Riforma della giustizia: ecco il testo del PdL

12 novembre 2009

Il ddl sul processo breve è stato presentato dal gruppo Pdl e sottoscritto dalla Lega al Senato. Composto da 3 articoli, prevede, tra l’altro, la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati «inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione» se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero senza che sia stata emessa la sentenza.

A meno di modifiche, quindi, i 24 mesi verranno calcolati entro un limite temporale più breve rispetto all’ipotesi di far partire il contatore dalla prima udienza. Il provvedimento entrerà in vigore il giorno dopo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Informa il sito internet del Pdl al Senato che è a firma dei Sen. GASPARRI, QUAGLIARIELLO, BRICOLO, TOFANI, CASOLI, BIANCONI, IZZO, CENTARO, LONGO, ALLEGRINI, BALBONI, BENEDETTI VALENTINI, DELOGU, GALLONE, MAZZATORTA, MUGNAI, VALENTINO. Il provvedimento è stato firmato anche dal presidente dei senatori della Lega, Federico Bricolo, dal senatore Sandro Mazzatorta (Lega) e dal senatore a vita, Francesco Cossiga.

Il testo completo in PdF è scaricabile qui. Nel dettaglio, si scrive: “Il processo penale si considera iniziato alla data di assunzione della qualità di imputato. Non rilevano, agli stessi fini, i periodi conseguenti ai rinvii del procedimento richiesti o consentiti dalla parte, nel limite di 90 giorni ciascuno”. Nell’articolo 2, si legge: “Il giudice nei processi per i quali la pena edittale determinata ai sensi dell’art. 157 del codice penale è inferiore nel massimo ai dieci anni di reclusione dichiara non doversi procedere per estinzione del processo quando: a) dal provvedimento con cui il pubblico ministero esercita l’azione penale formulando l’imputazione ai sensi dell’articolo 405 sono decorsi più di due anni senza che sia stata emessa la sentenza che definisce il giudizio di primo grado; b) dalla sentenza di cui alla lettera a) sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata la sentenza che definisce il giudizio di appello; c) dalla sentenza di cui alla lettera b) sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata sentenza da parte della Corte di cassazione; d) dalla sentenza con cui la Corte di cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento oggetto del ricorso è decorso più di un anno senza che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile”.

Secondo il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, sul ddl c’è rischio incostituzionalità: «Da quello che leggo. Se si tratta di fare processi brevi va bene, se si tratta di non fare alcuni processi non si può e se si arriverà a uno scontro la responsabilità non è dell’opposizione». E sul possibile ritorno dell’immunità parlamentare, Bersani ha osservato: «Non è un tema da porre, se vogliamo parlare di Parlamento parliamo di riduzione del numero dei parlamentari, del superamento del bicameralismo perfetto, dei costi della politica».  Il disegno di legge «sul ‘processo brevè »dice che dopo due anni il processo non si deve fare più e per questa ragione migliaia di processi dei maggiori scandali italiani andranno tutti dichiarati estinti. È la più grossa amnistia mascherata della storia e ancora una volta l’Italia dei valori, dal 5 dicembre si impegnerà a raccogliere le firme per un nuovo referendum perchè anche questa volta questa legge è incostituzionale, immorale e contro gli interessi del Paese«, dice invece il leader dell‘Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, parlando con i giornalisti a Montecitorio. L’Idv sulla giustizia «è all’opposizione dal primo giorno della legislatura, spero che ora il Partito democratico abbia capito che occorre fare quello che l’Idv da tempo sta facendo». Per Di Pietro la legge proposta dal Pdl è «incostituzionale, perchè mette alcune persone in condizione di rimanere per sempre incensurate, anche se commettono tanti reati. Per loro il processo non si farà più, è la più grossa truffa realizzata ai danni della Costituzione»

5 commenti a Riforma della giustizia: ecco il testo del PdL

  1. lelith

    approvato così significherebbe la chiusura del 90% dei processi su cui sto lavorando, alla faccia della politica della sicurezza…

    sarà mica che per loro conti più salvarsi il culo che garantire le giusta punizione di chi commette reati?

    • gennaro

      Beh se lo stesso ministro Alfano ha detto che in media i processi in Italia durano 7 anni e mezzo ciò vuol dire che in media nessun processo giungerà a compimento.
      Ovviamente la varianza oscillerà tra i processi dei poveri cristi, che non possono pagarsi anni di avvocati, che dureranno meno di sei anni, e quelli dei ricchi, che punteranno tutto sul raggiungere la prescrizione facile, ben più lunghi.

      • lelith

        guarda io ti parlo della situazione a roma, viterbo e civitavecchia che sono i tribunali dove giro: dalla richiesta di rinvio a giudizio all’udienza preliminare se va bene passano 6 mesi, dall’udienza preliminare alla prima udienza ne passano almeno altri 6.
        ciò vuol dire che la prima udienza si fa che è già passato un anno e quindi il giudice ha solo un anno per fare il processo (inclusa la motivazione della sentenza che mediamente porta via 30 giorni). se consideri che un rinvio medio è di 3-4 mesi vuol dire che mediamente al massimo si possono celebrare 3-4 udienze in un anno.
        in 3-4 udienze puoi trattare solo i processi più facili e con una istruzione probatoria ridotta.
        in ogni caso basta che un avvocato metta in lista testi 10 persone e che ci sia qualche impiccio tipo notifiche andate male e il processo si prescrive automaticamente. cosa questa che può fare tranquillamente fare qualsiasi difensore d’ufficio.
        non credo ci saranno quindi differenze tra ricchi e poveri, andranno tutti prescritti innocenti o colpevoli che siano. praticamente vuol dire la fine di gran parte dei processi con grande giubilo di tutti i disonesti di questo paese.

        io che tratto principalmente penale degli incensurati resterei quasi senza lavoro dato che solo una minima parte dei processi rispetta quei tempi.

  2. rebyjaco

    Ormai BOSSI è schierato a favore della “” Mafia”" del PIDUISTA, del “”CORROTTO”" ossia di tutto quello che a dire di BOSSI era (e non vedo perchè non dovrebbe esserlo più ) Berlusconi. Dal 1998, (quando definiva Berlusconi colluso con la Mafia e gli poneva 11 domande sul come aveva ottenuto i capitali per fare cio che aveva fatto), Bossi ha subito un crollo della propria salute, solo questo può giustificare questo cambiamento d’identità, la MAFIA evidentemente non è più “”Nemica”" ed è conveniente al “”Paese”", forse ha ottenuto appoggi che l’hanno convinto, si sa che i soldi non sono MAI sufficienti. Il prossimo futuro riserverà sorprese anche a BOSSI e Soci, quando i “”sempliciotti”" si rendano conto che “” I conti non tornano”" vedremo cosa accadrà.

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