Il Papa dice che gli stermini del XX secolo sono frutto dell’ateismo, ma non riesco proprio a capire cosa avessero di ateo il comunismo e il nazismo, e mi chiedo che cosa poi abbia provocato invece gli stermini, i massacri, i roghi e le torture che hanno caratterizzato la storia del Cristianesimo. Pastore di un gregge in cui numerose persone credono a cose come “Guardi che all’epoca la Chiesa cattolica fece di tutto per salvare Hus dal rogo, ma fu lui che volle finirci, perché il suo orgoglio gli impedì di abiurare”, il Papa dovrebbe guardare ogni tanto le travi della sua parte.
Se frasi del genere non provano che la religione può benissimo far abbassare gli uomini al livello dei comunisti e dei nazisti, non vedo cosa possa convincerlo (ho conosciuto una decina di cristiani del genere: in Italia ce ne sono abbastanza da far funzionare decine di lager a pieno regime, ovviamente come carnefici). Esattamente come i nazisti che negano la Shoah, ci sono i negazionisti cattolici che negano o peggio giustificano le innumerevoli barbarie che puntellano la storia religiosa dell’Occidente: dov’è la differenza?
Il Papa dice che per avere una morale serve una religione. Che tragedia sarebbe se ciò fosse vero: per comportarsi rettamente nella vita reale, cosa che è lo scopo della morale e che è ovviamente di fondamentale importanza, è veramente necessario credere agli angeli, ai miracoli, o alla Trinità? Che triste essere sarebbe l’uomo se avesse bisogno di convincersi di cose che non può né provare né vedere, per poter fare cose che deve fare tutti i giorni. Veramente serve credere allo Spirito Santo per non ammazzare le persone? Non vedo la necessità di queste decorazioni, per me affini ai miti e alle leggende dei greci, ai fini delle scelte morali che la vita richiede ogni giorno.
Il Papa dice che l’Europa ha radici cristiane, e questo è sicuramente vero, come il fatto che abbia radici ebraiche, greche, latine, germaniche. La Chiesa ha giocato un ruolo importante, e non raramente positivo (la Scuola di Salamanca, la riscoperta del concetto di diritto naturale), nella Storia europea. E quindi? Dobbiamo veramente credere che il più grande problema dell’Europa al giorno d’oggi sia che lasciamo la libertà alle donne di fare ciò che vogliono col loro utero, o il diritto di farsi aiutare agli uomini incapaci di porre fine da soli alle proprie incurabili sofferenze? In un continente con delle autorità politiche che non rendono conto a nessuno (quelle europee), che sfama decine di milioni di parassiti coi soldi del contribuente, che ha decine di milioni di disoccupati, che cresce e innova meno delle altre macroaree mondiali, che dipende energeticamente da un paese inaffidabile come la Russia, e che ha un sistema previdenziale che potrebbe crollare, dobbiamo sul serio preoccuparci di aborto ed eutanasia?
Io personalmente non riesco a stimare una dottrina morale che consideri l’obbedienza una virtù anziché un vizio, e che stigmatizzi lo spirito critico chiamandolo “orgoglio”, perlomeno quando va contro i dettami delle autorità religiose. E non vedo cosa imparare sulla tolleranza da chi fino a poco più di cent’anni fa costringeva gli ebrei a sorbirsi i sermoni e i valdesi all’inferiorità giuridica. Ho paura che un’Europa culturalmente, intellettualmente e moralmente debole sia incapace di difendersi da tali paralogismi.






















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Se ricreano l’Inquisizione io sono il primo……
Guardo con preoccupazione la battaglia culturale del Papa contro l’ateismo (e l’agnosticismo) e a favore di un aumento della religiosità, prima di tutto perché una tale battaglia è tesa ad aumentare il potere della Chiesa, e il p…
“Che triste essere sarebbe l’uomo se avesse bisogno di convincersi di cose che non può né provare né vedere, per poter fare cose che deve fare tutti i giorni. Veramente serve credere allo Spirito Santo per non ammazzare le persone? Non vedo la necessità di queste decorazioni, per me affini ai miti e alle leggende dei greci, ai fini delle scelte morali che la vita richiede ogni giorno.”
Allora, Libertyfirst, in base al tuo ragionamento, io da cattolica crederei in un Dio, raccontato da altri o generato dalla fantasia, adattandolo alla propria mentalità…orientandolo a bisogni immediati e contigenti! Una religione la nostra, quindi, creata a misura di chi vorrebbe giungere alla realizzazione di desideri inappagati e inappagabili?
E' anche vero che spesso si sentono religiosi dire “prega lo spirito santo che ti aiuterà”…ma sono solo ragionamenti cattolici, perchè la morale esiste a prescindere dall'essere cristiani o meno, anche se si avvale di ragionamenti diversi!
Ovviamente, non scendo nei miei discorsi cattolici circa lo spirito santo…m auna cosa è certa: la presa di coscienza dell'elevata dignità umana fa supporre che niente va perduto dell'uomo, nemmeno il più piccolo capello della testolina!
La frase citata significa che si può essere morali anche senza essere credenti, quindi il ragionamento del Papa è fallato, cosa che ammetti anche tu dicendo che la morale esiste a prescindere dell'essere cristiani. Non andare contro il Papa a dire in giro queste cose!
Per il resto, il fatto che la religione parli di cose invisibili e indimostrabili penso sia abbastanza pacifica: non conosco persone che abbiano visto angeli o ne abbiano dimostrato l'esistenza. Il credere non è dovuto all'evidenza ma ad una scelta: altrimenti a che servirebbe ai religiosi la fede? Per cose tipo “esiste una città chiamata Roma” e “due più due fa quattro” non c'è mica bisogno di fede. L'ambito della fede riguarda cose indimostrabili, altrimenti sarebbe superflua anche per i fedeli.
Per il legame tra religione e morale, direi che per il 95% della popolazione umana nulla cambierebbe se Dio esistesse o meno: non credo che i miei amici cattolici si darebbero al cannibalismo se smettessero di credere in Dio. Il 5% rimanente è composto da sociopatici che non fanno del male agli altri per timore di Dio, e qui la religione serve (cmoe alternativa economica alla camicia di forza), e i fanatici che al contrario fanno del male in nome di Dio, e qui la religione è dannosa. Per il restante 95%, le scelte morali rimarrebbero le stesse, almeno le scelte che contano veramente sul piano etico.
PRendete e vedetene tutti:
http://nobeliefs.com/nazis.htm
Lascio parlare di stermini chi se ne intende… Apro solo una parentesi di cinica contabilità: il record assoluto di uomini ammazzati per una causa, in tutta la storia dell'uomo, non spetta al nazismo (12 milioni circa), non alle foibe (3000 circa), ma alla conversione forzata al cattolicesimo dei nativi dell'america latina (400 milioni circa). E adesso chi glielo dice? Manco erano atei…
Mi sa che 400 milioni era quasi tutta la razza umana all'epoca, mi pare una cifra improbabile.
Senza contare che in quanto a record di omicidi Hitler era un fallito che difficilmente sarebbe salito sul podio: Mao, Stalin e probabilmente anche Lenin sono stati molto più bravi. Certo, Mao partiva avvantaggiato perché ci sono più cinesi che formiche, però… i comunisti sono sempre un passo avanti, ovviamente lungo la strada dell'inferno.
Penso, e ho sempre pensato che la religione sia fondamentale nell'educazione della gioventù e nelle relazioni umane. Non basterebbero tutte le parole sprecate in questo articolo per enumerare le atrocità che si sono commesse in nome della Religione e con la complicità delle Autorità Ecclesiastiche. Ho imparato a distinguere tra “”le autorità” e la Religione. Gli Atei e gli anticlericali a oltranza, preferiscono fare un “”tutto compreso”" perchè così ottengono un “risultato migliore”. E' come se per esemplificare la “natura umana”, si prendessero a esempio: gli animali e dall'altra parte un soggetto come Givanni Brusca. (si, quello che sciolse nell'acido un bambino.)
Guarda che è il Papa che fa di tutta l'erba un fascio per motivi propagandistici, mica io.
Non sto parlando di Te, se fossi solamente Tu, non ci sarebbero i problemi che ci sono. Ci sono organizzazioni che ci “”Campano”"con questa guerra.
Boom!
Una più grossa?!