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Niente resterà impunitodi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 3 novembre 2009 alle 18:35 dallo stesso autore - torna alla home

Subito dopo la tragedia di Messina ci fu un fiorire di dichiarazioni e anche qualche j’accuse (da parte di Guido Bertolaso, il capo della Protezione civile) sullo stato di degrado in cui versa la difesa del suolo e la lotta ai dissesti idrogeologici nel nostro paese. Tuonarono anche le autorevoli voci del Presidente del Senato e del Presidente della repubblica. Poi, come spesso capita in questo meraviglioso paese, sul tema è caduto un silenzio di tomba.

Ma era un’impressione. La nostra brava, bella ed intelligente ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha messo al lavoro i suoi tecnici ed ha sfornato in pochi giorni uno schema di decreto legge, cioè uno degli atti della massima urgenza. Oggetto, un piano straordinario nazionale contro il rischio idrogeologico da circa 3-4 miliardi.

Lo abbiamo appreso oggi, da una dichiarazione della stessa ministro, in audizione in Commissione Ambiente alla Camera. Lo schema del decreto legge, spiega il ministro, prevede che il ministero dell’Ambiente ‘‘predisponga un piano straordinario per le situazioni più a rischio, a partire dai 150 interventi più urgenti”. Ma come mai questo urgentissimo decreto legge non è ancora stato approvato e giace in Consiglio dei ministri?

Lo spiega sempre la nostra ministro: ”ho fatto richiesta al governo di poter contrarre un mutuo, anche decennale, per un totale di 3-4 miliardi di euro” che corrisponderebbero ai 300 milioni all’anno. Ma manca il parere del ministro dell’Economia. E’ un problema di soldi, di risorse finanziarie. STrano, però: in queste settimane la maggioranza ha discusso su tutto, e soprattutto di risorse finanziarie. Giorni caldissimi, tra proposte di emendamenti per trovare risorse per Tizio, per Caio e anche Sempronio. Dibattitti, polemiche, minacce di dimissioni. Unica assenza nel dibattito: i soldi per piano straordinario per il dissesto idrogeologico. Il ministro Prestigiacomo ora dice : ”spero si possa trovare una soluzione con il Tesoro per sbloccare il decreto”.

Noi purtroppo ne dubitiamo. Se ne riparlerà solo al prossimo dissesto, ai prossimi morti. Alle prossime lacrime di coccodrillo.

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