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Editorialedi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 10 novembre 2009 alle 09:00 dallo stesso autore - torna alla home

Ieri Gianfranco Fini ha riaperto, dopo 10 giorni di chiusura, la camera dei Deputati. La chiusura è stata motivata dall’impossibilità di procedere alle attività di assemblea e commissioni, sia perché molto del tempo i deputati (ed i senatori) lo passano a ratificare i decreti del Governo Berlusconi, sia perché quando ci sono disegni di legge di iniziativa parlamentare il governo pone la questione delle “coperture finanziarie” ed il parlamento è di fatto impossibilitato ad operare.

E’ vero che deputati e senatori sono stati costretti quasi esclusivamente a “ratificare” i provvedimenti di Berlusconi e di Tremonti: negli ultimi 6 mesi sono state approvate 47 leggi, di cui 36 nate in Consiglio dei ministri, due miste e solo 9 di iniziativa parlamentare. Nei 18 mesi di legislatura, su 112 leggi approvate, 97 sono di iniziativa governativa (tra cui 33 decreti e 45 ratifiche di trattati internazionali) e solo 15 parlamentari. Un sacrificio che “costringe” le commissioni parlamentari a tenere bloccati ben 579 disegni di legge.

Ma è solo questo che non va? Quanto “lavorano” i nostri parlamentari? Secondo i dati ufficiali forniti dal Servizio statistiche di Montecitorio e dal Servizio resoconti e comunicazione istituzionale di Palazzo Madama dall’1 maggio al 31 ottobre, al netto della pausa estiva, la Camera dei deputati ha tenuto 72 sedute, 14 al mese circa, lavorando per 18 ore a settimana, 4 ore e mezza al giorno dal lunedì al giovedì pomeriggio. Anche a Palazzo Madama nello stesso periodo si sono svolte 72 sedute, per 173 ore complessive, ovvero 34,6 ore al mese cioè 8,6 ore a settimana, tra martedì e giovedì pomeriggio.

Sempre secondo i numeri forniti dal parlamento italiano, la commissione Affari costituzionali del Senato negli ultimi sei mesi si è riunita per 37 volte per 25 ore complessive di lavoro. La commissione Giustizia si è riunita 33 volte, per 36 ore totali di attività, la commissione Esteri  ha tenuto 17 sedute per 14 ore totali, la commissione Difesa 24 sedute per 22 ore. Alla Camera, la commissione Affari costituzionali ha definito in 6 mesi 5 ddl in sede referente e 4 in sede legislativa, la commissione Giustizia 2 in sede referente, mentre Difesa, Finanze, Cultura, Trasporti, Attività produttive non sono riuscite, nonostante l’impegno profuso, a dar seguito ad alcun ddl.

Sono numeri che testimoniano un impegno non proprio da stakanovisti. Certo non è con il cronometro o il cartellino che si misura l’efficienza di un parlamento: Ma, a costo di essere tacciati di populismo e antiparlamentarismo, il “lavoro” dei nostri deputati e dei nostri senatori appare lontanissimo persino da quelle 36 ore settimanali che, bene o male, rappresentano l’impegno dei tanto vituperati “fannulloni”, i dipendenti della pubblica amministrazione.

Allora, Presidente Fini: siamo sicuri che è solo colpa di quel cattivone di Berlusconi e di quel dittatorucolo di Tremonti se il nostro parlamento non riesce a lavorare bene?

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