Anche i medici al rinnovo del contratto di lavoro

di Donatella Lai (uyulala)

Vediamo di capire quali possano essere le preoccuazioni dei medici del SSN per quanto riguarda un rinnovo che sta slittando ormai da circa due anni. È solo un problema sindacale di categoria o coinvolge anche i cittadini?

LAVORARE DI PIÙ - Le diatribe relative al rinnovo sono rimaste piuttosto lontane dall’attenzione dei media, nonostante molto spesso telegiornali e quotidiani abbiano fatto cassa di risonanza ogni qual volta abbiamo avuto aumenti salariali. Sen. Tomassini AntonioNell’attuale contratto ciò che è in ballo non è tanto il ritocco salariale, ma soprattutto la cancellazione della normativa europea per il rispetto del diritto al riposo giornaliero per i dipendenti della sanità. Tale modifica contrattuale è stata proposta-imposta dal senatore Tomassini (FI) già un anno fa. La normativa europea prevede infatti che per i lavoratori soggetti a turni vi sia obbligo della fruizione di un riposo giornaliero continuativo di almeno 11 ore CONSECUTIVE. La proposta contrattuale è quella di modificare il decreto che accoglie tale normativa europea, in modo che tale riposo possa essere fruito anche in modo non continuativo, obbligando perciò il sanitario a restare in servizio per un tempo pressoché illimitato (basta infatti che il riposo sia spezzettato per impedire il rientro alla propria abitazione) adducendo ragioni di servizio. Infatti è da tempo che le ASL per sopperire alle carenze di organico, che ormai stanno raggiungendo dei livelli pericolosi, obbligano il personale, soprattutto medico, a trattenersi in servizio ben oltre gli orari di lavoro.

LE CONSEGUENZE - Sulla base dell’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo n. 66 del 2003 le Aziende son state frequentemente sanzionate con oneri economici anche molto elevati. Anziché risolvere il problema sbloccando le assunzioni e consentendo quindi un regolare svolgimento delle attività sanitarie, c’è in atto un tentativo di cancellare questa normativa allo scopo di non rendere più sanzionabili le ASL, Errori mediciche potrebbero perciò pretendere orari di lavoro di fatto impossibili senza pagare alcuna conseguenza. Che cosa implica tale modifica se venisse attuata? Il medico potrebbe essere costretto a coprire più turni di seguito, in forma pressoché continuativa, intervallando tali turni da tempi di riposo della durata di mezz’ora - un’ora con disponibilità sul luogo di lavoro per le situazioni di urgenza. Cosa comporta tale obbligo? La stanchezza è la causa principale degli errori e degli incidenti sul lavoro in ogni tipologia di professione. In campo medico le conseguenze sarebbero notevoli: Il calo dell’attenzione legato alla stanchezza aumenta notevolmente il rischio di errori diagnostici, errori nella corretta esecuzione di procedure mediche sia diagnostiche che terapeutiche, errori di cartella clinica, errori di lato (ricordate i casi di interventi svolti su un arto sano invece che su quello malato?).

CUI PRODEST? - I rischi sono notevoli per il medico e per i pazienti. Il primo può incorrere incidenti sul lavoro, specialmente se la sua specialità prevede il maneggio di macchinari importanti e/o di sostanze pericolose e/o di apparecchiature che fanno uso di radiazioni. I pazienti potrebbero ricevere prestazioni scadenti e subire le conseguenze degli errori legati agli stati di stanchezza, con danni per la salute anche gravi o potenzialmente mortali. A chi giova che di tale fatto non venga dato risalto? Certamente non ai cittadini. Soldi e saluteNon risolverebbe certo i grossi problemi di carenza d’organico, giacché erogare prestazioni mediche di bassa qualità in alcuni casi può essere peggio che non erogarle affatto. Non abbatterebbe, come infatti non le abbatte, le liste d’attesa per le visite programmate. Passare sotto silenzio questa modifica ha dei vantaggi esclusivamente di tipo economico per ASL e per le Regioni, sulle quali ricade l’onere della gestione della sanità pubblica.

La diatriba per il rinnovo del contratto è quindi solo un problema della classe medica? Tutti noi potremmo aver bisogno di interventi medici e sinceramente l’idea, come cittadina prima ancora che come medico, di recarmi in un pronto soccorso per un problema urgente e trovarmi davanti un chirurgo alla sua 25° ora di lavoro non mi sorride per niente.

Pensiamoci.

Riferimenti:

AIPSI-MED - Documenti in tema di riposo giornaliero

Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66



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