ebbravo Castelli. Perché Berlusconi ha salvato Alitalia, no?
In effetti, a Castelli mancava soltanto di ricordare chi è ad aver permesso a Cai, la Compagnia Aerea Italiana di Colaninno, di operare in regime di monopolio. E di far vedere ieri a Fiumicino spettacoli come l’imbarco “a chi arriva prima” nei voli per Linate alle 20 di sera: senza rispettare
prenotazioni, priorità, biglietti, si faceva partire chi era più svelto a presentarsi. Mors tua, vita mea: è il duro tran tran di chi opera in regime di monopolio, come ha detto Castelli. I capitani di ventura di Alitalia, soltanto una decina di giorni fa, si bullavano sui giornali per aver chiuso il terzo trimestre con un risultato operativo positivo per 15 milioni di euro. Che ha portato la perdita operativa dall’inizio dell’anno alla bazzecola di 258 milioni. Ad alcuni sfortunati ieri è capitato di trovarsi sul pullmino che trasporta i passeggeri all’aereo, sballottati in giro per le piste perché l’autista non sapeva quale fosse il velivolo giusto dove portarli (e se ci fosse, mormora qualcuno). Eppure il terzo trimestre, quello di luglio, agosto e settembre, tradizionalmente il più positivo anche per la più sfigata delle compagnie aeree, era andato benino, sottolineava Colaninno. Che è andato pure a La 7 per vantarsene, oltre a farlo scrivere su tutti i giornali con toni trionfali. E poco importa che gli stessi passeggeri, sempre ieri (qui vedete qualche foto scattata con il telefonino), ieri abbiano dato il via all’occupazione di uno degli aerei per far rispettare l’ordine dei biglietti acquistati ai furbetti che la compagnia aveva fatto salire senza controllo, soltanto così ottenendo poi da hostess e piloti il rispetto della fila.
Ieri lo sciopero dei lavoratori di Alitalia è partito per il problema del quarto d’ora. Il tempo che vorrebbero le maestranze per raggiungere i luoghi del pranzo, considerato necessario al punto da scioperarci su. Ecco. A quei 15 milioni di risultato operativo positivo, Colaninno aggiunga, come dice Castelli, che su alcune tratte – come la Milano-Roma – Alitalia opera in regime di monopolio di fatto, sancito pure per legge (tanto per stare sicuri). Così si capisce quanto valgono davvero, quei 15 milioni, e quanto vale il genio imprenditoriale che ci sta guidando, a ‘sto giro. In attesa di ammettere a mezza bocca il fallimento e chiedere per piacere ad Air France di accollarsi il carrozzone, salvando il salvabile. Perché Berlusconi ha salvato Alitalia, no?



Ma l’agitazione da un lato è anche da capire: ci son lavoratori che, purtroppo, si trovano nelle mani di un’azienda che ha deciso di allungare l’orario di lavoro di mezz’ora, GRATIS, il che significa togliere mezz’ora di stipendio!
e tutto questo perche Berlusconi ha salvato l’alitalia no?
Ha ragione D’Amato. Del resto basta ascoltare le canzoncine recitate dai soliti agitprop del cavalierw. Mi riferisco ai Gasparri, Capezzone, Quagliariello ecc. All’inizio, nelle strofe ritrovava sempre: “Abbiamo risolto, l’emergenza rifiuti a Napoli”, “Abbiamo salvato l’italianità di Alitalia”, “abbiamo salvato i Conti pubblici e stiamo uscendo dalla crisi meglio degli altri”. Ultimamente, però, dalla partitura è scomparsa Alitalia. Nessuno più ricorda quanti soldi (pubblici) si sono persi col prestito ponte a fondo perduto e con le varie operazioni contabili annesse e connesse. Va bene, lo faccio io, sono circa 3,3 mld di euro, quasi quanto ritornerà in Italia grazie allo scudo salva evasori.
Dalla canzoncina, presto, scomparirà pure la parte relativa ai Conti pubblici. Questa testata, va dato atto, già da tempo denuncia come l’ottimismo di maniera del governo è un palese bluff. Tra poco, stia sicuro, lo faranno anche gli enti preposti a tale compito di controllo. Resterà solo Napoli e la sua cartolina “mediaticamente” ripulita. Allora, vedrà, i tre tenori di sopra canteranno più forte… Se non altro per distogliere l’attenzione da Palermo e dal fetore che sale lungo la penisola.
Per me cai può andare al macero. con tutti i suoi stipendiati e tutti i suoi cassaintegrati con l’80% dello stipendio.
Inutile carrozzone = cai = bacino di voti
Si fottessero tutti, i miei contributi di cocopro vanno a rimbeccare le pensioni di preti, amministratori e manager. E io devo piangere per i “3000euro al mese” che perdono mezz’ora del loro tempo!?
Ma stiamo scherzando?
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Quando avvengono fatti grotteschi come il “chi arriva primo si imbarca” mi viene sempre in mente il Tremonti darwinista recitato da Guzzanti.
E’ una cosa che ammiro di Ale: come riesce a farmi sorridere amaro.
Putroppo l’amarezza comincia a prendere il sopravvento sull’ilarità…forse sarà perché m’invecchio, ma credo che c’entri il fatto che Berlusconi ha salvato l’Alitalia. O no?
^_^
C.