Nel campo della politica monetaria, il moral hazard non è più solo una conseguenza indesiderata, ma sta diventando un mezzo usato intenzionalmente per contrastare l’instabilità finanziaria. Ma un comportamento del genere non può portare a nulla di buono.
Il rischio morale (moral hazard) è un fenomeno che si ha quando una persona non paga le conseguenze delle sue scelte. Ad esempio, se esistesse un’assicurazione totale contro la disoccupazione, il lavoratore non avrebbe incentivo a lavorare: si assenterebbe molto e produrrebbe poco (come nel pubblico impiego). L’assicuratore dovrebbe quindi pagare il salario a chi non produce nulla, fallendo. In breve, i rischi la cui probabilità dipende dall’assicurato non sono mai completamente assicurabili. Normalmente il rischio morale è considerato un problema: nella terminologia degli economisti, un fallimento di mercato. Il che fa pensare ad un problema del mercato, ma la cosa è da intendersi in senso tecnico: un fallimento di mercato è ogni allontanamento della realtà dal modello di equilibrio generale competitivo. Il rischio morale è un fallimento di mercato esattamente come l’attrito è un fallimento della meccanica.
FALLIMENTI INTENZIONALI - Non è una novità che fallimenti di mercato vengano creati dal governo: ad esempio, un governo indebitato può adottare politiche che danneggiano gli investitori stranieri, tagliando fuori il paese dal mercato internazionale dei capitali, con gravi danni per la popolazione. Il “fallimento di mercato” consiste in questo caso nel fatto che gli investitori non sono in grado di incentivare i governi a comportarsi in maniera efficiente: politicamente, è ovviamente un fallimento della democrazia. E’ interessante notare che il rischio morale sta diventando, nel campo della politica monetaria, uno strumento di politica economica. Non più solo un difetto del mercato, non più solo una conseguenza non intenzionale di certe politiche, ma un vero e proprio strumento per condurre la politica monetaria: le banche centrali creano fallimenti di mercato appositamente, per combattere l’instabilità finanziaria.
LA TERM AUCTION FACILITY - Consideriamo, come suggerisce l’Economist, la politica della Fed della “term auction facility”: questo strumento serve per finanziare le banche in difficoltà senza far sapere al mercato che la banca che lo usa è in difficoltà. Si tratta di creare un’imperfezione informativa per permettere alla banca di finanziarsi senza soffrire una perdita di reputazione. La raison d’etre è che, se la banca non scaricasse su terzi i propri rischi, non accederebbe alla finestra di rifinanziamento. Questo sembra essere solo un esempio di una cosa già nota: ogni politica monetaria che salva
sistematicamente le banche crea azzardo morale. Ma qui non abbiamo una conseguenza indesiderata di un salvataggio, ma una strategia deliberata per evitare la crisi. Se si ha paura di comportarsi in maniera irresponsabile, perché i mercati forniscono incentivi corretti, questi incentivi vanno eliminati, perché soltanto attraverso un comportamento irresponsabile da parte degli attori economici è possibile evitare il collasso del sistema finanziario.
IRRESPONSABILITÀ - La follia è l’ultima spiaggia della finanza internazionale: la prossima mossa sarà imporre agli istituti finanziari, tramite regolamentazioni, di assumere soltanto personalità maniacali. Perché ci siamo ridotti così? Perché a furia di incentivare, attraverso politiche monetarie lassiste, comportamenti irresponsabili (si pensi all’eccessivo leverage finanziario, alla valanga di strumenti strutturati, ai bassi coefficienti di riserva, al duration mismatch di molti investimenti), si è scoperto che solo perpetuando questi comportamenti è possibile posticipare il redde rationem. Insomma, l’anno scorso il sistema finanziario era ad un passo dal precipizio: nell’ultimo anno abbiamo fatto alcuni passi avanti. Parrebbe che anche alla BCE stiano usando una strategia simile. A meno di non credere che non si accorgano di farsi rifilare strumenti strutturati di pessima qualità.

























interessantissimo post
la parte finale forse chiusa un pò affrettatamente
ma estremamente chiara ed istruttiva la descrizione del rischio morale, resa comprensibile al colto e all’ inclita (come direbbe il prof. Jamba
credo che diffondere la cultura economica tra i cittadini (o levare la ruggine a vecchi studenti)con spiegazioni semplici e chiare sia un magnifico gesto di amoe verso il prossimo
L’esposizione è accattivante. Però concludere che il moral hazard è strumento di politica monetaria mi pare eccessivo.
Il fatto che le Banche Centrali di fatto salvino quasi chiunque abbia sbagliato politica ha come conseguenza il moral hazard, ma non per questo è desiderato, in quanto costringerà al moltiplicarsi dei salvataggi e sappiano che i numeri non potranno salire ad infinito… Alle Banche Centrali farebbe comodo che chi ha sbagliato prima ora si accontentasse di venir salvato, evitando l’implosione del mercato, e non giocasse ulteriormente sul “salvatore di ultima istanza”. O almeno questo sarebbe l’interesse di un operatore centrale razionale e non folle. Eventualmente questa politica di salvataggi, non supportata da opportune altre misure che faccessero capire che non era una “tutti liberi”, crea l’effetto indesiderato di moral hazard.
Se poi si vuol dire che l’autorità centrale volutamente salva le banche senza ingenerare l’idea che non è manna dal cielo infinita, io lo definirei come una forma diversa del “classico” inflazionismo; più propriamente non direi che si tratti in tal caso di moral hazard da parte delle banche, che sarebbero semplicemente “agenti” dell’inflazionista Banca Centrale (che sia chiaro, la Banca Centrale non inflaziona per suo divertimento, lo fa per parare il deretano ai Governi), ma sarebbe moral hazard in capo alla Banca Centrale stessa, che sa non dovrà rendere conto della sua idiota politica a nessuno (o meglio, nessun Governo le imputerà mai di aver disastrato ampi strati della popolazione; il vecchio problema di “chi controlla il controllore”).
E’ un appunto un po’ sofistico, però Pietro avrà capito.
La tua rapidissima definizione di moral hazard “una persona non paga la consequenza delle sue scelte” ha la bellezza di E=MC2.
Supponi che venisse trovato un modo di eliminare completamente il moral hazard, cioè la socializzazione del rischio.
Banche e aziende sarebbero più risk averse. Quindi le banche creerebbero meno credito e le aziende ne domanderebbero di meno. Il sistema collasserebbe subito.
Grazie al moral hazard, invece di collassare oggi, collassera in un futuro imprecisato, facendo un tonfo più rumoroso, sì, ma considerando l’alta preferenza temporale dei politici, loro non lo sentiranno.
Se vogliamo, il moral hazard, come strumento di politica monetaria, è come un incentivo agli animal spirit. Sappiamo che gli animal spirits sono irrazionali, ma se si vuole che la bolla irrazionale non scoppi, occorre essere irrazionali, non razionali! La razionalità imporrebbe un immediato collasso.
“Supponi che venisse trovato”
Suppongo che venga, semmai.
Rifiuto assolutamente l’idea di “animal spirits” perché mi da fastidio qualsiasi termine usato da keynesiani (tipo AG).
Nel caso particolare, per come la veda tu o io non conta, il moral hazard è frutto di un preciso calcolo razionale (faccio questo? pena zero = lo faccio)
Interesting.
Quanto alle “personalità maniacali” da assumere, nel privato multinazionale distampo anglosassone è così da almeno quindici anni.
Dai tempi del famoso libro “Only paranoids survive”, dell’Ad di Intel.
ciao, Abr
Leo, perché postuli la scelta come totalmente razionale? La consideri sempre e comunque prevista da parte dell’agente? Non la può mettere in conto come variabile, dipendente dal momento “politico” etc etc?
(è una curiosità, non sto contestando!)
Voi credete forse che chi dovrebbe amministrare la giustizia della politica, o della finanza non sia un corrotto? Vi sbagliate, perchè il risultato è evidente sotto gli occhi di tutti. Mi dispiace immensamente che ha pagare è sempre il povero, o chi ruba la gallina. Spero che questo finisca al più presto, e in quanto al piangere da ora in poi siano i ricchi e non più i poveri onesti.
“La tua rapidissima definizione di moral hazard “una persona non paga la consequenza delle sue scelte” ha la bellezza di E=MC2.”
Io pero’ farei un’aggiunta:
“una persona non paga, o non ha coscienza di pagare, la consequenza delle sue scelte”
L’asimmetria informativa e’ usata come strumento di politica monetaria, quindi anche uno dei suoi figli, l’azzardo morale e’ conseguenza di questo uso, in questo senso concordo con Pietro. Poi ci sono anche gli errori di valutazione da parte delle banche centrali, e pure gli intenti non condivisibili e i calcoli politici.
“A meno di non credere che non si accorgano di farsi rifilare strumenti strutturati di pessima qualità.”
Se ne accorgono, solo che tanto, finche’ pagano gli altri…
Pietro, scusa ma continuo a non avere chiarissimo perchè la TAF dovrebbe essere categorizzata come uno strumento che genera rifinanziamenti “segreti”. Per come l’ho capita io, è semplicemente un’operazione cross-currency, e come tale ha un contenuto occulto molto minore di quello che tu mi sembri attribuirle. Poi magari non ho capito un tubo.
@gregorj
perché se tu, essere umano che sa di dirigere la banca con stipendi enormi per un periodo di 7/8 anni, sai che puoi finanziare urbi at orbi ad minchiam canis facendo la figura del ganzo tanto ci sarà sempre un banchiere centrale che, per non far dispetto al Governo, ti tirerà fuori dai pasticci se tu dovessi scoprire di aver veramente gestito ad minchiam canis la tua banca (traduco, se tu banchiere con orizzonte limitato sai di avere una assicurazione all-inclusive gratis), saresti “un bischero” a non approfittarne.
Il moral hazard è una scelta del tutto razionale, si tratta di approfittare di una “stortura” del mercato, ottendendo un vantaggio molto probabile e a costo nullo. Tu non spendi nulla, spendendo nulla non rischieresti di guadagnarci qualcosa? E potendo solo guadagnarci, sarebbe razionale astenersi?
@topinambrus
Provo io: la TAF USA è roba dell’anno scorso; la BCE fa la stessa cosa da quando è nata. Non è solo cross currency, è una specie di pronti contro termine in cui la banca centrale ti dà soldi per un valore quasi pari a quello (di mercato o teorico) di titoli che tu dai a lei in garanzia (stante il fatto che se quei titoli vanno intanto in default sono problemi della banca centrale). Formalmente si presenta come uno sconto temporaneo di titoli che restano “a garanzia”.
Liquidare un titolo che probabilmente nemmeno ha mercato è in effetti un finanziamento, nemmeno tanto occulto (le TAF USA mi pare siano conteggiate come “finanziamenti al sistema” dalla Fed).
“perché se tu, essere umano che sa di dirigere la banca con stipendi enormi per un periodo di 7/8 anni, sai che puoi finanziare urbi at orbi ad minchiam canis facendo la figura del ganzo tanto ci sarà sempre un banchiere centrale che, per non far dispetto al Governo, ti tirerà fuori dai pasticci se tu dovessi scoprire di aver veramente gestito ad minchiam canis la tua banca (traduco, se tu banchiere con orizzonte limitato sai di avere una assicurazione all-inclusive gratis), saresti “un bischero” a non approfittarne.”
Quello che io dico è che di questo non puoi avere la certezza. Nel senso: la circostanza è connessa ad una serie di variabili (politica accomodante, ciclo economico perlomeno non fortemente contrario, banchiere centrale “fesso”) tali da non permettere di avere la certezza che quello sia il comportamento dato; specialmente in un arco di tempo di sette-otto anni.
@Leo: grazie mille. tutte queste cose mi erano note (in fondo, io SONO la banca centrale. :-p ). continua a sfuggirmi il perchè questo sia diverso nella natura da, che so, l’anticipazione infragiornaliera, che funziona esattamente allo stesso modo ma su orizzonte molto più breve. e non ci sogneremmo di pensare che l’anticipazione infragiornaliera induca moral hazard… boh, ci devo pensare.
“(in fondo, io SONO la banca centrale. :-p)”
E stampaci qualche diecicentimigliaio di euro, allora, che ti costa?
“E stampaci qualche diecicentimigliaio di euro, allora, che ti costa?”
Non l’ha specificato, ma e’ la banca centrale dello Zimbawe e con qualche diecicentimigliaio di dollari dello Zimbawe non ci compri nemmeno un panino.
@ Gregorj
certo, la cosa è contingente, occorre che il banchiere SAPPIA di questo orientamento da parte del banchiere centrale, e sappia che esiste un orientamento inflazionomico chiaro, non semplicemente “dedotto”.
@topi
credo che il punto da sottolineare sia nell’oggetto dello scambio: un derivato costruito con “letame” finanziario che è nato sapendo che fosse “letame” oltretutto. Se fai un PCT con un bot è un discorso, se ti fai liquidare il 98% di un titolo costruito su crediti probabilissimamente insolventi, questo certo non ti stimola a stare attento alla tua clientela, puoi cartolarizzare anche i soldi del monopoli (cioè puoi dare anche soldi in giro a caso), tanto che ti frega? la BC te li liquida in moneta a corso legale.
Ora la BCE “toserà” il 12% del valore degli ABS dati come collateral… ABS che magari nemmeno hanno mercato e quindi teoricamente non avrebbero nemmeno metà del loro valore facciale. Questo riduce il “costo del rischio” percepito dalla banca, tanto per esser tecnici.
Leo, ti scrivo in privato perchè c’è un punto che continuo a non capire ma non voglio spammare l’articolo.
fai