Il ministro dell’Economia, con una sorprendente dichiarazione, ha affermato “Non credo che la mobilità sia di per sé un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale”. A imporre forme di lavoro più flessibili, secondo Tremonti, è stata la globalizzazione che “non ha trasformato il quantum di lavoro ma la qualità di lavoro, passato da fisso a mobile. Era inevitabile fare diversamente”.
A parte le riflessioni sul merito della questione ed in attesa di vedere una coerente azione di governo che smonti la riforma Biagi-Maroni, il recente libro bianco del welfare di Sacconi, le politiche sulla scuola messe a punto dal fratello gemello di Tremonti, registriamo le capacità contorsionistiche del ministro dell’Economia, ormai oltre i confini dell’immaginabile. Vedremo quanto tempo ci metteranno i suoi “seguaci” a spiegare a Sindacati e sinistra che la mobilità, la flessibilità e tutte questi concetti che ci hanno ripetuto per decenni erano delle solenni scemenze.
Ci sono voluti circa 30 anni per tornare alla teoria del posto fisso come panacea dei mali della società italiana. La strada verso il ritorno alla teoria del “salario variabile indipendente” è aperta. Solo che anziché al grido di “Bandiera Rossa”, verrà conclamata intonando le note melodiose di “Meno male che Silvio c’è”





















[...] This post was mentioned on Twitter by Blogger Italiani, giornalettismo. giornalettismo said: Tremonti e l’elogio del posto fisso http://ff.im/-a79nP [...]
Non capisco tale meraviglia, lo stato di salute mentale del ministro si commenta da solo, basta guardare la porcata dello scudo fiscale e la successiva esternazione del pensiero (????) Tremontiano:”Non penso che la malavita userà questa norma”. Ma vai vai
Senti senti: e finora che il pensiero di centrodestra vedeva il posto flessibile come panacea di tutti i mali e il posto fisso come un rottame del passato. Ma qualcuno ha avvisato del cambio di rotta Panorama – che fece un articolo elogio sul posto flessibile con interviste in cui i precari si dicevano contenti perchè così “tiriamo sempre fuori il meglio di noi stessi” – e Libero Mercato – che fece un altro articolo in cui sostenne che il lavoro flessibile era un vantaggio per i dipendenti che così potevano licenziarsi senza problemi e diventari autonomi -?
Caro Tremonti, siamo alla frutta?
Ok con questa uscita nominiamo ufficialmente Tremonti Gran Maestro della loggia massonica Grandi Cazzari d'Oriente, d'Occidente, del Circolo Polare Artico ed Antartico compresa l'isola di Atlantide
Questa piccola canea che gli “economisti” ufficiali di Giornalettismo stanno iniziando a scatenare contro la boutade di Tremonti mi ricorda il commento che mia nonna materna espresse una cinquantina di anni fa,quando le feci credere che Giovanni XXXIII avesse abolito il celibato dei preti,per provocare bonariamente il suo bigottismo ottocentesco:” Eh,codesto(era toscana)sarà anche papa,ma più che papa mi pare cogliombero!”.Dunque voi,signori liberisti,siete più realisti del Re;per voi l'unica economia possibile,anzi l'unica categoria economica esistente a priori è quella in base alla quale nel mondo ci sono una miriade di idioti che producono la ricchezza ed una ristretta cerchia di furbi che se ne impadronisce.E' sottinteso che vorreste appartenere a questa seconda genia,anche se per voi non sarà tanto semplice riuscire a penetrarvi.
Non sottovalutare le mie doti penetrative….
Cao ipazia, mi astengo a volte dal risponderti su questi continui riferimenti al liberismo ma stavolta mi ci costringi.
Io sono uno di sinistra, sono tendenzialmente un ambientalista e sono difficilmente etichettabile dal punto di vista del pensiero economico, nel senso che mi paicciono molti spunti di pensatori di ispirazione diversa. Ma sono tutto FUORCHE' un liberista, come puoi facilmente constatare leggendo i miei pezzi e i commenti non sempre “amichevoli” che scambio con i “liberisti” che scrivono qui.
Questo, posto che il pensiero liberale, come quello socialista, keynesiano, marxiano, ecc….. sono tutti interessanti contributi allo sviluppo del pensiero umano e ad una “sintesi” che possa farci crescere tutti.
Nel caso specifico, è facilmente intuibile il mio “divertimento” nel leggere che il campione dell'economia di un governo che si dice di “destra”, “conservatore”, “liberista”, che ha fatto provvedimenti che favoriscono in tutti i modi la flaessibilità del lavoro VANTANDOSENE se ne esca con questa frase sul Posto fisso.
Il mio è quindi a chiunque lo legga una piccola presa per i fondelli a Tremonti e a tutti i cosiddetti “liberisti” che da anni lo considerano un genio (che non è). TI faccio notare che NESSUNO dei “liberisti” che scrivono su Giornalettismo lo ha mai considerato tale. Perchè Libertyfirst, Falkenberg, IHC ed altri sono sicuramente liberisti (e con loro quando è il caso mi “scontro” benevolmente). ma sono persone intelligenti.
Come credo sia tu, se eviti di voler necessariamente appiccicare etichette (con un malcelato ed incomprensibile disprezzo) a tutti quelli che non la pensano esattamente come te.
UN sorriso senza alcun rancore
Carlo
L'impatto sociale del precariato dilagante è talmente devastante da indurre i liberisti incalliti ad impreviste inversioni a U.
La loro fortuna è che la natura li ha dotati di una notevole faccia di tolla.
Cosa che gli è tornata molto utile quando, recentemente, hanno dovuto convincere il mondo che utilizzare soldi pubblici per aiutare le banche fosse cosa buona e giusta.
Conosco precari che sarebbero diventati lavoratori a posto fisso (con soldi già stanziati) che sono ancora precari perché il suddetto ministro ha pensato bene di bloccare quelle assunzioni e calare una spada di Damocle su loro e loro famiglie paventando licenziamenti: glielo spiega lui questa voltafaccia????
Lisa
Saputa la notizia di Tremonti,
Sirvietto nostro ha detto:”Siamo pronti”,
mentre di contro il candido Bersani
pare che ha fatto:”Me lavo le mani..”
Dunque si noi nun semo fregnoni,
lunga vita ar compagno Berlusconi!!
Io infatti non parlavo del tuo articolo,ma dei commenti che si iniziava ad esercitarci sopra,commenti scandalizzati di incalliti liberisti,i quali ( loro si ) dovrebbero ogni tanto alleggerire la loro sicumera economicistica da strapazzo ed ammettere che questa tanto sbandierata flessibilità del lavoro altro non è che lo strumento ottimale che si danno gli imprenditori ( ti prego di notare che qui sono politicamente corretta e non li chiamo padroni ) per retribuire i lavoratori dei paesl occidentali con quantità di danaro sempre più vicine a quelle con le quali affamano l'esercito proletario di riserva (ahi,citazione pseudomarxistica) dei paesi del secondo,del terzo e del quarto mondo.Di fronte ad una ovvietà del genere,non ti sembrano sinceramente ridicole tutte le costruzioni teoriche che pretendono di vederci dietro una strategia produttiva tendente a raggiungere il massimo possibile del benesse universale?Che poi sia possibile trovare un minimo di conciliazione tra l'economia liberale e quella marxista è un'idea che mi sembra faccia il paio con quella di Fromm che pretendeva di produrre una marxopsicanalisi o,molto più banalmente, con quella di chi si batte per mescolare il diavolo e l'acqua santa.
Il mio sorriso non ha bisogno di dire che è senza rancore,altrimenti dovrei accettare la figura ossimorica.
Non capisco una cosa, ipazia parla di economia marxista, ma dovrebbe farmi capire di cosa si tratta, l'economia studiata da Marx era quella capitalistica, e l'economia dei paesi che hanno avuto un sistema di governo ispirato a Marx sono tutti falliti miseramente, la stupidaggine detta da Tremonti non sta tanto nel fatto che un sistema basato sulla stabilità del posto fisso sia o meno desiderabile, quanto che sia nel mondo reale attuale irrealizzabile, e mentre ci si balocca con simili stupidaggini la Slovenia e la Grecia quest'anno supereranno l' Italia per reddito procapite.
Il reddito procapite di un paese somiglia molto al pollo della poesia di Trilussa:come ricorderai,secondo una statistica dell'epoca,se ne consumava uno a testa;il poeta conclude che se il pennuto “nun entra nelle spese tue”,nel reddito procapite ci si infila ugualmente:”…perché c'è un antro che ne magna due.”
Nelle teorie liberali (che è diverso da liberiste) ci sono molte cose che mi hanno fatto riflettere, da persona di sinistra.
Mi piacerebbe medesimo riconoscimento da parte di altri della bontà di molte idee Keynesiane, Marxiane, ecc… ma non ho fretta..
Ma non si tratta di “conciliare”, ma semplicemente di fare la sintesi (marxianamente…)
Non penso che il mercato sia infallibile né che porti solo danni, per dirla molto semplicemente, come piace a me.
Nel merito del lavoro: mi arrovellavo sulla semplice constatazione che un posto “fisso” è meglio di uno “flessibile” nel 1987, quando L'allora segretario della Cisl provava a convincerci sulla bontà della flessibilità, figurati…E mi fa sorridere che uno come Tremonti, quello che ha “imposto” alla Gelmini i tagli dei precari, quello che è pappa e ciccia con Sacconi (che ha scritto da poco un inno alla flessibilità e non come privato cittadino, ma come ministro della repubblica) possa uscirsene impunemente con certe sciocchezze senza essere spernacchiato. Ma anzi viene preso sul serio da tutti i media.
Un sorriso buffo
Se vuoi glielo spiego io….
C.
Probabilmente, si tratta di semplice Propaganda.
Questo improvviso interesse, per il posto fisso non convince.
Una valutazione obiettiva sarà possibile solo quando e se, ci sarà una
Riforma del Lavoro!
http://www.giovannivolpe.it
Fra l'altro mi piacerebbe sapere dove ipazia abbia visto commenti di liberisti/liberali prima del suo primo intervento. Che era il quinto: dei precedenti 4, tre lo perculavano in vario modo (dandogli del cazzaro o del finto ingenuo o del finito) ed uno (il mio) ricordava la propaganda finora fatta dai giornali destraioli pro flessibilità. IN nessuno di questi ho visto dargli del “traditore” quantomeno del pensiero liberale/liberista.
Cos'è, il metodo Gianni Brera: inventarsi nemici e/o loro affermazioni per poi vantarsi di essere l'unico a pensarla diversamente?
Cara Ipazia, qui si sta solo perculando Tremonti non elogiando la flessibilità
infatti Tremonti può dire quello che vuole ma non conta quello che un governante dice, ma quello che poi fa
e Tremonti ci ha abituato a dire una cosa e fare un'altra, vedi condoni, scudi fiscali, riduzioni di tasse
Si, ma il punto è che nei paesi in questione ANCHE la disparità di reddito è minore che in Italia, lì differenze come quella tra Cortina e l'aspromonte non ci sono…..
Premetto che io non capisco molto di economia (e non mi dispiacerebbe saperne di piu'), ma ho interpretato l'affermazione di Tremonti piu' come una constatazione che come una teoria economica. Negli Stati Uniti, e in alcuni stati Europei, non e' troppo difficile trovare o cambiare lavoro, o almeno non lo era. Il discorso della flessibilita' quindi funziona, le persone vivono la loro vita indipendentemente dalla posizione contrattuale che hanno, si sposano fanno figli, spendono. Dal punto di vista delle imprese si ha anche l'effetto positivo di non porre troppi vincoli ai tentativi di sviluppo (soprattutto della piccola impresa).
In Italia e' tutto diverso: la gente non va avanti con la propria vita se non ha una sicurezza economica (responsabilita' o paura ?), e il mercato del lavoro e' lentissimo. Se perdi il lavoro, trovarne un altro e' difficile. Anche cambiare lavoro e' difficile.
Credo che Tremonti abbia solo constatato questo stato di fatto.
Saluti
Che Tremonti sia l'oggetto del sarcasmo collettivo dei commenti è quasi intuitivo;non si capisce bene, però,da quale direzione provengano:se sono dettati dalla speranza o invece dalla paura,a prescindere ( e qui non voglio citare Totò ) dal fatto che trattasi dell'ennesima articolazione della politica dell'annucio a sensazione tanto cara ai nostri governanti dell'oggi.
Può essere Davide, ma – vedi anche articolo odierno – Tremonti ha subito dopo aggiunto che per lui è un valore il posto stabile. Per cui non era solo una mera constatazione, ma il classico salto della quaglia.
Ipazia, come detto sopra: il tuo è il metodo Gianni Brera.
Non so chi sia questo Gianni Brera;non lo ho mai sentito nominare.
@ipazia: ragionamento privo di profonde elucubrazioni filosofiche/economiche: non riuscirei mai a farlo. Sono più spicciolo. Ho lavorato in un Help Desk di Fascia Alta come coordinatore: dopo varie battaglie dei lavoratori, non mie, i posti di lavoro hanno cominciato a stabilizzarsi ma a diminuire di numero. Se un sistemista che lavora in HD italiano guadagna, per contratto di lavoro “posto fisso” 2000 euro netti al mese, ed uno altrettanto bravo, a volte anche più bravo ma il ego si infastidisce troppo a dirlo, sistemista che risponde da Bombay guadagna 200 euro al mese cosa dovrebbe scegliere un imprenditore attanagliato dalle tasse? E 200 euro al mese a Bombay sono tutt'altro che sfruttamento, con turni di lavoro di circa 9 ore giornaliere. Chi vuole entrare in un business in cui i margini di guadagno sono diventati del 10%-30% se si crea infrastruttura italiana con posti di lavoro italiani con tasse italiane?
Vogliamo bloccare le assunzioni a Bombay? Vogliamo ripristinare L'Autarchia Mussoliniana? E quanto potrebbe durare uno stato misero come l'Italia che perde quote anche nel Turismo e nell'industria agroalimentare?
Il posto fisso sarà il primo scalino per il ritorno al lavoro nero in grande scala
Io sono l'ultimo essere vivente a poter parlare di economia in termini di analisi scientifica della disciplina,anche se ovviamente ritengo che per “Scientificità” delle leggi economiche si debba intendere una concezione che trasforma i propri interessi in categorie assolute.L'ultima cosa che hai detto non fa che confermare questo ragionamento.Vado ad acquistare forza-lavoro dove la pago di meno:faccio appunto i miei interessi.La cosa mi ricorda da vicino le argomentazioni con le quali gli industriali del primo novecento rispondevano a Giolitti che li sollecitava ad accrescere i salari,politica che alla lunga avrebbe favorito la collocazione dei lori prodotti nel mercato interno,favorendone le potenzialità di espansione.Quando il monte-salari “elargito” in Italia impedirà al paese di acquistare le merci prodotte fuori e ciò si moltiplicherà per tutti i paesi avanzati che praticano tale politica,quale crisi di sovrapproduzione si prospetterà per l'Occidente?
“Dunque voi,signori liberisti,siete più realisti del Re;per voi l'unica economia possibile,anzi l'unica categoria economica esistente a priori è quella in base alla quale nel mondo ci sono una miriade di idioti che producono la ricchezza ed una ristretta cerchia di furbi che se ne impadronisce”
Ipazia questo è esattamente il sunto di una economia socialista. Dove una miriade di idioti produce la ricchezza ed una ristretta cerchia di furbi, che sono politici e imprenditori apparentati se ne appropria tramite leggi del cazzo, ridistribuzioni agli amici degli amici e tassazioni iperboliche.
Il fatto che tu la accomuni ad una idea liberista significa solo che non hai mai letto un articolo di economia austriaca o neanche della scuola di chicago.
Per quanto riguarda Tremonti, io che sono liberale liberista libertario, anarco-capitalista etc, l'ho sempre ritenuto un coglione col botto. Come potrete tranquillamente leggere dai miei post. L'uscita di adesso non può sconvolgermi quindi. Io sono sconvolto fin dalla Robin Tax.
Ma del resto, quegli altri hanno messo TPS, quello delle tasse bellissime….
Dopodiché, il discorso non è se è più bello il posto fisso rispetto al posto variabile. Grazie al cavolo che è meglio il posto fisso. MA il posto fisso non è economicamente sostenibile, perché le aziende non sono eterne, le condizioni del mercato sono mutevoli e mutano ad una velocità molto superiore a cento anni fa, quando ancora esisteva. La soluzione quindi sta nel favorire un ingresso veloce e indolore nel mondo del lavoro. Se trovi un lavoro ogni due minuti, non ti fa paura la precarietà. E inoltre, vista la facilità di trovare lavoro, gli imprenditori sono costretti a pagare di più gli operai.
Viceversa, con un mercato del lavoro iperregolamentato (ad esempio il nuovo “ordine dei buttafuori”), trovare lavoro diventa difficile, quindi gli imprenditori guadagnano potere di trattativa nei confronti dei prestatori di lavoro. Se poi aggiungiamo l'enorme avversione dei socialisti (e quindi dello Stato in generale) ai lavori autonomi e le mille difficoltà che un uomo deve affrontare per aprire una azienda in proprio e farla rendere, capirete che è proprio il connubio Stato – Impresa Amica (connubio possibile solo in stati a vocazione socialista) che prospera sulla vita dei lavoratori.
Ma tanto, gli innamorati del socialismo da questo orecchio tendono a non sentirci
@Comicomix. Mi piacerebbe trovare spunti interessanti nelle teorie Keynesiane o Marxiste.
Ma purtroppo, il primo giunge alla conclusione che scavare una buca e riempirla produce ricchezza. E questo mi basta a giudicare la sua teoria tutta sbagliata.
Il secondo purtroppo per lui, utilizza la teoria del valore lavoro che è sbagliata, e da questa deriva tutta la sua trattazione economica e sociale, che giunge a conclusioni sbagliate perché parte da premesse sbagliate.
Ad esempio, Marx ha intuito qualcosa sulla lotta di classe. Ma la teoria del valore-lavoro lo porta ad identificare erroneamente le categorie imprenditori-operai come le due fazioni in lotta. Mentre in realtà una applicazione della teoria marginalista del valore, unita alla trattazione austriaca, permette di vedere che il conflitto di classe c'è, ma è tra tax payers e tax consumers.
E bravi amici liberisti:mi pare di capire che le vostre modernissime dottrine economiche,sostenendo l'idea che non esista conflitto di classe tra imprenditori e manodopera,puntino dritto a santificare quella struttura produttiva che in tempi ormai remotissimi gli ingenui definivano “Corporativismo” e che tante belle prove di sé ha dato, estollendo alle massime glorie politiche e militari quelle Patrie che se ne sono avvalse
Non crediate a quello che dice tremonti. In questo caso ha parlato come Leghista, poi, si rimetterà il vestito che gli ha regalato Confindustria o Geronzi e dirà un'altra cosa. L'unico credibile in quella Banda è Brunetta e in parte anche Gasparri, sono talmente cattivi che picchierebbero la madre per averli messi al mondo!