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pubblicato il 16 novembre 2009 alle 13:30 dallo stesso autore - torna alla home

Finanziamenti rimandati in eterno, dichiarazioni mai mantenute. La storia infinita di una rete viaria assassina che nessuno vuole cambiare

Lo so, per molti di voi quello che sto per dire potrà sembrare assurdo, ma vi prego di credermi sulla parola: oltre i stor 11987183 39460 Sassari Olbia: una strada promessa in una terra dimenticataconfini del Billionaire e di villa Certosa si estende una terra chiamata Sardegna, lo giuro. Non è vero quello che vi dice Studio Aperto, non si inabissa una volta passato di moda il ballo estivo della proboscide, continua a galleggiare, seppur tra molte difficoltà. Non starò a dilungarmi narrandovi ciò che succede da quelle parti durante la stagione delle piogge, quando Ryanair taglia l’80% dei suoi voli e rende così molto più difficoltoso l’accesso all’Europa, vi racconterò invece le tristi vicende di una strada che per lo stato italiano risulta sicuramente marginale, ma che la nazione sarda considera fondamentale: la famigerata Sassari-Olbia, S.S. 597.

LA STRADA CHE UCCIDE - Già il solo definire strada questa mulattiera può risultare un insulto alla ragione, ma se si considera che attraversa tutto il nord Sardegna e collega due tra i tre più importanti aeroporti dell’isola, Olbia e Alghero, e due tra i tre più importanti porti, Olbia e Porto Torres, si può arrivare a intuire i danni che le pietose condizioni di questa via di comunicazione infliggono all’economia sarda. Facciamo pure finta di dimenticarci che dal 1995 ad oggi questi cento chilometri di curve e saliscendi hanno provocato la morte di 75 persone, molte delle quali hanno avuto l’unica colpa di percorrere il tratto di strada sbagliato nel momento sbagliato, e concentriamoci sugli avvenimenti degli ultimi due anni. Nel 2007 l’ex governatore Soru, dopo aver portato a termine la dismissione della base americana a La Maddalena, propone (per Renato Soru “proporre” è un eufemismo, lui tende a imporre) al suo “governo amico” di turno guidato da Romano Prodi di organizzare il futuro G8 proprio a La Maddalena. L’intento era soprattutto quello di attuare una rapida bonifica delle aree precedentemente soggette a servitù militare e di dare nuova visibilità al territorio. L’ex giuntasassari aereoporto olbia Sassari Olbia: una strada promessa in una terra dimenticataregionale, conscia dell’opportunità che gli si presentava davanti, ne approfittò anche per inserire la realizzazione della nuova strada a quattro corsie all’interno delle procedure accelerate del G8, così da essere sicuri di portarla a termine in tempi se non brevi, quanto meno umani. Per non gravare sulle casse statali, la regione avrebbe pagato attingendo dai di fondi FAS ad essa spettanti, anche se, trattandosi di strada statale, non ci sarebbe stato nulla di strano se i finanziamenti fossero provenuti dallo stato, ma tant’è.

G8?  MEGLIO DI NO - Tutto pareva andare per il meglio (solo per quanto riguardva la strada, non per l’Italia o la Sardegna), ma il governo Prodi crolla e il nuovo-vecchio presidente del consiglio Berlusconi inizia subito a manifestare un certo fastidio nei confronti del G8 a La Maddalena. Credo che, dal suo punto di vista, sia comprensibile: destinare così tante risorse ad un’isola lontana il cui peso elettorale è poco o nullo doveva apparirgli uno spreco mica da poco. Prova a sondare il terreno per un eventuale G8 a Napoli: «E’ un desiderio, è un sogno, ma ci sto lavorando», perché «servirebbe per attirare l’attenzione degli stati stranieri su Napoli». Con l’ex governatore trova terreno poco fertile e con le elezioni regionali a meno di un anno una mossa del genere avrebbe rischiato di fargli perdere una regione che, a giudicare dai sondaggi, era praticamente già sua.  Fece marcia indietro.

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