L’allarme lanciato dall’Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto: alcuni gruppi inneggiano alla morte del Santo Padre.
Sembra proprio che per gli utenti di Facebook sia finita la pacchia. Non bastava il clamore sollevato dall’impressionante scoperta del gruppo “Uccidiamo Berlusconi”, con gli articoli scandalizzati sulla stampa nazionale: proprio mentre il ministro Maroni promette la chiusura del gruppo e la denuncia di “quelli che sono intervenuti”, salta fuori un altro tipo di tendenza omicida su Facebook, una tendenza ancora più preoccupante.
A dare l’allarme, ancora una volta, è l’Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto, che i pericoli dei gruppi di Facebook li conosce bene. Questa volta, nel suo eterno girovagare per il web, Don Di Noto ha scovato dei gruppi dal titolo inquietante: “A morte il Papa”. Immediata la denuncia alla Polizia Postale di Catania. «Potremmo anche soprassedere ma ci rivolgiamo al ministro Alfano chiedendo se anche questi episodi non configurino dei reati nei confronti di un ‘capo di stato’, anche se estero, e per l’indiscussa autorità spirituale, religiosa e morale di altissimo profilo – ha dichiarato Don Fortunato – Inneggiare all’odio, alla morte, alla eliminazione di persone è il frutto della incapacità del
dialogo onesto e democratico, e anche evangelico. Un clima di odio a tutti i livelli, sperimentato anche personalmente nell’impegno profuso per l’infanzia e contro la pedofilia, non può che generare odio su odio, violenza su violenza».
I gruppi, in effetti, esistono. Sono due. Il primo si chiama “A morte il papa!!!”, ha ben 100 membri e nemmeno un commento in bacheca. Il secondo invece si intitola più fantasiosamente “Morte tua, Papa!”. La bacheca ospita sei commenti: dato che gli iscritti sono in tutto dodici, si può certamente dire che in percentuale è un gruppo molto attivo. Non stupisce quindi che l’Associazione Meter abbia lanciato l’allarme democratico: in questi due gruppi si percepisce un preoccupante clima di odio a tutti i livelli, un’incapacità di dialogo onesto, democratico e anche evangelico, via. Evidentemente farli chiudere dalla magistratura è l’unico modo di dialogare che ci è rimasto.






















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Non solo Silvio: su Facebook anche minacce al Papa?…
L’allarme lanciato dall’Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto: alcuni gruppi inneggiano alla morte del Santo Padre.Sembra proprio che per gli utenti di Facebook sia finita la pacchia. Non bastava il clamore sollevato dall’impressionante scoperta …
don di noto è un attention whore
ho appena telefonato al ministro Maroni per denunciare il già famoso gruppo ” Picchiamo i cani ”
Hanno preso di mira anche il Papa, poverino!
Questi gruppi nati su Fb, secondo me, non sono credibili: è un mondo virtuale in cui ognuno dice quel che vuole , senza limiti, ma poi finisce lì…è tutta una beffa!
…a quando il gruppo “uccidiamo la befana”?
Detto, fatto
http://www.facebook.com/search/?q=uccidiamo+la+...
…chi potrebbe assumere le sembianze della befana nel mondo politico italiano? Rosy Bindi!
ahahahahahahha
Io individuerei i responsabili, poi gli manderei due pantere della Polizia di Stato con quattro agenti a casa a chiedere delucidazioni con noi in questura ( se nel frattempo non si sono buttati dalla finestra sollevandoci della loro presenza per sempre anche nel mondo non web)e sequestro dei computer. Finità li. La volta dopo frequentano il web in modo diverso.
quindi immagino che a un povero immigrato irregolare che lava i vetri al semaforo lo manderesti al rogo. In compenso chi corrompe i giudici, chi truffa miliardi ai piccoli risparmiatori, chi favorisce la mafia e l'evasione fiscale invece di andare in carcere lo si elegge parlamentare.
E poi figurati le pantere (graurrr) della polizia sono senza benzina, al massimo puoi mandargli i poliziotti a piedi se ne trovi quattro che abbiano voglia di sprecarsi un poco.
Il reato è reato. Se cominciamo a discutere su quale è più importante si perde di sostanza. Personalmente direi in galera corruttori, bloggers criminali e la polizia con migliore controllo sul web e benzina nei serbatoi. Gli immigrati che lavano i vetri non delinquon, sono solo dei poveri sfruttati da chi campa su di loro. In galera che li manda ai semafori per trenta centesimi di euro a lavata e poi gira in Mercedes. Buttando via la chiave.
C'è anche questo:
http://www.facebook.com/group.php?gid=851841900...
Ma sopratutto il più importante e pericoloso gruppo di facebook :
http://www.facebook.com/group.php?gid=51262239679
A MORTE VIRGOLA IL GATTINO!!!
Paola Coccia me la scoperei alla pecorina!
Alla luce di questi ultimi accadimenti, caro Aioros, dovrai abbandonare la tua idea per il gruppo “uccidiamo Bryan Adams”.
Indubbiamente la Binetti!
Io trovo sempre esilaranti gli articoli riguardanti facebook.com: alcuni condannano la presenza di questi fantomatici gruppi che inneggiano all’odio e al razzismo; altri sarcasticamente li assecondano, mostrando la “serietà” della campagna di protesta dei primi.
Quel che balza subito all’occhio è l’acquisizione di informazioni: i “condannanti” spesso e volentieri non sanno nemmeno di cosa si stia realmente parlando.