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Editorialedi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 8 novembre 2009 alle 10:01 dallo stesso autore - torna alla home

Flavio Tosi, neosindaco di Verona, è un originalone, si sa. E quindi non stupisce che oggi in prima pagina, taglio basso, sul Giornale, troneggi una sua intervista con il solito annuncio-shock: “Nel mio ufficio croce e papa. E via la foto di Napolitano“. Nell’ambito della polemica sulla sentenza della CEDU riguardante il crocifisso, Tosi fa sapere che lui ha preso una decisione decisiva per il destino dell’umana patria: “Ho messo il Papa e sopra il Papa il crocefisso perché questi sono i simboli dei valori in cui profondamente credo. La fede cattolica e la croce mi accompagnano nelle scelte fin dall’infanzia, non vedo il motivo per cui non dovrei assorbirne il beneficio proprio nel luogo in cui lavoro“. E Tosi gliene dice quattro anche all’Europa brutta e cattiva: “Con tutti i problemi che ci sono oggi in Europa e nel mondo, trovo inconcepibile che la Corte perda del tempo per vanificare un simbolo, che senza dubbio in Italia è il simbolo nazionale più importante. La Corte non avrebbe mai dovuto prendere una decisione del genere“.

Per carità, nulla da dire nel merito. E in fondo in fondo non c’è niente di male. Ciascun politico è padrone di mettere nel suo ufficio, per assorbirne il beneficio durante il lavoro, le immagini che meglio crede: Cosentino una foto segnaletica di Sandokan, Bassolino quella di D’Alema e così via. Però nel caso di Tosi ci sarebbe un piccolo problemino, o meglio un deja-vu: all’epoca della sua elezione a sindaco di Verona, Tosi sbandierò in un’intervista al Corriere del Veneto che avrebbe tolto la foto di Napolitano dalla parete del suo ufficio, e avrebbe messo al suo posto quella di un altro presidente della Repubblica, ovvero Sandro Pertini. Il quale, detto tra parentesi, si era sempre dichiarato ateo. Indipercui, se ha tenuto fede alla sua parola (e Tosi, si sa, è uomo d’onore), a questo punto la parete dovrebbe essere un tantino affollata: il crocefisso, il Papa e da qualche parte persino la foto di Pertini. E’ dura assai la vita degli uomini coerenti.

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