O’ Governatore querela Repubblica e chiede un risarcimento danni per quanto dichiarato dal commissario a proposito di lui e del suo partito. Abbiamo letto l’articolo “incriminato” ma non abbiamo capito perché.
Ennesimo strascico, questa volta di cronaca giudiziaria, della vicenda legata al cosiddetto “affaire Tommasino”. Evidentemente non è bastato lo sconquasso causato dal fatto che Catello Romano, uno dei killer del consigliere comunale del Pd di Castellammare di Stabia, Gino Tommasino, fosse iscritto al locale circolo territoriale, così come pure la moglie del pericoloso boss Pasquale D’Alessandro, capo dell’omonimo clan camorrista, fosse in possesso della tessera del partito, a determinare una decisa inversione di rotta nel partito napoletano. Anzi, questa volta è stato il Presidente della Regione Campania in persona, Antonio Bassolino a dare mandato ai suoi legali di agire dinanzi al giudice civile contro La Repubblica per il risarcimento dei danni derivanti dall’articolo a firma di Antonio Tricomi, pubblicato nelle pagine di cronaca napoletana lo scorso 3 novembre. E cosa c’era scritto nel pezzo “incriminato”, tanto da portare O’ Governatore ad adire le vie legali contro il quotidiano diretto da Ezio Mauro? L’articolo riporta le parole dette dall’attuale commissario del circolo stabiese, Paulo Persico e si chiude con la dichiarazione del nuovo segretario regionale, Enzo Amendola data a Lilli Gruber, per la sua trasmissione su La7.
SOSTIENE PERSICO – Persico, tra l’altro sostiene: “Non è la camorra che tenta di infiltrare il Pd, ma sono pezzi di un partito debole e diviso che utilizzano ambienti e persone vicine ai clan”. Una dichiarazione forte, certo, ma purtroppo, come dimostra tutta la vicenda legata all’omicidio del consigliere Gino Tommasino suffragata dai fatti. Una verità magari difficile da accettare, ma contro la quale l’atteggiamento più sbagliato risulta proprio quello di sottovalutare o, peggio ancora, nascondere la testa sotto la sabbia. Persico va oltre: C’è stata dice una “Spasmodica ricerca di consenso interno e di peso specifico. Castellammare non è un episodio isolato. Ognuno di noi che ha avuto un legame con la vicenda politica e culturale della cittadina in questi decenni è rimasto scosso dalla scoperta, tra gli iscritti al Partito democratico, di persone riconducibili a clan della camorra”. Cose note a tanti, forse a tutti, non solo all’interno del partito democratico napoletano. Infatti il neo-commissario del pd stabiese allarga il campo e va oltre lo stretto ambito stabiese: “Per la elezione del direttivo locale a Torre Annunziata si presentarono in massa a votare persone notoriamente legate al traffico di droga e ai clan locali”. Fatti analoghi, non meno inquietanti, si sono verificati in diversi comuni delle province di Napoli e di Caserta. In molti di questi casi, ricorda lo stesso Persico: “Siamo riusciti a intervenire. In altre realtà bisognerà ritornarci con obiettività e rigore”.
PARTE LESA DA COSA? - Insomma, in base a queste dichiarazioni riportate nell’articolo di Tricomi, non si capisce su quale fondamenta Bassolino appoggi i “suoi” elementi di parte lesa od, addirittura, ravvisi una diffamazione così grave, tanto da portarlo a querelare Repubblica. Forse, immaginiamo, al governatore non sono andate giù le dichiarazioni di Enzo Amendola, il giovane neo-segretario regionale eletto, peraltro, con il sostegno dello stesso Bassolino, nelle primarie dello scorso 25 ottobre. Dice Amendola alla Gruber: “Se Bassolino fosse condannato – è stato recentemente rinviato a giudizio in un’inchiesta e risulta indagato in un’altra sulla vicenda dello smaltimento dei rifiuti e alle bonifiche dei territori interessati – farebbe meglio a cedere il passo, penso che tutti siano uguale davanti alla legge e che cittadini meritino una classe politica rispettabile”. Dichiarazione coraggiosa, certo, eppure, allo stesso tempo lapalissiana, a meno che qualcuno non l’abbia considerata come una sorta di “lesa maestà”, per dirla con il Vice presidente del Consiglio regionale della Campania, Salvatore Ronghi. Bassolino fa sapere in una nota che: “l’importo eventualmente assegnato dal giudice sarà devoluto alla Fondazione Polis presieduta da Paolo Siani”. Paolo Siani è il fratello di Giancarlo, il giornalista trucidato dalla camorra per le sue inchieste sui clan dell’area vesuviana. Soldi che la fondazione farebbe bene a rifiutare. Forse “Pecunia non olet” ma l’intimidazione alla stampa sì. Da qualsiasi parte provenga






















Infatti avrebbe dovuto querelare Amendola, non la Repubblica. Ma si sa che Amendola è diventato segretario regionale del Pd con i voti dei bassoliniani.
Mannaggia
Tu invece hai tutta l’aria di “uno” che ha annullato il voto al regionale… Forse solo somiglianza, ma fai lo stesso sorriso
Ciò che “Olet” ormai sono gli ultimi miasmi del bassolinismo.
quello che mi fa specie, molta specie, non è il peccatore od il peccato……diffusissimi l’uno e l’ altro in tutto il meridione ed in fase di allargamento enche del settentrione……
ma mi fa specie il fatto che del peccato e del peccatore si discuta in occasione di richiesti cambiamenti di vertice maturati sopo anni di complice silenzio
e questo anche è metodo mafioso,,,,,,mutato dalla mafia,,,,,,e destinato a permanere nonostante il defenestramento dei vecchi poteri mafiosi
speramm’ che me leggite e se me leggite nun me pijata a pisc’ ‘n facce
ma come, abbiamo cambiato anche la form dei commenti per farti piacere…
infatti me oiace abbastantamente
mo’ non chiamatemi incontentabile, ma suggerirei articoli da contenere entro una sola pagine, senza fare clic, che mi dà fastidio alla recchia dx (quella che ci sente
ancora l’ apparizione dei commenti da migliorare,,,,speriamo nella Madonnina di Lourdes
e alcune righe di commento sono mangiate per mancanza di spazio…..
invece di fargli fare l’ accidareligione, mettete Just sotto ‘e fatiche
dimenticavo ‘o Purpetiello …deriva da lo Purpetiello, accento prima, non dopo la o
solo nel Pd c’è la camorra? E nel PDL di Berlusconi??? abbondano….esempio a Napoli De Gregorio – (taliani nel mondo)…….
Don Antonio mi sembra vittima dell’ebrezza da troppo potere. Sarebbe meglio che i napoletani gli dessero una bella pedata-botta di realismo-umiltà.
ma ve lo ricordate bassolino quando fu eletto? la grande speranza di napoli, il leader della rinascita, l’uomo che avrebbe ridato lustro e orgoglio alla città partenopea.
parabola triste e squallida più che mai quella di bassolino proprio perchè su di lui tanti napoletani onesti avevano puntato per realizzare il primato della società civile sul parastato del degrado e della corruzione camorristica.
pessimismo e fastidio
Lelith, però io ricordo che effettivamente almeno ai primi tempi del Bassolino sindaco molte cose erano migliorate. Ora, Teresa ( Scherillo) forse potrà dirci di più e meglio, ma a suo tempo ricordo di avere parlato con dei napoletani di Napoli e Bassolino e loro ne erano stracontenti. E davvero, Napoli sembrava più pulita e civile.
Sai cos’è, è che davvero il troppo potere è deleterio e deve essere contenuto. Anche Emiliano, qui in Puglia, ogni tanto, dà segno di arroganza da troppo potere. Si comincia a non soffrire più le critiche, nel caso dei governatori-sindaci si comincia a pensare di avere una specie di investitura popolare che dà diritto alla mancanza di critica etc, etc.
Non sono la Scherillo ma, conoscendo un po’ le “cose” napoletane, posso dirvi che almeno il primo mandato a sindaco, Bassolino l’aveva svolto bene. Poi l’ha rovinato quel settanta e passa percento che ha preso al secondo mandato. Lo hanno rovinato i “bassoliniani” e tutte le tribù (persino culturali) di cui si era circondato e, ovviamente, anche la sua presunta onnipotenza che anche i media (spesso assai proni) gli hanno costruito addosso. Adesso siamo, mo ce vo’… agli ultimi giorni di Pompei e queste sono le reazioni di uomo politicamente disperato (o quasi).
Ho sempre sostenuto che, se portano in TV. certi soggetti e li Intervistano, allora anche Riina e altri membri di spicco della Crimalità (anche quella Organizzata), hanno diritto di dire “”IN PUBBLICO”" la loro opinione sulla Politica e sulla Giustizia che li ha condannati.
[...] precedente. Speriamo almeno che questa volta sia stato depurato dalle tante, troppe, pericolose infiltrazioni che l’hanno recentemente infestato.In sostanza, si tratta di una spartizione tra gli ex Ds che [...]