Il campionato italiano è ancora la cosa che salva il giovane dallo sport
Campionato riaperto ? Forse. Sempre che si possa davvero considerare chiuso un torneo nel quale in ogni incontro c’è equilibrio. Dove bla bla le tattiche sono equamente sofisticate sia che si tratti delle grandi e sia che si tratti del resto, dove la classifica è sempre corta come la mini di una donna cieca o molto bella. Dove le differenze le fanno sovente le giocate dei singoli nel bene come nel male, la fortuna, il caso (arbitraggio compreso), perché quel giorno lì pioveva o qualcuno magari inseguiva una sua chimera. Nel campionato italiano non si deve riaprire mai niente perché anche se gli esiti si somiglia
no tutti, durante vince non il migliore, soltanto chi sbaglia meno.
LA SIGNORA – La Juve è tornata seconda da sola espugnando la tristissima Bergamo. Grandi protagonisti della serata i due talenti, Diego e Camoranesi. Il primo per aver segnato col piede sbagliato il goal salva Ferrara dall’ennesima rimonta, e poco altro. Il secondo per la doppietta da foto ricordo e per aver fatto tutto quanto serva sapere della gara. La Juve del modulo Spalletti, secondo attacco del campionato e difesa da centroclassifica nonostante Buffon l’inventore della parata a schiena spezzata, sembra avere una caratteristica: non poter stare tranquilla da rimonte neanche con due goal di vantaggio. Oramai il tifoso ha la sensazione di doverne realizzare almeno cinque, come appunto a Bergamo, prima di salire in cattedra. La spiegazione di quell’aborto mentale del “prendere goal in contropiede stando in (doppio) vantaggio” volendo è a mio avviso semplice: dovendo stare col baricentro alto per colpa del modulo, non puoi gestire ma devi fare sempre la gara e sempre, dietro, scoperto. La riprova si è avuta il martedì a Tel Aviv, quando con un esterno in più s’è tirato a campare senza tirarsela e quindi tirarsele addosso. Non a caso, la gara bruttina e vincente non è piaciuta, come già Siena. Specialmente a quelli che vorrebbero vincere bene come coi cinque goal alla Sampdoria. Anziché vincere cinque volte col minimo scarto. Tra le definizioni di Juve 2010-Odissee negli spazi, la più felice probabilmente è quella che segue: “una squadra imperfetta da campionato spagnolo, francese, al limite inglese (pragmatismo Chelsea a parte), una squadra cui può proprio succedere di tutto nel bene e nel male negli stessi 90 minuti” Al tempo. La Juve di quest’anno è come quelle donne che si son rifatte le tette e non avendo un reggiseno della giusta misura se ne stanno in topless anche d’inverno. Conte col suo 4-4-2 molto intenso non è stato mortale come l’influenza ma nemmeno scemo perché ne ha profittato forse per mettersi in evidenza con la platea per il futuro: se fosse, bene ha fatto in quel caso a non strafare col romanticismo. Bene ha fatto a non vincere.
ALLENATORI - A Catania, il Napoli di Mazzarri è tornato il Napoli di Donadoni. Squadra lunga, niente pressing, niente ripartenze: fare la gara nel modo migliore si conferma una possibilità che solo le grandi, come Fiore, Milan e Juve, ti danno. Quando incontri un Catania, giochi la sua partita. Pari giusto, con una grande occasione per parte, Morimoto e Lavezzi, due velocipedi esagerati, due che letteralmente scompaiono all’occhio umano e della telecamera materializzandosi a piacimento ma ai quali Dio dando una cosa ha tolto un’altra: il senso pratico. Atzori, il baby butterato che allena il Catania, è stato riconfermato e il presidente ha fatto bene. In classifica nulla è perduto e i valori numerici sono nella media. L’allenatore è bravo nel dare intensità e una idea di gioco, pressing folle e dai mille calcioni con le zampate occasionali di Mascara da fuori o Morimoto nell’area piccola, ad un organico scarso. D’altronde l’alternativa ad Atzori era Mihailovic e allora il giovane tutta la vita. Anche perché, salvarsi, la vedo impossibile ed allora meglio tenersi i soldi. Consigli: evitare di trasformare il Massimino in una arena responsabilizzante. Questi hanno il pugno facile ma il braccino corto.
IL GALLETTO – La difesa migliore del campionato continua ad avercela il Bari, che ha battuto il Livorno di Cosmi. Sul Bari ho un pregiudizio: credo sia scarsamente dotato per ciò che concerne la manovra offensiva e che pagherà l’impotenza realizzativa. Aspetto l’eventuale tracollo della condizione. A Livorno, han preso Cosmi per dimostrare di essere indipendenti da Moggi. Il quale, si sa dalle intercettazioni pubblicate del 2007, lo aveva caldamente sconsigliato al presidente Spinelli. Però Spinelli non ha fatto male. Il Perugia di Cosmi con quel suo 3-5-2 piaceva a me come a Moggi visto che di quella squadra prendemmo alla Juve Baiocco ed altri presero gli altri. Evidentemente Moggi ha potuto in quell’occasione farsi un’idea dei sistemi di preparazione del mister. C’è di buono e giusto che nel frattempo Cosmi qualche risultato l’ha prodotto. E proprio contro le dirette concorrenti, se si vuol esser maliziosi (e scemi) con la classifica della Roma. Cosmi è un gran motivatore e una faccia televisiva che può voler dire qualche gara vinta col carisma. Con la moral suasion. Corre un solo rischio: quello di chi è stato fuori dal giro troppo e vuole rifarsi. Ma in serie B con la matematica non ci va . In B stanno già da ora Catania, Siena. La squadra di Livorno può battersela alla pari per la salvezza con Atalanta, Bologna che ha Zalayeta e un centravanti da Cempions Lig incluso il diritto di spernacchiare la platea è pur sempre un valore aggiunto a quelle latitudini soprattutto se grazie al Papa precedentemente esonerato di aggiunte ai fianchi ne avrà perso una diecina, Bari quando crollerà, Lazio se non cambiano e se non cambiano bene allenatore, Sampdoria. La squadra può. Il presidente non so se vuole.




Milan e Fiorentina, che stanno lassù, hanno segnato giusto quei tre o quattro gol in più, beneficiando di giocatori milionari nel reparto offensivo.
Io aspetto il ritorno di Rivas e Barreto
Il problema al quale a Bari siamo abituati è che i sempiterni Matarrese inizieranno a dar via i pezzi pregiati a gennaio, sostituendoli con arnesi di recupero spacciati per nuove promesse africane/sudamericane/esteuropee. E’ lì che il Bari prenderà la strada della retrocessione.
Non so, la veggo buia smontare a Gennaio dove non so chi compri, De Laurentiis a parte, un giocattolo che funziona.
Secondo me Ranocchia è un buon giocatore, e anche altri magari, ma non so se valga la pena dare il tormento ai Matarrese per la loro eventuale partenza.
Mi dirai, perché non possiamo fare come a Palermo, avere quel tipo di gestione lì con obiettivi anche diversi.
A me sembra che Matarrese la disponibilità a vendere l’abbia data ma se non c’è un compratore che colpa può avere.