Cultura

Le Pulle

26 ottobre 2009

“Le Pulle” è stato rappresentato al Carignano di Torino nell’ambito della rassegna Prospettiva 2009

Torino. Teatro Carignano. Va in scena “Le Pulle”. Operetta amorale. Scritta, diretta e vestita da Emma Dante. Torino accoglie lo spettacolo dell’autrice palermitana alla sua maniera. Con acqua a leva pilu. Ma ciò non impedisce al teatro di riempirsi fino all’ultimo posto. E’ mercoledì e c’è anche la Champions. C’è la Juve al Comunale e per chi non vuole mettere il naso fuori c’è anche XFactor. Per una volta la vista della platea a teatro non ricorda le navate delle Chiese. Dal fondo del teatro non colpisce la sfilza di capelli bianchi e di capi spellacchiati. Invece molti giovani. Certo, come in tutte le cose, c’è sempre il contrappasso. Ed infatti da uno di questi con marcato accento locale: “Minchia l’hanno fatto proprio bene”. Espressione con cui il giovane aspirante intellettuale mostra la sua approvazione verso i lavori di riqualificazione del teatro e la sua assenza nel luogo da parecchi decenni.

VITE - Pulle. Puttane. Trans. Si agitano, volteggiano, cadono, rimbalzano le Pulle. Oggetti gommosi, gonfiabili, sfondabili, imbrattabili. Non hanno volto. I loro abiti succinti sono una divisa spersonalizzante. Tutte uguali. Le Pulle e i Trans. Alla notte per la strada. Umiliati, umiliate, offese, offesi, usati, usate, spinte, sballottolati. Sfogatoio suburbano e umano. Le Pulle e i Trans. Uomo e donna. Donna e uomo. Il maschile e il femminile. Che confusione. I caratteri si confondono nella notte. Ora prevale l’animo femminile, ora quello maschile. Prima quello gentile, ora quello introspettivo. Poi, quello dolce e accogliente. Ora, invece, quello violento, aggressivo, quello dominante.

STORIE - Quanti soprusi. Perchè si diventa trans. Perchè si diventa esseri umani di serie B. Senza diritti, senza dignità. Costretti a cercare protezione nella comunità. Nella rete di altri come loro. Diversi, pochi. Quindi deboli. C’è Moira che ha subito violenza appena dodicenne perchè costretto dalla madre a prostituirsi. C’è Sara, trans che vuole pesare 40 Kg. Al limite dell’anoressia. Altro dolore, altra violenza estrema, esasperata. Che è fisica e mentale. Un’anoressia che è tipicamentre femminile che è raccontata attraverso il linguaggio del corpo di un uomo. Dirompente. Ma grazie al teatro, che deforma e spariglia, entra nello stomaco degli spettatori. Quanti sputi! Emma Dante da voce a chi non ha voce. Sulle musiche del lago dei cigni. Su canzoni esaltate dalla bravura degli intepreti, sulle note di melodie suggestive, si leva l’urlo della protesta disperata di anime sfortunate. Il dialetto permette di saldare il momento poetico con quello popolare. L’alto bordo, con il bordello. Il bordello, già… Ombretti, specchietti, calze e collant. Piedoni dentro scarpette. Il crepitio dei preparativi prima di uscire. Un picchiettare dei rossetti, degli ombretti sui volti che ciascun trans non riconosce, vorrebbe distruggere. Dramma e riso. Disperazione, quiete. Ora sono pettegole, pettegoli, romantiche e romantici. Quanta umanità nella donna diventata trans. Quanto dolore e dispiacere per un figghio nato senza sticchio.

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