Come sono colpite le ONLUS Italiane? E quando supereranno la crisi e se la supereranno?
Prima di tutto bisogna sottolineare che all’inizio l’Associazione e la Fondazione Neuroblastoma nel corso di 15 anni affiancavano lo Stato nel
finanziamento della ricerca scientifica sul neuroblastoma ed i tumori solidi pediatrici, mentre oggi nel primo caso la finanziano per oltre l’85% in Italia, e nel secondo per circa il 50%, ricorrendo solo a risorse private. Come sempre quando un ente privato funziona, lo Stato arretra e lascia questo ente completamente solo a svolgere un certo ruolo.
Ma non c’è il 5×1000?
Notizie non pervenute. Certo, come tutti anche noi vantiamo dei crediti. Ma oggi non si può fare affidamento su un qualcosa che ci spetta ma di cui non si vede traccia all’orizzonte.
E allora?
E allora si conta sempre e solo sulla solidarietà degli oltre 100.000 soci, di alcune aziende, di molti genitori e nulla più. Ma tutto ora è maledettamente più difficile.
Fammi capire con qualche esempio
Pensa che se nel 2008 la donazione media era di 15 euro, nel 2009 è diventata di 12, e le donazioni non sono mica aumentate. Se nel 2009 una manifestazione aveva portato 12.000 euro, nel 2009 la stessa ne ha portati 8.000. Se un’azienda aveva donato 100 euro ora dona 70.
E quindi?
Quindi, con un maggiore impegno lavorativo si ottengono risultati del 25 – 30% in meno.
Insomma, siete costretti a ridurre le spese?
Per noi c’è poco da ridurre: l’Associazione ha solo 4 dipendenti, e opera esclusivamente con il volontariato gratuito dei suoi soci e sostenitori. Le uniche “spese” sono i finanziamenti ai progetti di ricerca. Ridurre vuol dire fermarli. Se le entrate diminuiscono le uscite aumentano, perché la ricerca costa ed ora è quasi a totale carico dell’Associazione e della Fondazione NB.
Insomma, anche la solidarietà degli italiani ha un limite?
Nel paniere degli italiani, con la diminuzione del potere d’acquisto, scompaiono o vanno in decrescendo quelle spese non strettamente necessarie alla sopravvivenza: si va meno in vacanza, anche perché molti da quest’anno sono in vacanza perenne. Si risparmi persino sul mangiare, si cambiano meno gli abiti. E si fa meno solidarietà, quindi si fa meno ricerca. E gli enti come i nostri sono costretti a tagliare i progetti e a ridurre i finanziamenti.
Nell’attesa del 5×1000?
No, come ti ho già detto: notizie non pervenute. Solo nella speranza che la solidarietà ritrovi il suo posto pieno, con il passare della crisi, nelle spese possibili degli italiani, perché enti come i nostri vivono per dare speranza solo grazie alla solidarietà e all’aiuto dei privati.
LA RICERCA HA BISOGNO DI SOLDI – Filippo si ferma qui, perché è un angelo. Io invece sono arrabbiato. Non con gli italiani che hanno smesso di fare donazioni, perché hanno paura di perdere il lavoro o sono costretti a “tagliare” qualche spesa familiare. Sono arrabbiato perché in questo paese che si riempie la bocca di famiglia e di
bambini, si abbandonano al loro destino quelli più deboli ed indifesi. Quei genitori con gli occhi spenti, quei bambini senza capelli che ho ogni giorno davanti agli occhi. Quelli che dormono nelle corsie dell’ospedale mentre i papà si radono dentro le loro auto parcheggiate nei viali attorno al Gaslini, perché non hanno un posto dove andare. Ogni giorno rivedo Noemi, Luca, Gaia, Alessandro giocare con le flebo attaccate al petto. Bambini dal destino spezzato finiti dentro un pozzo nero. Penso che sia uno scandalo che il 5 per 1000 arrivi con anni di ritardo e nessuno dica niente. Penso che sia uno scandalo che il finanziamento di ricerche che servirebbero a molti venga lasciato quasi esclusivamente sulle spalle di privati “volenterosi”. Penso che sia uno scandalo che di queste cose non parli mai nessuno, mentre tutti corrono dietro alle dichiarazioni piene di niente di politici senza cervello e senza cuore, di destra e di sinistra.
UN PICCOLO GESTO – Ma quei genitori andranno avanti lo stesso. Perché non possono abbandonare quei bambini. Perché la bufera passerà, e anche in mezzo ad essa arriveranno comunque altri amici. Perché con uno Stato assente o addormentato, solo la solidarietà può salvare quei bambini. La solidarietà degli italiani, anche se messa a durissima prova da chi li ha abbandonati 5 x 1.000 volte, li sorreggerà. Speriamo anche con questa piccola ed insignificante storia. Gli angeli continuano ad agire. Ma hanno ancora, oggi più che mai, bisogno di tutti noi: non abbandoniamoli, facciamo qualcosa. Un piccolo gesto può essere di aiuto. Non abbandoniamoli. Facciamolo.
Giornalettismo sostiene la lotta al neuroblastoma
Grazie a Elisa Cortese



ciao Carlo, sempre con le lacrime agli occhi, perchè, perchè…… inutile scrivere. Nel mio piccolo qualcosa ho fatto.
Lodo
Ci sarebbe tanto da scrivere, da dire, ma l'emozione è più forte…Forza Comicomix.
Ho scritto una poesia per chi, purtroppo, si trova a vivere queste situazioni…
“Sei il sole raggiante
sei il cielo sereno
sei il soffio di vento caldo
sei il prato fiorito
mi sei giorno con i suoi bisbigli
mi sei voce di ricordi e malinconia
mi sei notte , e per questo, mi sei sonno e sogno
che trapassa il velo stellato lassù nel cielo notturno
sei la goccia di rugiada che scivola
lentamente, leggermente
sulle ali del mio angelo
per scriverci una sola parola:
SORRIDI.”
(Lucia)
Grazie. Nel nostro piccolo, oltre che fare qualcosa, è importante far sapere. E fare in modo che anche tanti altri facciano un “piccolo gesto”, compatibilmente con la difficile situazione economica di molti.
Un abbraccio
C.
La poesia è molto bella, grazie.
La forza me la dà il ricordo di chi c'è stato (e del suo magnifico sorriso combattente) e la possibilità di continuare a dare una piccola speranza a chi c'è ancora, facendo qualcosa di utile perchè un giorno si possa dire: “Mai più”
Un piccolo gesto, da fare e da far fare a chi può, per quanto può.
UN sorriso per sempre
C
Caro Carlo, chi è genitore non può non sentirsi arrabbiato da quanto ha letto: pensare che potrebbe capitare al figlio di chiunque di noi e pensare che gli aiuti veri (quelli con la A maiuscola) rimangono nelle pieghe di pensieri mai espressi da chi decide…. ti abbraccio e.. vedremo di inventarci ancora qualcosa!
Lisa
Come sai bene, sono molto amareggiato. Grazie.
Un sorriso C.
ciao Carlo…
:-*)
Ciao Carlo,
ho letto solo ora questo tuo articolo che mi ha scioccato.
Mi torna in mente quella parte del film “Schindler's List” in cui lui, una volta che ha scoperto di essere riuscito a salvare veramente le persone della lista, al posto di festeggiare si dispera perchè non ha venduto anche l'auto per corrompere il nazista ed aggiungere altre persone alla lista. E anche il cappotto, a cosa gli serviva il cappotto se poteva salvare un'altra vita
Ecco, stiamo parlando di 3 euro in meno per effetto della crisi. Ma a cosa possono servire quei tre euro in meno a chi li ha risparmiati.
Ma quello che purtroppo è vero è che una nazione seria non dovrebbe far conto sulle donazioni. Una nazione dovrebbe spendere i suoi soldi per portare avanti le ricerche per salvare la vita ai suoi cittadini.
Ma noi non viviamo in una nazione seria e tutto il mondo occidentale ha perso da tempo il concetto stesso di nazione.
Io penso che l'unica cosa da fare, da parte di ognuno di noi, è aumentare del 30% il contributo, per quanto piccolo sia, all'associazione
Ciao Pietro.
il paragone mi sembra calzante.
Aumentare il contributo è purtroppo non l'unica cosa seria da fare, ma davvero l'UNICA cosa da fare.
Grazie
Un sorriso a tutti
C.
Dico solo questo. Ormai si sa come la penso.
Se avessi la matematica certezza che i miei soldi andassero a finanziare laboratori che non utilizzano gli animali, li darei molto volentieri.
Questo, comunque, non è il luogo per discutere di ricerca etica, clinica, su modello (ahahah..) animale e compagnia bella e cantante!!!
Auguro l’imbocca al lupo all’associazione ma soprattutto ai piccoli pazienti. nessuno di loro dovrebbe mai soffrire quello che soffrono. Nessun bambino dovrebbe mai mettere piede in un ospedale.
Se fossi credente pregherei, ma non credo.
Se ne avrò la possiblità, darò spazio alla questione nella mia TV.
Non è un contributo economico, ma tante persone potrebbero comun
Dico solo questo. Ormai si sa come la penso.
Se avessi la matematica certezza che i miei soldi andassero a finanziare laboratori che non utilizzano gli animali, li darei molto volentieri.
Questo, comunque, non è il luogo per discutere di ricerca etica, clinica, su modello (ahahah..) animale e compagnia bella e cantante!!!
Auguro l’imbocca al lupo all’associazione ma soprattutto ai piccoli pazienti. nessuno di loro dovrebbe mai soffrire quello che soffrono. Nessun bambino dovrebbe mai mettere piede in un ospedale.
)
Se fossi credente pregherei, ma non credo.
Se ne avrò la possiblità, darò spazio alla questione nella mia TV.
Non è un contributo economico, ma tante persone potrebbero comunque aiutarvi.
(Fermo restando che la ricerca non-violenta sarebbe da preferire!!!!!!
Carlo, leggere questo articolo mi ha fatto tremare, ma tremare sul serio.
Sono molto giovane, ho solo diciassette anni, eppure ho vissuto da vicino l’esperienza di Neuroblastoma, stadio IV e metastatico.
Questo mostro si è portato via la mia cuginetta a soli nove anni, cinque anni fa. Era in cura al Gaslini di Genova e penso non smetterò mai di ringraziare quegli Angeli che sono i medici, gli infermieri, i chirurghi, i clown, i volontari, i genitori.. tutti coloro che hanno contribuito a rendere la sua breve vita intensa e.. serena, per quanto è stato possibile.
Una lotta di sette anni contro questo male, fra terapie sempre più aggressive e interventi chirurgici, non è servita purtroppo a farla guarire..
Per questo ti dico che ti sono vicina col cuore per il tuo splendido bambino, in un modo che non è possibile spiegare tramite una fredda tastiera del pc.
E aggiungo che da tempo mi sforzo per tentare di sostenere l’Associazione, tramite donazioni o acquisto di bomboniere, purtroppo però, un po per la mia età e un po’ per colpa personale, non riesco ad impegnarmi come vorrei. E tenterò di fare di più, è una cosa a cui tengo veramente tantissimo..
Ti ho aggiunto su Facebook e, in caso tu voglia contattarmi, ho lasciato la mia mail.
Ancora grazie per questo articolo.. Grazie perchè mi hai fatto riflettere..
Grazie perchè mi ha aperto gli occhi e fatto ricordare lo splendido sorriso della mia cuginetta, e di tutti gli altri bimbi che erano lì con lei, veri leoni i cuoi occhioni porterò con me nel cuore.
Un’esperienza come questa ti cambia, per sempre.
Un abbraccio sincero.
Virginia (virgi_best@live.it)