Interni

Un altro papello anti-Tremonti fa tremare il governo

27 ottobre 2009

Stavolta a scriverlo sono i tre coordinatori del PdL: Verdini, Cicchitto e Bondi. E prevede di recuperare i soldi per tagliare l’Irap innalzando l’età pensionabile. Per far capire al ministro dell’Economia che non è lui a comandare. E che il suo tempo potrebbe scadere.

Nella riunione è stata espressa piena condivisione della politica economica del governo, e si è concordato sulla necessità di coniugare e di contemperare due esigenze altrettanto valide, e cioè l’esigenza inderogabile del rigore, da tutti condivisa, e quella della ripresa dello sviluppo economico. Tutto ciò in coerenza con gli impegni programmatici”. Un Popolo delle Libertà che si dichiara in perfetto accordo sulle questioni economiche, nonostante le tensioni dei giorni scorsi, secondo la nota congiunta che i tre coordinatori del partito Denis Verdini, Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto hanno inviato alla stampa alla fine dell’incontro con Silvio Berlusconi. Eppure sotto la cenere il fuoco cova ancora, e dopo il documento che contestava la politica economica di Giulio Tremonti vergato da Cicchitto e Baldassarri e controfirmato dagli altri ministri economici del governo, sarebbe in preparazione un altro papello, stavolta incentrato sulla questione che fa arrabbiare via XX Settembre: il taglio delle tasse, e in particolare dell’Irap, che il PdL ha promesso in campagna elettorale senza aver ancora attuato.

IL PAPELLO – Lo scrive Liberal: il documento anti-Tremonti “prevede di recuperare i soldi per tagliare il balzello nel modo più indolore per il ministro: alzando l’età pensionistica per tagliare la spesa sulle pensioni. Il documento sarà presentato al premier nelle prossime settimane, seguendo lo stesso schema utilizzato dal gruppo parlamentare quando si è trattato della piattaforma per il Sud: entrare in tackle su un argomento che divide il governo, mettere le condizioni per togliere poteri e fondi a via XX settembre e trasferirli a Palazzo Chigi“. In pratica, Cicchitto, Bondi e Verdini mettono in pratica quanto scritto già nel primo “papello”, indicando stavolta una via maestra di politica economica che prevede riforme del welfare per far fronte alla spesa sui tagli delle tasse. Poco importa, ai coordinatori del PdL, che comunque, a causa delle regole del bilancio dello Stato, la spesa totale non sarebbe comunque automaticamente parificata ai tagli, aprendo un buco nei conti pubblici (cosa già fatta osservare dal ministro dell’Economia in più occasioni). Quello che interessa di più, ora, è muoversi nella direzione contraria a quella indicata da Tremonti, per dimostrare a lui e alla Lega che non c’è nessuna golden share che chicchessia può esercitare sul governo.

Un commento a Un altro papello anti-Tremonti fa tremare il governo

  1. fab

    regola d’oro della politica fiscale

    se togli una tassa prima devi indicare da dove prendi i soldi che ti mancano o dove intendi fare i tagli.

    questo il governo non lo dice. ma io un’ideuzza me la sono fatta

    La proposta di eliminare l’Irap. In discussione la sanità pubblica?

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