Niente feste, dobbiamo lavorare?

di - 17/07/2012

Niente feste, dobbiamo lavorare?
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Il governo Monti è in crisi nera, una difficoltà che deriva dall’aggravarsi di una recessione che rischia di far saltare ogni accordo stipulato a livello europeo. Nonostante l’expertise tecnica, l’eurocrisi sta facendo perdere la bussola anche a stimati economisti, che si trasformano nei più fedeli replicanti dei ministri dalle zero idee ma dai molti lanci di agenzia che abbiamo avuto in questi anni, a partire dal campione premio Sole per l’economia Giulio Tremonti.

E’ difficile commentare in maniera diversa la proposta odierna di accorpare le festività italiane, dal venticinque aprile al primo maggio fino al due giugno, per recuperare alcuni punti decimali di prodotto interno lordo, nella speranza che questo davvero si verifichi. Questa proposta era già stata lanciata dal governo Berlusconi, ed era stato subito accantonata per l’evidente inutilità. Non è casuale che il più vocale sostenitore di questa non misura sia il sottosegretario Paolillo, il più triste legame con la passata esperienza dei governi Berlusconi.

Il Pil non cresce per magia aumentando la quantità delle ore lavorate, come nessun contadino lavorerebbe più di un trattore se stesse più tempo al campo con l’aratro. Sarebbe invece necessario un incremento della produttività, ovvero la qualità delle ore lavorate. Per far sì che questo avvenga ci vuole innovazione, che dipende dalle imprese, e anche dalle politiche messe in campo dal governo per favorire la formazione del capitale umano, nuove scoperte scientifiche, la concorrenza nei mercati e così via. L’accorpamento delle festività assomiglia molto più ad una vacanza della ragione della quale l’Italia non ha davvero bisogno.

 

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7 Commenti

  1. blackbird scrive:

    il vero problema ormai non è certo quello di lavorare nelle festività, ma di avercelo un lavoro…!!!

    • denise scrive:

      davvero! qui a furia di pagare vitalizi all’ultimo pezzo di merda per un giorno di presenza a montecitorio, ci ritroviamo pieni di parassiti dalle alpi alle eolie. E hanno ancora il coraggio di scassare la minchia e azzardare poposte oscene come questa…..ma quando cazzo ci svegliamo, gente?

  2. stefano scrive:

    ora basta!!! Questi signori ci stanno svuotando i portafogli ma questo non basta loro…vogliono rubarci anche la vita, renderci schiavi, allontanarci dalle nostre famigli anche in quei pochi momenti in cui possiamo goderci in semplicita’ la vicinanza dei nostri figli….BASTA BASTA BASTA

  3. giorgio scrive:

    d’accordo con te Stefano, adesso BASTA! o ci svegliamo e ci ribelliamo alla deriva alla quale stanno condannando noi e i nostri figli per sempre oppure è finita, conviene abbandonare la barca che inesorabilmente affonda!

  4. Lia2 scrive:

    è il momento di far esplodere una bella bomba in parlamento. chiamiamo qualche merda musulmana così per una volta ci può essere utile…

  5. Giorgio scrive:

    Lia è proprio perche c’è gente che la pensa come te che stiamo andando alla deriva. Non per voler mettere una bella bomba ma perche non capisci (così come la maggior parte delle persone)che il problema non è solo italiano ma mondiale. Che ci stanno portando pian piano alla schiavitù e nemmeno ce ne accorgiamo. Ci fanno lavorare di piu e guadagnare di meno. Ci stanno trasformando in burattini che hanno il solo scopo nella vita di lavorare come schiavi e spendere tutto quello che guadagnano in prodotti che per la maggior parte nemmeno ci servono. Saremo poveri e schiavizzati mentre un piccolo gruppo di persone (a capo delle multinazionali) deterranno il potere sul mondo intero. Per questo dico che basta odiarci fra di noi, dire musulmano di merda o cristiano di merda, siamo tutti vittime del sistema e insieme dovremmo ribellarci per un mondo migliore..prima che sia troppo tardi!!

  6. Maurizio scrive:

    Proposta cretina di un politico inutile e che come tanti altri dovrebbe andare a casa invece di farsi pagare lo stipendio dalla collettività. C’è una regione che ha più dipendenti dell’intera Inghilterra, tanto per fare un esempio di possibili aree di intervento, e questo bel tomo pensa all’accorpamento delle festività! Boh! Io veramente non so più cosa pensare!

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