Interni

Sarà velocissimo. E si schianterà.

16 novembre 2009

Senza riforme strutturali, ad accelerare non saranno sono i processi ma anche la corsa della Giustizia verso il baratro.

Dalle prime indiscrezioni sembra che il disegno di legge predisposto dal governo per accorciare i tempi dei processi preveda – per una serie di reati – una durata complessiva massima di sei anni (2 per il primo grado, 2 per l’appello, 2 per la Cassazione) oltre i quali l’azione penale si prescrive.

EFFETTI PRATICI - Non c’è dubbio che una giustizia rapida è sinonimo di civiltà, per cui quella di accorciare i tempi dei processi è un’esigenza buona e giusta che dovrebbe appartenere a tutti i cittadini senza distinzioni di credo politico.  Tuttavia la norma non appare convincente e anzi solleva una serie di perplessità, a prescindere dal fatto che sia concepita o meno per bloccare i processi contro Berlusconi.  Vediamo quali.  Innanzitutto non è chiaro se essa interesserà (e in che misura) anche i procedimenti civili, amministrativi e tributari: infatti si parla ovunque di processi penali (per le evidenti connessioni alle vicende giudiziarie del presidente del consiglio) ma è bene ricordare che gli altri settori della giustizia non sono meno importanti e anzi sono fondamentali per assicurare lo sviluppo dell’economia e dell’impresa, e spesso interessano da vicino la vita di tutti i cittadini.  Ma visto che al momento tiene banco il processo penale, parleremo di esso.  Cui prodest? Quando si impone un limite temporale per definire una questione, si presume che le parti coinvolte abbiano un comune interesse a rispettare quel limite. Non è questo il caso.  Facciamo un esempio: immaginate di acquistare un televisore, con garanzia di due anni. Immaginate anche che il televisore si rompa subito dopo l’acquisto. Immaginate infine di riconsegnarlo al negozio, e di scoprire che la legge prevede che se il rivenditore non fa riparare l’oggetto entro sei mesi, il vostro diritto alla riparazione in garanzia si prescrive. Non vi sembra assurdo? Il televisore è vostro, il diritto alla riparazione è vostro, che interesse ha il rivenditore a rispettare quel termine?

INTERESSI – Ecco, nel processo penale vi sono tre parti principali: l’accusa (il Pubblico Ministero), la difesa (l’imputato) e il giudice (terzo imparziale). Chi ha interesse a rispettare i tempi del processo?  Di sicuro non la difesa: anzi, ha interesse a farli scadere.  E il giudice? Il Pubblico Ministero? Che interesse hanno? Un interesse morale, deontologico, professionale… tutte belle parole ma che in concreto non faranno certo perdere loro il sonno, specialmente se possono attribuire la colpa del mancato rispetto dei termini al sistema giustizia che funziona male (troppi processi, penuria di magistrati, risorse insufficienti, procedure macchinose….).  Il vero interesse lo abbiamo noi, noi che abbiamo comprato il televisore, noi che pretendiamo che i criminali finiscano in galera: noi, il popolo italiano.  Certo, il popolo è per l’appunto rappresentato da giudice e Pubblico Ministero… ma questo bel principio ha valenza poco più che teorica.  Già ora praticamente tutti i meccanismi di garanzia formale sono a favore dell’imputato. Se un giudice (che pure è terzo) non rispetta un termine perentorio, il processo salta. E quando salta un processo, a gioirne è solo l’imputato. E ovviamente ogni errore formale del Pubblico Ministero va pure a vantaggio dell’imputato.Sono ben rari i casi in cui un vizio di forma della difesa finisca per svantaggiare l’imputato e non possa essere sanato in qualche modo.  Quindi ogni riduzione dei tempi di prescrizione rappresenta innanzitutto un bel regalo alla difesa.  E’ vero anche, e lo abbiamo detto, che è anche interesse di tutti i cittadini che la giustizia sia efficiente e veloce. Ma non basta certo ridurre i tempi di prescrizione per ottenere questo risultato.

ESEMPIO - E’ come se, preso atto che un treno arriva sempre in ritardo, si decida di rimediare obbligando il macchinista a fermare il treno e a far scendere tutti i passeggeri lì dove si trova il convoglio una volta scaduto il tempo previsto di arrivo: che razza di soluzione sarebbe?  E’ chiaro che la riduzione dei tempi di prescrizione avrebbe senso, risponderebbe all’interesse dei cittadini, solo ove la struttura (normativa, logistica) del procedimento penale fosse tale da permettere il rispetto dei tempi e prevedesse meccanismi che garantiscano l’interesse e la convenienza del Pubblico Ministero e del Giudice a rispettarli.  Occorrono quindi soluzioni strutturali.  La via crucis. Oggi l’iter cronologico tipico (ma ci sono innumerevoli variazioni) di un processo penale è il seguente:

- L’evento criminoso. Solitamente di qui decorrono i termini prescrizionali ordinari;
- La scoperta dell’evento criminoso (non è scontato che un reato sia immediatamente rilevato, anzi molti reati – come la corruzione – solitamente sono scoperti molto tempo dopo la loro consumazione);
- Le indagini preliminari della Polizia Giudiziaria;
- La comunicazione al Pubblico Ministero dell’esito di tale attività;
- L’attività di indagine del Pubblico Ministero;
- La richiesta di rinvio a giudizio da parte del Pubblico Ministero;
- L’udienza preliminare del GUP che dispone il rinvio a giudizio;
- Il dibattimento e la sentenza di primo grado;
- Il processo d’appello con sentenza;
- Il ricorso in Cassazione che può rigettare l’istanza o accoglierla ordinando la ripetizione del processo di appello o addirittura di quello di primo grado.

15 commenti a Sarà velocissimo. E si schianterà.

  1. lelith

    se volessimo riassumere il tuo articolo (senza sminuirne il contenuto che condivido) potremmo dire: una riforma vera della giustizia richiede innanzitutto risorse, le risorse non ci sono, quindi tanto per poter dire di aver “fatto qualcosa” si fanno riforme a “costo 0″ che non risolvono nulla.

    questo senza nemmeno necessità di andare ad infamare il povero presidente del consiglio dicendo che si fa le leggi ad personam.

    • Non sono convinto che le risorse non ci siano. Il nostro sistema Giustizia ha un bilancio enorme. Il problema è strutturarlo in maniera che le sfrutti molto meglio. Questa legge non è un riforma della Giustizia, non è una legge che serve a ridurre i tempi del processo: è a tutti gli effetti una legge che riduce i termini di prescrizione. Quantomeno, così sembra da quello che se ne sa. Una legge simile fa solo danni, a mio parere.

      • lelith

        guarda io ti dico quel che vedo: uffici senza carta (a roma per mesi la carta la mettevano avvocati e magistrati), uffici senza ufficio copie (gip presso tribunale di civitavecchia), uffici con ufficio copie ma senza addetti (gip presso il tribunale di viterbo), uffici sotto organico (praticamente tutti gli uffici giudiziari di roma). a roma una sezione penale dovrebbe essere composta da 10 magistrati, se ce ne sono 7-8 è grasso che cola e molti buchi sono coperti temporaneamente da giudici onorari (con l’inconveniente che i processi restano bloccati o regrediscono a causa del mancato consenso delle parti alla lettura degli atti). la media dei ruoli per ogni giudice oscilla tra i 300-400 procedimenti (per i più fortunati) ai 500-600 (con alcuni picchi anche più alti).
        continui rinvii di udienze a causa del ruolo troppo carico (cioè quando arrivi a fare le 17.00 in tribunale e mancano ancora da dafinire determinati processi).
        e tante altre cose ci sarebbe da raccontare al riguardo.
        Ora le cose sono due: o i soldi non ci sono ( e questi sono gli effetti) oppure i soldi se li mangia il ministero della giustizia.
        in ogni caso resta il fatto che in queste condizioni si potrebbero apportare tutti i miglioramenti possibili al codice di procedura e all’organizzazione degli uffici ma il problema non si risolverebbe se non marginalmente. il problema si comincia a risolvere riempiendo gli organici e creando nuovi uffici giudiziari per rispondere all’aumentata domanda di giustizia

        • Ok. Però è un fatto che in Italia sono tutti senza soldi e risorse: non c’è un solo settore che dica: “Ehi gente, io sto a posto”.
          Sicurezza, Giustizia, Sanità, Istruzione, Difesa, Ricerca… tutti lamentano mancanza di personale e di risorse. Un po’ ovunque si sentono le stesse cose: manca la carta, mancano i PC, manca questo e manca quest’altro.
          E hanno ragione: mancano veramente. Il problema è che non mancano altre cose, dove i soldi non sono mai lesinati. Potrei fare mille esempi di sprechi assurdi di risorse in quegli stessi uffici dove si lamenta che manca la carta per scrivere.
          Ma questa non è una novità. In certe amministrazioni si comprano migliaia e migliaia di costosi PC portatili, ma manca la carta.
          E non parliamo di quanto si risparmierebbe utilizzando dell’ottimo software opensource al posto di certe suite ultracostose utilizzate all’1% delle possibilità. Giusto per dirne una tra mille.

          Il Ministero di Giustizia assorbe ogni anno circa 7,5 miliardi di euro, ossia quanto spende il Dipartimento di Pubblica Sicurezza.
          E anche come organici siamo lì: fra i 90.000 e i 100.000 dipendenti.

          Con i suoi soldi la P.S. stipendia il personale, mantiene le strutture, assicura una marea di servizi, gestisce una massa imponente di assetti che vanno dai cani agli aerei, con specialità di ogni tipo.
          E una consistente parte del suo personale lavora negli uffici giudiziari svolgendo compiti che non gli competono.

          No, secondo me non è questione di risorse, ma di sprechi e di cattiva organizzazione.

  2. Ghisabrain

    Cavolo, un articolo che condivido riga per riga!
    Vorrei solo segnaare a margine un fatto di cui ho notizie solo di seconda mano.
    e che mi è stato spiegato da una persona che lavora nella polizia.
    Gli avanzamenti di carriera dei magistrati sono funzione, tra le altre cose, del risultato della loro attività;
    Capita quindi, come mi è stato riferito, che molte valide attività di indagine vengano vanificate per vizi formali dagli stessi magistrati.

    • lelith

      così di primo acchitto mi sembra una emerita cazzata, la classica storia che si raccontano i poliziotti per autoassolversi delle cavolate che fanno.
      pur nella genericità della tua affermazione ritengo che quelli che tu chiami “vizi formali” corrispondano alle amplissime categorie di vizi degli atti di indagine che implicano mediamente una violazione dei diritti dell’indagato o una violazione delle regole di controllo sull’attività della PG (insomma robetta).
      ergo a fronte di un vizio del genere gli atti sono nulli ex lege (violando regole fondamentali) e se il magistrato (pm o gip) non li censura subito si rischia di andare a fare un processo su un atto che domani si rileverà inutilizzabile con il risultato magari di aver fatto tanto lavoro per nulla.
      secondo poi laddove il magistrato abbia un onere di controllo e verifica sull’operato della PG anche eventualmente convalidare o dare corso ad un atto di indagine rientra comunque nel discorso “produttività” quindi sotto questo profilo che si censuri un atto o gli si dia corso ritengo sia mediamente indifferente sotto il profilo della quantità di lavoro svolto.

    • Non credo nemmeno io che sollevare o rilevare vizi formali aiuti la carriera di un magistrato.
      I meccanismi di carriera sono altri, e non necessariamente legati alla “produzione”.

      Peraltro a rilevare i vizi ci pensano molto bene gli avvocati, già davanti al GUP.

  3. rebyjaco

    Quello che si cerca (Bipartisan) è un “”Toccasana”" che risolva i LORO problemi giudiziari. Anche ai Politici di sinistra, e che si possa far passare come una buona “”Soluzione”" acettabile e “”Vendibile”" ai Cittadini anche se Questi saranno ingannati. La Buffonata che gente come Feltri o Bel Pietro vuole far apparire come “”PERSECUZIONE”", non è altro che l’ammissione che, Berlusconi ha commesso la maggior parte dei reati amministrativi che gli si addebitano (incluso corruzione di Giudici e Funzionari) oltre all’evasione di tasse e altri obblighi Fiscali. Certo, altri imprenditori, direi tutti, hanno commesso di questi reati, ma questo non giustifica che si dabba chiamare PERSECUZIONE il fatto che si chiami a risponderne chi FA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. E’ come se il CAPO DELLA MAFIA, definisse PERSECUZIONE il fatto di essere “”COSI’ RICERCATO”" mentre altri mafiosi lo sono meno o non lo sono affatto per mancanza di prove.

  4. sarebbe interessante fare un confronto tra questo disegno di legge e quello presentato dalla Finocchiaro a suo tempo, così tanto per vedere quale dei due fa più schifo

    è chiaro che il ddl della Finocchiaro non aveva nessuna possibilità di diventare legge mentre questo del Pdl è probabile che riesca a passare perché interessa a Silvio

    quando una legge serve a Silvio i parlamentari fanno le ore piccole per approvarlo in tempo

  5. lelith

    la cosa più interessante è vedere i tempi di approvazione: ci sono disegni di legge fermi alla camera da secoli che magari servirebbero al paese in un momento di crisi grave come quello attuale ed incredibilmente le leggi che interessano berlusco silvioni vengono approvate in tempi record.

  6. Ghisabrain

    GRazie!
    la prossima volta non farò la figura di quello che si beve ogni genere di fesseria

  7. marcello

    io non capisco tutto questo fiorire di commenti sui tecnicismi della proposta “riforma” sul processo breve. Treni che si fermano in mezzo alla campagna perché il tempo è scaduto? Il paragone è azzeccatto, certo, ma io crecdo che l’unico commento sensato è che il capo del governo è disposto a scassare completamente il sistema giudiziario pur di salvarsi dai processi. Alimentare dibattiti sui pro e i contro di questa possibile “riforma” (anche il nome sarebbe da discutere) finisce per rendere dibattibile l’insostenibile e plausibile l’assurdo. Rileggetevi il testo del ddl e tremate, altro che risorse. Quella proposta è insostenibile a prescindere dalle risorse disponibili, perché il principio portato avanti è assurdo.

    • lelith

      il principio è giusto e sacrosanto: un cittadino non può restare sotto processo senza sapere che fine farà per anni e anni.
      il problema è che nel nostro caso si strumentalizza il principio per ottenere uno scopo che non è certo quello di soddisfare gli interessi dei cittadini comuni che invece subiranno una specie di amnistia mascherata.

  8. Marcello, la tesi del governo (e anche di parte dell’opposizione, ad esempio Violante) è quella che non bisogna respingere una buona legge solo perché procura vantaggi anche al presidente del consiglio.
    Questo articolo vuole evidenziare che anche sotto questo profilo la legge in argomento non è buona, analizzandone alcuni aspetti nel contesto dell’esigenza di assicurare speditezza alla giustizia.
    Capisco che è molto più eccitante fare tifoseria da stadio Berlusconi sì/Berlusconi no, ma rammento che la Corte Costituzionale ha bocciato il “lodo Alfano” con un ragionamento tecnicistico, non certo con cartelloni e striscioni anti-Berlusconi.

    • Marcello

      Sarà pure, ma rispetto a una regola che ferma i treni in ritardo in mezzo alla campagna non ce la faccio più a leggere (su tutta la stampa) commenti che iniziano con “la puntualità dei treni è obiettivo condivisibile”. E’ più urgente dire che che chi ferma i treni in mezzo alla campagna ha in mente di favorire i TIR od ostacolare chi viaggia in treno.

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