Massimo D’Alema, Mario Adinolfi lo usa al posto delle freccette. Lo sfotte chiamandolo Presidente del Mondo. Non lo fa per malizia, o cattiveria, o per quella storia del comunismo. Se il comunismo è morto, non l’ha certo ucciso Adinolfi e questo D’Alema lo sa. Lo fa per sentirsi un uomo libero, dal momento che D’Alema è il suo editore. Un editore in Italia è sempre una vergogna. Non ne parliamo se è pure, una vergogna, degli altri. La gente non ne sa niente perché i giornali nemmeno li legge ma avere un editore per i giornalisti è pur sempre una vergogna. Pecunia non olet per loro salvo sia di quello che li paga. Avere un editore riduce e non solo il rigo. Avere un editore riduce l’indipendenza, l’ipocrisia, la libertà. Riduce. E riduce. E riduce. Sarebbe un mondo migliore dicono i giornalisti se non dovessimo (il nostro) niente.





















Un editore secondo me un giornalista l’ha sempre ed è il più importante. Se stesso. E secondo me deve dribblare bene anche li per non ridurre l’indipendenza, l’ipocrisia, la libertà.