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pubblicato il 3 novembre 2009 alle 09:00 dallo stesso autore - torna alla home

Le più avvenenti onorevoli del PdL, che Berlusconi mostrava di apprezzare tanto ad inizio legislatura, non sembrano le più produttive del Parlamento. Anzi. Qualcuna sembra proprio aver poca voglia di lavorare.

Ad inizio legislatura era iniziata nel migliore dei modi la convivenza  Papi Silvio e quelle deputate belle e sfaticate“politica” tra il presidente del Consiglio e le deputate belle come modelle che aveva provveduto in prima persona a far eleggere. In occasione delle Politiche di un anno e mezzo fa, il Cavaliere era riuscito a farle candidare in una delle posizioni sicure nelle liste bloccate Pdl, poi aveva cominciato a mostrarsi molto premuroso nei loro riguardi: “State molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, Vi autorizzo (sottolineato) ad andarvene!”, faceva sapere a Nunzia Di Girolamo e Gabriella Giammanco. Lo faceva sapere con un bigliettino fatto girare tra gli scranni di Montecitorio. “Molti baci a tutte e due!!! Il “Vostro” Presidente”, si leggeva sul retro del foglio circolato pian piano dai banchi del governo fino a quelli delle belle pidielline. Le due deputate erano altrettanto gentili nella risposta: “Caro Presidente… gli inviti galanti li accettiamo solo da lei…”.

TIMES ARE CHANGIN’ - I tempi, ora, sembrano cambiati. E non perché Veronica Lario abbia reagito indignata, a poco più di un mese di distanza dalle Europee, alle probabili candidature, poi evitate, di altre belle aspiranti parlamentari senza alcuna carriera politica alle spalle. E nemmeno perché tra il maggio 2008 e oggi il Premier sia stato coinvolto in scandali a sfondo sessuale che hanno palesato il suo smisurato amore per le belle donne. Il Premier avrebbe commissionato una verifica dell’attività parlamentare delle sue predilette, dalla quale emergerebbe un quadro desolante. Appare misera o quasi del tutto inesistente, infatti, l’attività parlamentare delle giovani promesse che Berlusconi aveva accuratamente provveduto a portarsi in Parlamento, senza badare allo scarso radicamento sul territorio e agli scarsi incarichi politici precedenti. Barbara Mannucci , appena 27enne, ha collezionato solo due interrogazioni, ma ben sette proposte di legge. Di cui però due per modificare il codice penale in materia di sequestro di minorenne e sottrazione di incapace, e il resto a tutela del mondo animale: servizio mutualistico per gli animali di affezione, divieto di sperimentazione sugli animali, e persino il divieto delle macellazioni effettuate secondo particolari riti religiosi. Due sono diventate leggi.

LE ALTRE IN LISTA – Anche il quadro di attività delle altre è piuttosto  Papi Silvio e quelle deputate belle e sfaticatesconsolante. Fiorella Ceccacci Rubino ha presentato solo due interrogazioni e due interpellanze, e quattro proposte di legge, tutte volte al “sostegno, alla promozione e alla valorizzazione delle attività musicali e della musica popolare”. Gabriella Giammanco , 32enne, una sola interrogazione e quattro proposte di legge, due per la tutela degli animali, una per la modifica delle imposte sui redditi e una per l’omicidio commesso in stato di ebbrezza. L’ultima iniziativa è datata febbraio 2009. Catia Polidori di proposte di legge come primo firmatario ne ha all’attivo soltanto una: “Incentivi per il miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro mediante la riduzione degli importi dei premi dovuti all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro in favore delle imprese presso le quali non si verificano infortuni sul lavoro”, oltre alla miseria di due interrogazioni. La 32enne Elvira Savino ha presentato tre interrogazioni e appena due proposte di legge. Anche Laura Ravetto non si è data molto da fare: nessuna interrogazione, e tre proposte di legge in un anno e mezzo di legislatura, tra cui spicca quella per le “agevolazioni per la promozione e lo sviluppo delle attività di acconciatore, parrucchiere e barbiere”. Stesso discorso, o quasi, anche per Barbara Saltamartini e Mariarosaria Rossi : nessuna interrogazione, ma molte proposte di legge. Scarsissima l’attività della De Girolamo quella che accettava inviti solo da Berlusconi, ma ha all’attivo un solo disegno di legge come prima firmataria, e visto che è laureata in giurisprudenza, anche sospetto: “per la reintroduzione di tariffe minime obbligatorie nella determinazione degli onorari degli avvocati”.

E ORA CHE SI FA? - Cosa farà ora il Cavaliere? Rivedrà il suo modo di nominare i futuri rappresentanti del popolo? O continuerà a cedere alla tentazione di circondarsi, tra gli altri, di parlamentari che non abbiano precedentemente avuto mai alcuna esperienza politica? “Noi vogliamo rinnovare la nostra classe politica con persone che siano colte, preparate e che garantiscano la loro presenza a tutte le votazioni e che magari non siano maleodoranti e malvestite”, aveva affermato Berlusconi lo scorso aprile rispondendo alla moglie che lo accusava di voler portare all’euro-parlamento troppe veline e show-girl. Che le deputate sappiano curarsi nell’aspetto nessuno lo mette in dubbio. Ma che qualche sospetto sulla loro produttività a Montecitorio cominci a nutrirlo anche il loro capo non può certo ora lasciarle del tutto tranquille. Che si mettano al lavoro, dunque. Prima che qualcuno sospetti che Veronica Lario quando parlava di “ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”, si riferisse anche a loro.

Edit: in relazione all’articolo, ci scrive l’onorevole Nunzia De Girolamo:

Preg.mo Direttore,

sono davvero sconcertata dal contenuto dell’articolo apparso sul vostro giornale on line dal titolo “Papi Silvio e quelle deputate belle e sfaticate”. Infatti, sebbene sia tra coloro che hanno il massimo rispetto per la libertà di stampa, considerando l’informazione un caposaldo della democrazia, è altrettanto vero che la credibilità del giornalismo è minacciata proprio da un uso strumentale della stessa informazione.

Orbene, tralasciando le offese al decoro e alla dignità personale di chi Le scrive e di altre persone citate nell’articolo, per le quali mi riservo di tutelarmi nelle sedi competenti, non può negarsi che lo scritto trasmette al lettore delle informazioni non veritiere. Sebbene, infatti, si è liberi di ritenere “scarsissima” l’attività da me posta in essere come parlamentare, non può accettarsi che, per condizionare il giudizio della gente, si indichino solo parzialmente le varie iniziative intraprese. Non so se l’omissione sia stata volontaria o, invece, sia da attribuire ad una superficiale indagine conoscitiva dell’autore dell’articolo, ma in entrambi i casi difficilmente potrebbe parlarsi di sano giornalismo. Il diritto all’informazione e la libertà di stampa, infatti, impongono anche a chi li esercita un dovere etico e morale, oltre che giuridico, di documentarsi in ordine ai fatti portati all’attenzione dell’opinione pubblica.

E sarebbe stato sufficiente accedere alla mia scheda personale sul sito del Parlamento per avere un quadro delle attività poste in essere in un solo anno di legislatura, quali il recente disegno di legge a tutela del settore agroalimentare, le numerose interrogazioni o interpellanze a tutela del territorio in cui sono stata eletta (come, ad esempio, quella relativa alla tutela della rete ospedaliera del Sannio e quella riguardante l’utilizzo dei fondi statali erogati al Patto Territoriale “ Valle Sabato”) e gli ordini del giorno presentati, molti dei quali recepiti dal Governo, tra cui spiccano quello in favore del personale precario nella scuola e quello relativo al potenziamento dei fondi per le regioni inserite nell’obiettivo 1.

Non amando le autocelebrazioni ometto di elencare le ulteriori attività svolte, ma sarebbe interessante verificare quanti altri miei colleghi, anche più navigati, possano vantare un attivismo superiore, o quanto meno pari, a quello di chi Le scrive, od una percentuale di partecipazione ai lavori parlamentari pari ad oltre il 90%. E ciò anche in considerazione del fatto che alle attività da parlamentare andrebbero aggiunte quelle poste in essere nella qualità di coordinatrice provinciale del Popolo della Libertà di Benevento. Ho ritenuto opportuno esprimerLe apertamente il mio dissenso per quanto verificatosi, soprattutto in considerazione del ruolo e della responsabilità politica che mi lega ai miei elettori, nella speranza che in futuro possa ricredermi sull’apporto che il Suo giornale dà alla crescita del sistema informativo.

On. Nunzia De Girolamo

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