Sport

In mancanza di meglio, i più bei goal della serie A sino a ieri sera

17 novembre 2009

Pausa dal campionato causa nazionale: per non sentirne troppo la mancanza…

Fermo il campionato per aspettare la Juve di oggi, ieri ed in comproprietà impegnata ad annoiarci con Svezia ed Olanda, interrompiamo il consueto gossip o lobbyng, purtroppo gratuito, di questa rubrica per ritornare bambini e guardare del calcio il momento del goal. Il calcio non è altro che questo, come disse quello che quando una volta Boksic segnò s’arrabbiò per il suo povero schema. Il calcio forse non è proprio tutto del calcio, ma quando non c’è altro può pure bastare.

AD ESEMPIO – Il più bel goal del turno inaugurale del campionato lo fa Di Natale in Udinese-Parma. Ad un minuto dal termine, con la sua squadra sotto e dopo un cucchiaio su rigore peraltro brutto, costeggia un campanile di D’Agostino lisciato da un avversario e si gira repentino, spalle alla porta, indirizzandolo prima che tocchi terra nell’angolino. Menzione d’onore per quella giornata, Iaquinta di testa nel set del Chievo nel debutto della zolla Diego, divenuta poi una crasi tra buona abitudine e pessima critica. Alla seconda giornata, è sempre Agosto e un esserino, un piccoletto d’acciaio e sangue blu come Audrey Hepburn, scarrozza leggero le sue vacanze romane. Diegoribasdacugna tutto attaccato come lo chiamano gli juventini (a seconda dei giorni, per paura di confonderlo con Maradona o perché lo si è pagato per intero) la prima gita se la fa come nel film. Paragonato ai suoi inseguitori rimasti a piedi, in sella a una Vespa. Cassetti sbaglia a valutare un rimpallo e lui se ne va, Riise prova a tamponarlo ma lui resiste, se ne va ancora e la palla al piede la deposita sul palo più lontano con un semplice giro del piede destro. Suo anche il podio, il secondo goal con i cambi destra sinistra di direzione del corpo a palla che libera scorre, senza tocchi sino al tiro. Goal grazie al quale manda in crisi praticamente da Agosto ai giorni nostri Mexes. La terza giornata è di Eto’ò. L’Inter graziata dal Parma fa entrare come sempre Balotelli nel secondo tempo e così si trasforma: il raga triste come me detta il passaggio a Snejder incuneandosi trasversalmente al limite dell’area parmense e servendo il camerunense. Lo spazio per allargarsi e la tranquillità per lo splendido giro a questo punto c’è tutto. Secondo, Floro Flores dell’Udinese di collo pieno e al volo su cross di Zapata, a rifarsi personalmente di un precedente e clamoroso errore di testa fronte alla porta e a rimontare i regali della sua squadra al Catania. Quarto turno: nella domenica spallettiana della Roma di Ranieri, De Rossi smarca Totti sulla sinistra e si presenta a chiudere di testa al centro dell’area di rigore. Il tre a zero abbatte definitivamente il morale della Fiorentina stanca post Cempions e quello di Prandelli, che ha regalato ma ai padroni di casa un tempo a Gilardino. Rosella Sensi per una sera almeno è felice e bacia il marito: lui, no . Pigna etnea di Martinez su bella sponda di Morimoto e punto interno con la Lazio, per la piazza d’onore. La quinta giornata è di mercoledì e il più bel goal è di Iaquinta, Genoa-Juve due a due. Marchisio riceve una difficile palla a mezz’altezza, evita al volo l’entrata “intensa” cioè assassina di uno della squadra di casa, s’invola a sinistra.

GRANDI NOMI - Palla rasoterra, Camoranesi fa velo, San Vincenzo fa la cosa più difficile e anziché il piattone nella sua direzione di marcia fa una torsione in corsa e disegna di collo una diagonale nell’angolo opposto. Vicegoal, forse Lavezzi a Milano con l’Inter. Giusto perché nell’occasione pur non potendo sbagliare l’ha messa dentro. Di Natale ritorna re del bel goal alla sesta, quando a fine gara riceve solo soletto nell’area del Genoa da un ottimo spunto di Sanchez. Riuscire a roteare su se stesso e battere di prima con l’altro piede stando sul posto è difficile anche pensarlo, figurarsi farlo davvero. Probabilmente in quella domenica si dovrebbe premiare pure Cavani & Muslera, ma ai miei tempi queste erano autoreti e questi non erano portieri. Settima, la (fischiata) pastorale a Donadoni gliela suona Francesco Totti. Il quale sfascia il Napoli e la sua salute con una doppietta. Il secondo goal è il migliore del settimo turno: s’abbassa e riceve, evita l’anticipo di Contini e calcia dai 30 mt un basso siluro che si spegne in porta. Quando abbia visto l’angolo che poi trova, non lo sapremo. Bojinov di Parma-Siena quando le giornate sono ben otto, triangolo stretto di quelli del Parma ma è la botta devastante in alto a destra dell’avanti bulgaro a impressionare. Troppa potenza per un piede solo. Il fatto che fosse in fuorigioco palese non fa che rendere al tutto ancora più gusto. Bisognerebbe in sovrappiù dare un premio all’onor tattico alla Fiore di Vargas in quel di Torino come miglior movimento senza palla in occasione del vantaggio viola. Ma non sono corretto sino a questo punto. Diciassettesimo di Sampdoria-Bologna, è la nona, e Mannini della meteora Sampdoria su assist di Pazzini realizza senza far cadere la palla a terra. L’assist è di quelli da calcio in ferie e non a caso Pazzini è in maschera: il doriano stoppa di petto e la gira come se il pressing non fosse mai nato. Bello, quel turno, anche il double di Nesta. Decima giornata, accendete le macchine per fare foto e immortalate Camoranesi dei tre tenori fare goal alla Samp. Diego, Giovinco, Amauri che attacca il primo palo e la difesa che abbocca, Camo di piatto. Non è che un debutto per i tre trequartisti à la Spalletti, non sarà che un flash. Medaglia d’argento, Amauri di testa che altissimo spizza nell’angolino alla sua sinistra a pari merito con Trezeguet che a spese del pur bravo ma povero Castellazzi entra al posto di Amauri soltanto per ripetere in faccia al rivale lo stesso goal. Tenete duro, abbiamo quasi finito. All’undicesimo turno, Ronaldigno e Borriello fan tutto bene col Parma. Il primo zigzaga sapiente e marpione, mette palla a Borriello che nonostante i cinque difensori che schiera il Parma ovviamente sta solo e da questo si capisce la carriera di Guidolin. Il poverino che altro può fare se non spettacolo avvitandosi e trovando la fortuna, sfortunato in amore, del rimbalzo a terra che impenna la palla non potendo altro.

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