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Come la Chiesa vende il sadomaso

La Chiesa ha disapprovato la diffusione di un saggio educativo come “Make love” ma fa circolare liberamente il libro del momento: “Fifty shades of grey”. Scopriamo cosa è successo.

 

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IL CASO – Nemmeno due settimane fa il Papa richiamava l’attenzione sulla vendita di libri erotici ed esoterici on-line di “Weltbild” ma un testo è miracolosamente sfuggito ai divieti. Il gruppo editoriale è di proprietà della diocesi cattolica-romana: ogni vendita doveva e dovrebbe essere monitorata secondo i principi cristiani ma è di nuovo dibattito. È una carenza di controlli o una mossa economica? Un dubbio può sorgere, considerando che “50 sfumature di grigio” è al top delle classifiche in molti paesi. Intanto “Make Love” è stato bandito nonostante abbia un fine nobile:

Le autrici raccontano che un testo del genere ha obiettivi ambiziosi, vuole insegnare ai futuri adulti a sentire, infatti il saggio spiega anche una serie di esercizi pratici. Make Love prende per mano i ragazzi e insegna loro come avvicinarsi al proprio corpo perché la maggior parte dei bambini conosce il sesso solo tramite il computer. “L’80% dei quattordicenni guarda già film porno, in pratica si arriva alla sessualità attraverso uno schermo che mostra coppie che si baciano, che fanno l’amore in modo aggressivo: questo è quello che imparano sul sesso”.

E non è la prima volta che Weltbild riceve attacchi critici per la proposta di letteratura pornografica ed erotica:

I titoli a luci rosse venduti da una delle più grandi casi editrici tedesche, Weltbild, avevano creato un grosso scandalo in Germania l’anno scorso. Il motivo era la proprietà azionaria di Weltbild, società interamente in mano alla Chiesa cattolica, con tanto di vescovi o loro incaricati in consiglio di amministrazione o di sorveglianza. La commercializzazione di materiale in netto contrasto con la morale cattolica aveva sollevato un pandemonio mediatico, tra l’altro iniziato da alcuni gruppi cristiani di orientamento conservatore, che ritenevano intollerabile che un’impresa clericale proponesse l’erotismo per le masse. Una tesi accolta, con qualche ritrosia e titubanza, anche dalla gerarchia. La Conferenza episcopale tedesca aveva infatti deciso di vendere Weltbild, per liberarsi dalle sue “scandalose” attività”.

CRITICHE – Il vescovo Konrad Zdarsa di Augsburg ha criticato ampiamente la distribuzione del libro sadomaso, anche se una nota accompagna la vendita: “Crediamo che la storia di questo libro sia preoccupante perché mostra la sottomissione della donna” ma il pulsante vendita lampeggia a pochi centimetri.

LA DIFESA – Molti sacerdoti continuano a lamentare la presenza inappropriata di un testo simile ma la manovra economica è chiara: il testo è talmente diffuso che deve andare al di là dei divieti. La nota di accompagnamento alla vendita non è obbligatoria per tutti i rivenditori e continua a comparire senza problemi negli scaffali del web.

ATTACCHI – Da dove nasce la paura della diffusione di un testo simile? “I bambini e i giovani potrebbero essere influenzati in modo negativo e la questione dell’aborto potrebbe uscirne privata del suo valore”. La Chiesa critica Carel Halff e si domanda se il suo approccio sia stato almeno in parte appoggiato dai vescovi che vigilano sulla vendita dei testi. Per adesso a rispondere è il risultato della gestione del bilancio curato da Halff: le vendite sono aumentate e, secondo alcune ricerche di mercato, GFK (finanziato dalla nuova fondazione promossa da dodici diocesi tedesche con 49 milioni di euro) è diventato il terzo negozio di vendita on-line più diffuso in Germania dopo Amazon e eBay. Basterà per zittire le critiche?

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