Interni

Lo zampino di Fini sulla svolta di Miccichè

4 novembre 2009

Non siedono all’Assemblea Regionale Siciliana, ma sono tutti rigorosamente vicini al presidente della Camera i politici che hanno affiancato il deputato nell’operazione Pdl-Sicilia.

Non sono io il regista”, aveva precisato Gianfranco Fini quando, una settimana fa, già si respirava l’aria di scissione del gruppo consiliare del Popolo della Libertà presso l’Assemblea Regionale Siciliana. Ora che 15 deputati regionali dei 34 iscritti al gruppo del partito berlusconiano, e con loro 4 assessori in carica, hanno ufficializzato la separazione in casa, dando vita al Pdl-Sicilia, sarà più difficile per l’ex leader di An ribadire che in questa vicenda lui non ci abbia messo lo zampino. I finiani, infatti, non hanno esitato a schierarsi al fianco del dissidente Gianfranco Miccichè nel dar vita ad un’iniziativa i cui effetti non potranno che ripercuotersi fino a Roma.

IL CONTO DELLA SERVA - Gli uomini vicini al Presidente della Camera (due dei quattro assessori dissidenti, Nino Strano e Luigi Gentile, sono ex-An) non fanno, infatti, mistero del loro sostegno all’iniziativa siciliana. Sono quattro deputati finiani a fiancheggiare Miccichè nell’iniziativa e sono proprio loro a presentare il Pdl Sicilia in conferenza stampa. Si tratta di Fabio Granata, Carmelo Briguglio, Pippo Scalia e Nino Lo Presti. Granata è uno dei due firmatari del famoso ddl sulla cittadinanza, alla cui presentazione qualche settimana fa aveva partecipato Fini in persona, scatenando la reazione polemica degli alleati della Lega. Granata ha dichiarato oggi di essere senza esitazione “al fianco di Miccichè nell’operazione Pdl-Sicilia”. “Con convinzione e forza – ha affermato – daremo struttura, regole e metodo alla grande forza politica creata da Berlusconi e Fini. Sosterremo coerentemente Lombardo ma rivendicando metodi, progetti e prassi di Governo coerenti e all’altezza della sfida che ci attende”.

LISTA CONTINUA - Un altro finiano come Briguglio, già coordinatore del Dipartimento Autonomie Regionali al fianco di Fini e già vicepresidente dei deputati di An, giustifica così il terremoto che scuote in queste ore il Pdl siciliano: “In Sicilia abbiamo due coordinatori regionali che fanno opposizione, noi invece vogliamo rimettere le cose a posto - ha detto riferendosi ai coordinatori Domenico Nania e Giuseppe Castiglione – il Pdl non è un partito finto agli ordini di Berlusconi o di Fini. È un partito vero che ha una sua democrazia interna e dalla Sicilia stiamo dimostrando che questo è vero”. Poi è stata la volta dell’ex An Pippo Scalia, che sulla stessa lunghezza d’onda di Briguglio ha sottolineato la necessità di “lanciare un appello al presidente del partito Silvio Berlusconi, affinchè d’intesa con Gianfranco Fini assuma la responsabilità di risolvere la grave crisi in tempi brevi”. “Abbiamo atteso invano da parte dei vertici nazionale e regionali una risposta al nostro disagio dopo la nomina dei due coordinatori regionali – ha detto Scalia – e abbiamo invocato una gestione collegiale del partito”. Insomma gli ex An vicini al Presidente della Camera sono accorti nel marcare come una ricucitura possa essere raggiunta attraverso una mediazione con i due (mica uno) fondatori del Popolo della Libertà. Parlano del partito come di creatura di Fini e Berlusconi e di intesa da ricercare esclusivamente col Cavaliere e con Fini. Insieme.

4 commenti a Lo zampino di Fini sulla svolta di Miccichè

  1. rocco sergi

    Ormai è chiaro che determinate volontà convergano contro il governo attuale, a parte la naturale opposizione del PD & Co.
    Mentre si capisce la strategia del PD, non si capisce quella destabilizzatrice di coloro che sono al governo (Fini &C.)
    Che fin’ora qualunque sia stato lo stile operativo di Berlusca, l’azione di governo è andata a velocità almeno doppia, di quella dei governi precedenti e certamente quadrupla a quella del prossimo previsto (FINI? DRAGHI?)impegolato nei problemi di divisione di torta, in piena crisi economica (cosa di cui ad entrambi i papabili non gli frega un c…)e con la certa antipatia dell’opinione pubblica!… Perfetta invece sarà la situazione per i nostri principali competitori che vogliono l’Italia accucciata per sempre all’ombra della City di Londra. E’ stupido chi non capisce che ogni destabilizzazione è regressione del Paese e rischio di conflitti interni estremi. La visione deve essere geopolitica innanzi tutto; e Berlusconi nella sua geopolitica economica non potrà essere sostituito da nessuno.

  2. rebyjaco

    Michiche, è lo stesso Miccichè che si faceva portare la POLVERINA al Palazzo? (o ministero).

  3. io

    …..”timeo danaos et dona ferentes”!

  4. bENE HA FATTO MICCICHE,FINO AD OGGI VI E STATO UN APPIATTIMENTO DELLA ATTIVITA AMMINISTRATIVA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE VERSO LA POLITCA DELLA LEGA,SE PARLIAMO POI DEI FAS BISOGNA DIRE CHE QUEI SOLDI APPERTENEVANO ALLA SICILIA,QUINDI NON VI E STATA NESSUNA CONCESSIONE BERLUSCONIANA,BISOGNA ANCHE DIRE CHE QUESTO SUCCEDE PERCHE NEL PDL NON SI FA MAI UN CONGRESSO VERO ANCHE CON VOTAZIONI,MA I LEADER REGIONALI VENGONO NOMINATI DAI VERTICI SENZA UN VERO CONFRONTO

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