Cultura

Libero attacca, Montino querela. Che spettacolo

29 ottobre 2009

Nel transmarasma giornaliero abbiamo rischiato di perderci uno splendido scazzo tra il giornale diretto da Maurizio Belpietro e il vicepresidente della Regione Lazio. Riproponiamo qui il divertentissimo scambio di cortesie, tratto dall’Ansa.

«C’è un locale a Roma da cinque stelle in tutte le guide turistiche destinate al pubblico g-l-b-t (gay, lesbo, bisessuali, trans). Si chiama Alibi, ed è un disco-bar nel cuore di Testaccio, proprio di fronte all’ex mattatoio, in via di Monte Testaccio dal civico 40 al civico 44. Per quel genere di pubblico è un locale cult. Così ogni tanto deve darsi una rinnovata. Nel 2008 mentre si ristrutturava per non chiudere proprio i battenti si è inventato l’Alibi in trasferta. Dove meglio del numero civico a fianco, in via Monte Testaccio 46? Così la serata g-l-b-t si è trasferita temporaneamente alla discoteca Le Rune, appunto al 46. Un successo, tanto che Fabiano Maggi, direttore artistico de Le Rune, ha deciso da quel momento di proporre una serata gay oltre alle tre classiche già in calendario. E il popolo g-l-b-t felice di pagare il biglietto anche in quella discoteca così trendy fra le ultime nate nella capitale. Facendo la fortuna del proprietario di quel civico n.46 (e dell’intero isolato dove ci sono altri due disco bar e una discoteca): la Monester srl. Chi è il proprietario della Monester? Al 70% Esterino Montino, neo governatore provvisorio della Regione Lazio. E al 30% la sua compagna, Monica Cirinnà, già delegata del sindaco di Roma Walter Veltroni per le politiche animaliste». Lo scrive, Franco Bechis, su Libero.

RIVOLUZIONE PD – Eccola la rivoluzione copernicana del Partito democratico a Roma – prosegue il quotidiano – Via un presidente, Piero Marrazzo, che i soldi ai trans – in nero – generosamente dava. Al suo posto un presidente, Montino, che i soldi ai trans legalmente toglie, con tanto di timbro della Siae sui biglietti venduti in discoteca. Montino per altro in quell’angolo di Testaccio, il quartiere più romano de Roma, ha trovato il suo piccolo tesoretto. Nei suoi locali ci sono oltre Le Rune anche il Coyote bar ristorante, il Top five disco-bar e il Coyote discoteca, tutti marchi storici della zona, frequentati da clientela variopinta e da giovanissimi. Le serate le decidono i dj e a seconda della musica si attira clientela diversa. Sempre in rapporti di buon vicinato con i cugini dell’Alibi e il variopinto pubblico dei suoi frequentatori. Spesso i clienti g-l-b-t vanno al Coyote a mangiare un boccone e poi si scatenano in pista all’Alibi, dove ogni trasgressione è concessa». «E Montino batte cassa – si legge ancora-: quell’isolato fu acquistato nel 2001 dalla famiglia Persiani per 1,425 miliardi di vecchie lire, chiedendo un mutuo alla Banca di Roma per 1,5 miliardi di lire: tasso annuale del 7,2%, durata quindicennale. Il mutuo è stato improvvisamente estinto nel 2008 per essere riacceso presso un nuovo istituto di credito. Il 17 novembre 2008 è arrivato il finanziamento della Banca di credito cooperativo di Roma per 1,2 milioni di euro, tasso di interesse annuo del 5,45% e durata 10 anni. La somma quasi raddoppiata in pochi anni si spiega oltre che con il valore cresciuto dell’immobile con i continui lavori di ristrutturazione necessari a mettere in sicurezza i locali e aprire via via in nuovi locali. Qualcuno è affidato in affitto a società terze. Ma il 20 dicembre 2006 il futuro presidente della Regione Lazio e la compagna Cirinnà bussarono alla porta del notaio Enzo Mario Romano in Roma per chiedergli di ratificare l’allargamento dell’oggetto sociale della loro Monester srl: oltre alla ristorazione andava aggiunta anche ‘l’attività di pubblico spettacolo compresa la gestione in proprio o per conto terzi di discoteche, night club, pub, birrerie, bar, stabilimenti balneari, dancing, l’attività di intrattenimento musicale e non, l’organizzazione di festival e spettacoli in genere, la somministrazione di alimenti e bevande, anche alcoliche e superalcoliche e l’attività di agriturismò».

UN COMPLOTTO? - «Insomma Montino e la Cirinnà – continua Bechis – avevano grandi progetti, specie dopo che quella piazza davanti ai loro locali era stata abbandonata (proprio quell’anno) dopo un felice triennio dal Gay village organizzato a Testaccio dal Comune di Roma. E parte di quei progetti è stata realizzata. Se l’altro giorno abbiamo raccontato di un Marrazzo possidente immobiliare, beh…sotto il profilo del business Montino lo supera e non di poco. Di suo il nuovo presidente Pd ha una srl, la Sagittario 2090, che era proprietaria anche di un ristorante a Maccarese, venduto poi dopo una lunga querelle giudiziaria con il proprietario dei terreni confinanti un anno fa a 25 mila euro». «Ma il pezzo forte – prosegue l’articolo – è proprio alla voce agriturismo dove Montino sempre insieme alla Cirinnà ha puntato tutte le sue energie nella provincia di Grosseto, fra Manciano, Orbetello e Capalbio. Lì hanno sede una serie di società controllate direttamente o indirettamente dalla copia: la Capalbio fattoria società agricola srl, la 74 Bio società agricola srl, le Fattorie biologiche società agricola. Un piccolo impero su cui svetta la fattoria di Capalbio che nell’omonimo comune possiede 64 ettari e altri 70, 48 nel comune di Orbetello, vicino a Monte Argentario. Gran parte, 36 ettari, sono coltivati a grano duro, altri a mais, a erba medica, e poi c’è la campagna più classica: uliveto, frutteto e vigneto. Nelle stalle ci sono 37 vacche maremmane, una manza della stessa razza, sette manze chianine, due vitelli di razza maremmana e 15 tori della stessa razza. Valore di mercato nel 2004: qualcosa più di un milione di euro. Che raddoppiano con le controllate. Alla fine anche Montino negli affari ci sa fare». «Nel suo partito – conclude Libero – si sostiene che fosse ricco di famiglia. Non è vero: dal padre insieme ai fratelli ha ereditato una sola abitazione a Maccarese, venduta a mamma per la cifra simbolica di 18 milioni nel 1996. e proprio nella tenuta agricola che allora era dell’Iri a vent’anni è entrato come bracciante. Per poco: già a 22 era delegato sindacale della Cgil, in rapida carriera politica. Nel 1975 consigliere regionale e pci-pds-ds-pd da lì in poi la politica non l’ha più abbandonata».

Un commento a Libero attacca, Montino querela. Che spettacolo

  1. radoilfigo

    Ma scusate, non basta fare una normalissima visura ipocatastale (ristretta fra l'altro) e vedere alla Monter srl che immobili sono intestati per risolvere il dilemma e vedere chi delle due parti mente?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>