Uno di questi (che però vuole restare anonimo) ci dice: “E’ uno strumento inutile. Ti si presenta davanti una persona che non conosci con tanto di documenti in regola e certificato elettorale. Dopo mesi qualcuno si sveglia e sostiene che è la moglie di un boss… che cosa puoi fare? E se pure l’avessero detto allora, che fai? Gli dici: Signora lei è la moglie di un boss (la quale non ha alcun precedente di giustizia n.d.a.) e la figlia di un pregiudicato. Non può iscriversi al Pd nonostante lei può tranquillamente votare e godere d’ogni altro diritto civile? Se sì, si scriva chiaramente nel codice etico”.
PROBLEMA POLITICO - Prova ad inserirsi in questa specie di
psicodramma piddino anche la destra. Lo fa con personaggi autorevoli ed aizzando una bandiera ammainata, almeno negli ultimi anni ed in particolare da queste parti: la “Questione morale”. “Il senatore Morando mi accusa di strumentalizzare le vicende di Castellammare di Stabia. Lo inviterei ad essere più cauto, perché oggi sui giornali c’è un consigliere regionale del suo partito che lo attacca direttamente, dicendo che Morando era stato avvisato del rischio infiltrazioni nella sua veste di commissario Pd a Napoli e che non avrebbe dato il giusto peso alle segnalazioni pervenute”. Parole e musica del capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri. “Questo è avvenuto a Castellammare – prosegue l’ex colonnello di An ed oggi berluscones di ferro – dove mi auguro il comune venga sciolto rapidamente e nel quale invito Veltroni a recarsi, visto che adesso fa parte dell’Antimafia… La sinistra al Sud è un colabrodo in quanto ad infiltrazione criminale”. Per un altro esponente Pdl, lo stesso di provenienza aennina, Marcello Tagliatatela: “La sinistra stabiese non è purtroppo nuova a rapporti di complicità e collusioni con la camorra”. Per Tagliatatela “Morando forse non sa che il sindaco, l’ex deputato comunista Vozza, bassoliniano di ferro, non ha mai fatto nulla per recidere tali gravi legami”. Il sindaco Salvatore Vozza, a sua volta, ha replicato: “Tagliatatela ignora la storia della sinistra stabiese. E’ interessato solo alla rissa e non sa nemmeno di cosa parla. Ecco chi ci rappresenta”. Intanto, proprio il vessillo “giustizialista e forcaiolo” improvvisamente (e sospettamene) innalzato dalla destra berlusconiana rischia di costare caro alle ambizioni del sottosegretario all’economia Nicola Cosentino. Dato, fino a qualche ora fa, come sicuro candidato alla Regione. A stoppare Cosentino sembra sia stato Gianfranco Fini in persona, preoccupato dall’opaco e discusso passato del candidato originario di Casal di Principe . Ben cinque pentiti lo chiamano in causa per i suoi rapporti con il famigerato clan dei Casalesi. Stando ai soliti ben informati, il borsino delle candidature vedrebbe in netto rialzo le quotazioni di Paolo Russo, ex parlamentare azzurro e, soprattutto, quelle di Guido Bertolaso attuale capo e sottosegretario alla Protezione civile e già commissario straordinario all’emergenza dei rifiuti. Sta, di fatto, però, che lo stesso Bertolaso è rinviato a giudizio in un’indagine della Procura di Napoli legata al ciclo dei rifuti. Staremo a vedere nelle prossime puntate.




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non ho capito dov'è il problema, era contro il regolamento candidare un camorrista?
Direi più che altro inopportuno. Ti espone alla critica delle malelingue di essere in tutto e per tutto uguale al Pdl. “Fortunatamente” lo si è scoperto solo ad un anno di distanza…
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Io direi più che altro inquietante. Metti il caso che il “pasionario” diciannovenne non fosse stato arrestato e magari, solo per fare numero, finiva pure stavolta in lista a sostenere Franceschini, Bersani o addirittura Marino?
Nessuno ha notato che il redattore ha voluto dare lustro con la prima foto alla “Stalingrado del sud” che da qualche mese è ombelico del mondo ?
Suo (di Castellammare) e mio malgrado.
Comunque, grazie per la foto. Castellammare è una bellissima città con una classe dirigente (politica, imprenditoriale e quant'altro) per lo più incapace.
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