Quella che vorrebbe introdurre il centrodestra, nella nuova era delle nomine e dei parlamentari calati dall’alto, darebbe oggi ai politici il potere di sottrarre alla giustizia una qualsiasi persona amica colpevole di un grave reato. Sedici anni fa non sarebbe stato possibile.
Margherita Boniver, la deputata firmataria della proposta di legge che vuole reintrodurre di nuovo l’immunità per i parlamentari ha definito l’abolizione risalente a 16 anni fa (ottobre ’93) come “un incredibile atto di vigliaccheria dall’Assemblea di Palazzo Madama” compiuto in un “clima di pesante intimidazione”. Ma è il parlare di immunità oggi come di un glorioso ritorno a quanto oltre 60 anni fa avevano sancito i nostri Padri Costituenti, questo sì, un atto di vigliaccheria, perché ingannevole, in quanto non tiene conto del quadro normativo in cui nel 2009 vengono candidati e poi eletti i rappresentati del popolo che dovrebbero usufruire di quella protezione esclusiva. Lo è se si omette di precisare che deputati e senatori eletti oggi non possono, come un tempo, definirsi, nel senso più letterale che questa espressione può assumere, “scelti dal popolo”.
COME ERAVAMO – Tutti i parlamentari che hanno l’onore di dover rappresentare i propri concittadini, infatti, non possono oggi vantare di aver ricevuto una di quelle investiture popolari nette, importanti, inequivocabili, di cui potevano pregiarsi le vecchie volpi della Prima Repubblica, che, piaccia o no, ad ogni tornata elettorale avevano la forza e le capacità di racimolare decine (a volte centinaia) di migliaia di preferenze. Dovevano chiedere il voto agli elettori, lavorare sul campo, non starsene tranquilli ad aspettare i risultati orientandosi coi sondaggi ed improvvisando una noiosa e pressocchè inutile campagna elettorale. In virtù delle nuove leggi elettorali approvate, il Mattarellum prima, ma soprattutto il Porcellum poi, che hanno inciso radicalmente sull’organizzazione interna dei partiti e sulla natura stessa del politico, non possiamo oggi essere certi che ogni deputato e ogni senatore siano espressione della volontà popolare, né di un territorio, né tantomeno di una specifica categoria di persone. Casomai siamo più certi, invece, che buona parte degli eletti sia espressione della pura e semplice volontà personale di un leader di partito. La discrezionalità pare abbia infatti sostituito la competizione, la nomina preso il posto della scelta proveniente dal basso, i media sembrano aver spazzato via, per quel che potevano contare, comizi e sezioni, spianando così la strada a tutta quella gente calata dall’alto, spesso segretari, portaborse, mogli, amanti, personaggi dello spettacolo, che non garantiscono sicuramente l’esperienza sul campo e quel livello di competenze politiche che potevano vantare i parlamentari eletti fino al ’92.
SALVARE GLI INDAGATI – Se, dunque, oggi una legge che riporti l’articolo 68 della Costituzione indietro di 16 anni, può creare un equilibrio, in materia di immunità, tra quanto stabilito dalla legge per un parlamentare eletto a Montecitorio o Palazzo Madama ed uno chiamato a rappresentare l’Italia a Strasburgo, può sicuramente anche creare l’effetto contrario di attribuire ai politici il potere di bloccare ogni azione della Magistratura verso qualche cittadino mai per nulla impegnato, o forse nemmeno interessato, alla politica in ogni sua forma ed espressione. Basterebbe, infatti, inserire l’”amico degli amici” di turno in una delle liste bloccate per proteggerlo adeguatamente da inchieste scomode e da eventuali successive condanne. Stando a quanto finora stabilito dall’art. 68 della Costituzione, senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o essere mantenuto in detenzione. Se dovesse passare la proposta appena arrivata in aula, invece, il parlamentare senza autorizzazione non potrà nemmeno essere sottoposto a procedimento penale. Si passerebbe, insomma, dal pericolo che una piccola frangia della Magistratura possa usare il potere giudiziario per condizionare il quadro politico (il rischio al quale amano far riferimento tutti coloro che si dicono favorevoli alla proposta Boniver), alla certezza che i politici potranno abilmente, ad ogni chiamata alle urne, sottrarre alla giustizia una persona che si presume colpevole di reato penale.
CONTROINDICAZIONI - Un tempo, dicevamo, il soggetto in questione per evitare il carcere avrebbe dovuto, per assurdo, candidarsi prima e poi farsi indicare da una miriade di suoi concittadini come la persona più adatta per rappresentare le loro istanze, per risolvere i loro problemi, per sentirsi più vicini alle istituzioni. Semplicemente impossibile. Tra qualche tempo, se dovesse andare in porto il progetto della maggioranza, potrebbe bastare, invece, bussare alla porta di una di quelle cinque o sei oligarchie che dominano la scena politica. I familiari e gli amici intimi di Berlusconi, Bersani, Casini, Bossi e Di Pietro, insomma, potranno d’ora in poi dormire sonni tranquilli e, se ne avranno voglia, togliersi lo sfizio di delinquere. Se lo faranno a difenderli dai giudici non ci saranno solo gli avvocati. La nuova leggina e la “porcata” elettorale, insieme, potranno metterli al riparo. E a quel punto sarà ancor più difficile capire quale fosse l’”interesse della collettività” che la Boniver, oggi, dice di voler tutelare.
























E’ violazione palese dell’ art. 3 della Costituzione. per non parlare del fatto che la collettività di cui parla la Boniver è la stessa che l’aveva già bocciato con un referendum
si potrebbe lasciargliela indire e poi abrogarla con referendum. Dove sono i Radicali quando servono?
E’ veramente un sistema iniquo,la distanza tra chi può e chi non può diventa sempre più grande e sconsolante. Il potere al servizio di se stessi: chi potrebbe “preferire” politici simili?
Mi sembra che sia i parlamentari che i giudici debbano essere controllati e non che i politici possano fare politica contro le leggi e i giudici giudicare con logiche politiche ,il fatto stesso che esistono correnti politiche tra i giudici dimostra che purtroppo avviene anche questo
Mi sembra che sia i parlamentari che i giudici debbano essere controllati e non che i politici possano fare politica contro le leggi e i giudici giudicare con logiche politiche ,il fatto stesso che esistono correnti politiche tra i giudici dimostra che purtroppo avviene anche questo
Ma questa gente non potrebbe essere denunciata? Una class action che ne so! E su cosa mi direte voi? Ma veramente non si può fare niente?
A questo punto eleggiamo i giudici visto che loro possono comandare sui politici e i politici non su di loro
Giusto! L’immunutà parlamentare fu tolta in occasione di tangentopoli, pare che certi politici la gran parte del parlmento, abbusava di questo. Infatti, successe quello che tutti sappiamo. Ma adesso succede che il parlamento, non più protetto, i giudici “politici” ne approfittano, indagano sui parlamentari, accusandoli di qualcosa proprio nel momento che questi sono all’apice della popolarità. Con detta tattica, lo stesso giudice diventa popolare all’istante e quindi, possa accedere alla politica con il compiacimento della opposizione. Per concludere: dico che l’immunità parlamentare sia ripristinata per bilanciare la democrazia nel paese, altrimenti questo diventa una stato giudiziale e non parlamentare. Se avete notato, negli ultimi tempi, qualsiasi PM può vestire i panni di inquisitore impunito.
Il problema è riusciranno a far credere alla maggioranza degli italiani che il ripristino dell’immunità è cosa buona e giusta contro il potere delle toghe COMUNISTE che vogliono mettere sotto processo i “poveri” politici….
le forme di immunità esistono in molti ordinamenti ed hanno lo scopo principale di garantire che il rappresentante della collettività possa svolgere il suo compito istituzionale senza interferenza estranee.
Ora sull’origine di queste interferenze ci sarebbe da discutere a lungo: i costituenti pensavano sicuramente alla passata esperienza del ventennio quando ritennero necessario garantire il più possibile il libero svolgimento delle funzioni parlamentari. quindi le garanzie dell’organo parlamentare erano sia operanti nei confronti di possibili interferenze istituzionali che extraistituzionali.
le vicende degli anni 70 e soprattutto 80 hanno evidenziato però come la formulazione originale dell’art 68 si prestasse ad un abuso inaccettabile sottraendo sistematicamente tutte le condotte anche vagamente riconducili alla funzione parlamentare al controllo giurisdizionale.
Ora il fatto che il parlamento sia un organo ultragarantito non ha mai implicato che dovesse essere legibus solutus. Nell’ambito del complesso equilibrio di poteri immaginato dai costituenti infatti l’attività dei parlamentari è comunque soggetta ad organi di controllo. uno di questi è indubbiamente la magistratura al momento in cui il parlamentare, o come privato cittadino o peggio ancora come pubblico funzionario, commette un reato.
ovvio che trovare il giusto equilibrio tra la garanzia della funzione parlamentare ed il controllo giurisdizionale non è mai stato facile (si pensi ai reati di opinione ad esempio).
l’abuso continuo dell’immunità parlamentare si è posto all’attenzione dell’opinione pubblica quando è scoppiata tangentopoli con la sua onda di rabbia giustizialista e revangista.
la classe politica, sommersa dalla contestazione popolare, ha così dovuto riformare l’art 68 introducendo una forma gradata di immunità relativa unicamente a determinati atti di indagine.
tutto scaturisce dunque da una patologia generata dalla classe politica nell’abusare della garanzia riconosciuta dal testo originale della costituzione. se i nostri ameni politici non avessero abusato di quello strumento a nessuno sarebbe mai venuto in mente di cambiarlo.
da quando poi berlusconi si è buttato in politica per risolvere i suoi problemi personali la patologia del sistema è diventate devastante. la commistione di interessi privati prevalenti ed interessi pubblici strumentali ha fatto saltare tutti i meccanismi di controllo politici sull’operato del governo (in primis i poteri di controllo del parlamento che ormai è alle dipendenze del governo).
questa anomalia ha finito col generarne un’altra, cioè che la magistratura (che aveva assunto un ruolo di controllo della politica sull’onda del consenso popolare di tangentopoli) si sia fatta ancora una volta supplente per cercare di reintrodurre un equilibrio. ovviamente non può che farlo con gli strumenti che ha, cioè i processi.
va da sè che questa dinamica sia allucinante: a un lato un governo onnipotente che pensa ad accontentare interessi privati, dall’altro una magistratura che per contrastare questa situazione fuoriesce dalla sua funzione facendosi portatrice di una opposizione politica in forma giudiziaria.
ammetto che il riassunto non sia esaustivo e possa essere opinabile ma direi che se è vero un decimo di quello che ho scritto si può ben vedere come il problema non sia la forma di immunità di cui devono godere i parlamentari ma l’uso che se ne fa e i nostri politici ne hanno sempre fatto un uso pessimo.
siamo quindi davanti all’ennesima modifica dell’ordinamento plasmata su interessi personali e contingenti di chi dovrebbe rappresentare gli interessi di tutti.
E giusto per la cronaca, l’immunità non ha mai fatto troppo schifo nemmeno alla sinistra che urla strepita e si fascia la testa ma sotto sotto è ben contenta dei privilegi di cui gode.
X lelith: La tua opinione eccellente finche sei caduto coma al solito “voi di sinistra” su Berlusconi. Ma perchè non dite le cose come stanno. Ma comunque le persone “anche semianalfabeti” oramai capiscono. Berlusconi non ha mai approfittato della politica per i suoi affari personali. I suoi affari personali li aveva già, non aveva bisogno di entrare in politica. La facenda e un’altra:Berlusconi lunico politico che può vantare “da quando entrò in politica” centodue processi provenienti da un mare di procure di tutta Italia. Ma dico io; prima che entrasse in politica era un santo? Coma mai non si sono accorti prima? La procura di Milano lo aveva li a due passi. Di Pietro non se ne accorto neanche con tangentopoli? Dunque dobbiamo dire la verità: Berlusconi si deve difendere dai giudici politicizzati, non dalla giustizia. Ma vi vembra normale che Un giudice in un solo mese è riuscito a chiudere una causa cosi importante, da emettere una sentenza su un caso Mondadori di 19 anni fa, in un mese emette una sentenza che Mediaset deve dare 750 milioni di euro, all’amico sinistroso De Benedetti. Vi sembra una cosa normale affossare una società come mediaset. Ma secondo qualcuno Berlusconi non deve in qualche modo difendersi, deve solo pagare e per qualcuno addirittura dimettersi da presidente del consiglio,FAR CADERE UN GOVERNO. Ma, fatemi il piacere!… dico io voi di sinistra siete tutti pazzi! Appunto per questo che berlusconi; non solo porterà a termine la legislatura, ma addirittura sarà eletto nella prossima.
Indagini su Berlusconi ce ne sono molto precedenti al suo impegno in politica, una archiviata per riciclaggio di soldi provenienti dal traffico di stupefacenti del 1983, e la condanna in appello per fasa testimonianza del 1990 ( poi cancellata da un amnistia )
Le inchieste archiviate vengono considerate prove di colpevolezza dai lacchè del centrodestra quando riguardano i suoi avversari, dato che sono anni che ci sono imbecilli che continuano a tirare fuori accuse archiviate come la bufala Telekom Serbia, le tangenti Enimont al PC, le inchieste sulle COOP rosse, tutte archiviate.
Il giudice che ha emesso la sentenza di risarcimento ha impiegato un mese perchè non c’era nessuna indagine da fare, c’era già una condanna in cassazione che provava inconfutabilmente la corruzione del giudice e la provenienza dei soldi dalle casse di Fininvest.
Il fatto che ci siano persone come LUCCIO ( che sarebbe più giusto chiamare BOCCALONE ) così disinformate è strordinario.
Gli posso solo augurare di essere truffato, di finire in tribunale con il truffatore che compera la sentenza e di dover aspettare 20 ani per vedere riconosciute le proprie ragioni.
Il punto è che prima almeno i parlamentari almeno venivano scelti dal “popolo” e non nominati come avviene oggi. Così puoi regalarla a chiunque l’immunità.
se vogliamo proprio essere precisi, l’immunita’ parlamentare dovrebbe riguardare quella definita
dall’art. 68 della Costituzione:
<>
e NON l’associazione a delinquere, il falso in bilancio & company …
e poi, co sta’ paranoia di berlusconi, si pigliano lucciole per lanterne sia a destra che a sinistra e tutta l’aristocrazia italiana continua a farsi i fattacci suoi … mentre noi “sotto” continuiamo ad accapigliarci nel cortile del palazzo …
niente di nuovo sotto il sole … ipse dixit:
http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article2831
saluti
L’immunità parlamentare è al contrario una garanzia a difesa del democratico risultato delle elezioni e quindi della volontà della maggioranza degli elettori.
Certo, gli sconfitti dal voto popolare non saranno d’accordo.
Ma tra loro solo gli antidemocratici, che sono la netta minoranza.
io ti inviterei a leggere la costituzione che resta la legge fondamentale del nostro ordinamento: la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei nelle forme e nei modi previsti dalla costituzione.
la seconda parte della frase tende ad essere dimenticata da chi si appella alla volontà onnipossente del popolo.
curiosamente questi appelli storicamente sono stati fatti da hitler, mussolini e genteglia di tal risma per superare i limiti che la legge metteva al loro operato.
la democrazia contemporanea non è il potere indiscriminato della maggioranza che si esercita attraverso l’opera del prescelto uomo del destino ma un delicato equilibrio di poteri che punta a trovare il giusto compromesso tra le esigenze delle diverse componenti sociali.
e dire “chi ha perso stia zitto e subisca il potere di chi ha vinto” è quanto di più antidemocratico si possa immaginare
I giacobini di sinistra sono bravissimi a ribaltare la verità e a disegnare come truffa ai cittadini quella che invece è una garanzia per i cittadini, la garanzia che non venga stravolto il democratico esito delle elezioni e quindi la volontà della maggioranza degli elettori.
Ovviamente la minoranza più radicale, quella sconfitta dal democratico voto del popolo, vorrebbe evitare che questa garanzia venga messa in atto.
In questo la minoranza della minoranza, ben rappresentata da questo articolo, è oggi palesemente antidemocratica, ovvero contro il governo del popolo.
anche qua vale quello che ho scritto in reply al precedente post.
pare proprio che certe persone abbiano un concetto piuttosto deviato della democrazia come dominio della maggioranza (che poi in realtà maggioranza nemmeno è) che investe un unto del signore dotato di poteri assoluti e del tutto intoccabile.
La cosa più stupida che sento dire però è l’idea che i giudici debbano essere eletti dal popolo, i sostnitori di questa idea probabilmente pensano che l’amministrazione della giustizia è cosa che puà essere fatta da qualsiasi mentecatto senza nessuna preparazione, come se un giudice incompetente possa essere meno pericoloso di un cardiochirurgo incompetente.
Alla fine anche se anche i giudici dovessero esere eletti gli individui tra cui scegliere sarebbero gli stessi che attualmente fanno i magistrati e solo un imbecille può pensare che possa cambiare qualcosa indipendentemente dal giudizio che si può dare della magistratura.
ma si vergognino soltanto a pensare di reintrodurla………
poveri noi……….
All’autore non piace ricordare che per ricevere preferenze i candidati ancora prima dovevano, come oggi, essere inseriti in lista dai partiti.Così eravamo.
Costi enormi di propaganda elettorale personale,spesso condotta in assenza di mezzi finanziari propri e perchè no, preferenze affatto al riparo dal voto di scambio.
Il sistema elettorale di allora aveva delle falle, indubbiamente. Su tutti voto di scambio, come ricordi tu. Ma non sottovaluterei nemmeno le falle della legge attuale che consente alle segreterie di partito di nominare il 90% di deputati e senatori. Senza alcuna competizione interna.
Sia ben chiaro, Berlusconi e Cosentino sarebbero stati eletti anche col vecchio sistema. La vera anomalia che deriverebbe oggi da un ritorno al vecchio articolo 68 della Costituzione non sta, secondo me, nel vantaggio che potrebbero trarne oggi il presidente del Consiglio e il Sottosegretario all’Economia. Ma nel fatto che mentre prima l’immunità era esclusivamente destinata al politico, ora si estenderebbe la platea dei potenziali beneficiari a tutta la popolazione, o comunque ad una schiera di cittadini molto più ampia.
La soluzione c’è: basta farsi eleggere al Parlamento Europeo. Come il giustizialista on. DiPietro ben sa per averne fatto uso, offre abbondanti guarentigie anti autorizzazioni a procedere.
Di fatto, delle due l’una: o “si vergognino al solo pensare di reintrodurla” l’immunità, ma allora in Europa godono di un insostenibile privilegio ex art.3 della Cost.(quando non sapete di checcaxxo si sta parlando, citatelo: fa fine e non impegna), oppure si DEVE ridefinire un modo nuovo e moderno per tutelare dal “fumus persecutonis” chi dovrebbe amministrare, in modo sia che non si distragga, sia che non abbia facili scuse.
Ah, ma ce sta Berlushconi coi sui processi, quinni nun sepoffà!
E qui si arriva allo stato patetico i cui languono le “intelligenze” antropologicamente superiori della sinistra: non comprendono un fatto semplicissimo, tutto questo favoreggiare l’accanimento terapeutico di certa magistratura contro il Berlusca, alla fine gli si rivolta contro.
Suscita infatti amplissima e convinta risposta all’appello populista del leader: i kattivoni komunisti mi vogliono far fuori con metodi stalinisti, il Popolo mi salvi! Contollare sondaggi please.
E chiamatelo pure ignorante se volete ’sto Popolo; in realtà comprende molto bene che piuttosto che il nulla sottovuoto spinto, meglio il piuttosto del cav. Ribadisco, check out i sondaggi.
Volete rimanere undercav. a vita? Continuate pure a aupportare i tentativi di scalzarlo “coi cross dalle fasce”, fatti dai guardalinee e non dai giocatori. Capisco che con Craxi funzionò bene, ma dopo quasi quindici anni dovreste aver compreso che ’sto qui è fatto di altra pasta: più ruspante, terra terra, meno altezzoso, più resilient.
Gli unici che ci guadagneranno dal continuare così saranno i Travagli che hanno trasformato il loro antiberl. in professione, mungendovi con giornaletti (come il FQ, non ancora questo), sitiweb, libri, contratti tv, stipendi rai e parlamentari e quant’altro.
Macchevvelodicaffà …
Il punto è che prima i parlamentari almeno venivano scelti dal “popolo” e non nominati come avviene oggi. Oggi puoi regalarla a chiunque l’immunità.
Di Pietro è uno dei leader di partito. Per lui non e’ stato difficile farsi eleggere al parlamento europeo raccogliendo preferenze su preferenze. Non sarebbe stato possibile fare lo stesso per suo nipote Luigi o Luca o Marco Pincopallino, ad esempio.
ABR crede ai sondaggi? come quelli che davano il PDL al 45% alle elezioni euroepee?
che pollo!
A proposito del FQ. in che senso dice che MUNGE?
Mi risulta che a differenza della sua BIBBIA ( il Foglio , Libero e la Padania ) non sopravvive di aiuti statali.
Vedo che la resistenza antigiacobina – quella vera, quella anticonformista e coraggiosa, naturalmente – si fa sentire sempre più forte e numerosa. Sarà l’effetto dell’anniversario della caduta del muro, ma forse il muro sta crollando anche in Italia. Ne sono estasiato…
Non è colpa di quei poveri disgraziati di italiani se, dovendo scegliere, preferiscono saggiamente tenersi il malcostume dei politici piuttosto che il fanatismo all’ingrosso dei giustizieri democratici.
Se guardi i fatti concreti e non le palle propagandistiche potresti anche notare che dal punto di vista dei voti ricevuti Berlusconi è in declino, passare dai 16 milioni del 2001 ( FI+ AN ) ai 14 milioni del 2008 ( PDL+MPA ) non mi sembra sia un risultato di cui possa vantarsi granchè…., in questo senso dire che le armate berlusconiane sono sempre più forti e numerose è una dimostrazione perlomeno di ignoranza, ma l’aritmetica te l’hanno insegnata a scuola?
” Ribadisco, check out i sondaggi. ”
Perchè, che dicono i sondaggi sull’immunità parlamentare? Che gli italiani sarebbero d’accordo sulla reintroduzione?
io insisto, il problema non è l’immunità in sè (totale o parziale che sia), ma è come una classe politica la usa.
la vecchia formulazione dell’art 68 poteva pure andare benissimo, non fosse che i politici ne approfittavano in maniera strumentale per garantirsi una sfera di completa impunità.
la rimettiamo? perfetto si sappia però che in questo modo avremo un gruppo di cittadini che sarà diverso dagli altri in quanto non soggetto di fatto alla legge penale.
vi va bene? vi fidate a questo punto di quelle persone?
io personalmente non mi fido manco un poco, che sia d’alema o berlusconi o di pietro non mi cambia nulla, io non voglio che gli sia nuovamente data la possibilità di sottrarsi alle loro responsabilità
Assisto rassegnato all’ennesima pantomima per far passare da riforma della giustizia l’ennesimo patetico tentativo di salvare il culo al presidente del consiglio
Visto che anche questo parto della genialità di Mavalà verrà segato senza pietà in Corte Costituzionale, mi permetto di dare un suggerimento in due fasi al pornopremier e alla sua cosca:
phase 1 – seguendo i preziosi suggerimenti delle Lega, abolire con legge costituzionale la Corte Costituzionale, ed abrogare l’articolo che sancisce il principio di uguaglianza
phase 2 – stabilire con legge che il pedonano non è processabile
Almeno ci evitiamo le penose arrampicate degli stipendiati della cosca per giustificare l’ingiustificabile, ed il convinto belare dei papiminkia votanti
Per l’immediato, mi permetto invece di consigliare al poco abbronzato padrone di Angelino Jolie di essere meno esclusivo con gli inviti a cena dei giudici costituzionali: 2 sono troppo pochi, vale la pena di invitarne qualcuno in più anche a costo di rinunciare a qualche trombata a pagamento
Cosa volete che sia, in cambio della tranquillità…
Il popolo si deve svegliare e unirsi contro i furti di tutti i suoi diritti passati a corredo dei baroni del nuovo feudalesimo.
Il politico quando compie un reato,ne ha già commesso un altro: ha tradito la fiducia del suo elettorato. Ha commesso il reato di tradimento.
La ciurma odierna ha finto di creare un reato contro il favore dei voti mafiosi e invece l’articolo è servito per staccare la spina col poplo (art.416-ter del c.p.) Però, guarda caso!, l’indennità proveniente da quelle mansioni (assolutamente gratis per il parlamentare) la percepiscono ancora.Ogni tanto le cambiano nome, supera i quattromila euro.Mica fessi!
Ci hanno rubato la gestione della sovranità (Art.1 della Costituzione) col pretesto che il popolo non avrebbe saputo gestirla, l’hanno passata ad organi amici, dove i controllori e i contriollati sono gli stessi.
Quando il popolo era scolasticamente a terra gestiva il potere sovrano con oltre sei organi votati e gestiti dal popolo. Organi che avevano il fiato sul collo dei politici.
Oggi, abbiamo un popolo colto e non avrebbe saputo gestire il suo potere sovrano. Che strano. Gli hanno detto gli illuminati che lo avrebbe gestito in modo arbitrario, così lo hanno messo nelle mani di chi di arbitrii se ne intende e ne ha fatto un grande uso, anzi una strage.
Così ci hanno sostituito la democrazia con la partitocrazia (votiamo i segretari dei partiti). Ci hanno tolo la libertà trasformandola in libertinaggio liberticida. Al popolo è stata in pratica tolta la giustizia, facendola a misura delle varie caste del predominio della “banda larga” del sacro condominio castale.La giustizia è stata resa inifinita e costosa, il ceto basso non se la può permettere.Copiata tra l’altro dai discendenti dei pistoleri del Far West, il Common Low. Però, rallegratevi, l’hanno etichettata “Il Giusto Processo”. C’era proprio bisogno di un giusto processo. Ogni commento lo lascio a chi legge.
Se il popolo non fosse stato defraudato dei suoi diritti oggi avremmo un’Italia
esempio storico di democrazia autentica.
Io mi auguro che la Boniver torni a fare la stessa proposta, quando il popolo si satrà riscattato.Capirà allora tutto ciò che non ha capito sino ad oggi.