Il futuro è dei nativi digitali

di - Secondo il ministro dell'istruzione i giovani dovranno alfabetizzare gli adulti

Il futuro è dei nativi digitali
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GIOCO E STUDIO - Dalla ricerca emerge, poi, che per i ragazzi è difficile scindere l’aspetto ludico dal momento dell’apprendimento. Il 73% degli studenti intervistati usa infatti Facebook, il 76% YouTube, il 44% naviga quasi tutti i giorni alla ricerca di informazioni. Le quattro applicazioni piu’ importanti per i ‘nativi digitali’ risultano cosi’ i motori di ricerca, i social network, la visione di video, la possibilita’ di scaricare musica. Buone notizie per i libri, nonostante la diffusione esponenziale di dispositivi anche mobili come smartphone e tablet: per la maggioranza degli studenti calabresi (il 54%) consultare un testo su Internet non e’ piu’ facile che leggere un libro. E il 73% non trova difficile mantenere la concentrazione nella lettura dei volumi stampati. Dalla ricerca emerge pero’ come sia debole l’appeal della scuola sui ragazzi anche quando dispone di tecnologie. L’84% degli studenti calabresi afferma, infatti, che durante la settimana il pc non viene mai usato per studiare le materie umanistiche.

RESISTENZA CULTURALE - La percentuale si riduce di poco nel caso delle materie scientifiche (79%) e di quelle tecniche (66%). “Dalle opinioni raccolte tra i docenti emerge – spiega il Censis – una certa resistenza culturale motivata dalla convinzione che l’approccio tradizionale al trasferimento del sapere sia quello piu’ efficace e giusto, la consapevolezza che le nuove tecnologie sono imprescindibili per cercare un dialogo con i ragazzi e per svolgere al meglio la propria funzione, ma gli insegnanti diffidano di un apprendimento partecipativo che metta in discussione il loro ruolo”.

RAPPORTO GENITORI – FIGLI - L’indagine mette infine in evidenza come tra genitori e figli ci sia convergenza di opinioni sugli effetti prodotti dall’uso delle tecnologie digitali. Entrambi pensano che possano produrre effetti positivi sull’apprendimento (sono d’accordo il 70% dei genitori e il 72% degli studenti) e sullo sviluppo della curiosità e dello spirito di iniziativa dei ragazzi (d’accordo il 62% dei genitori e il 65% degli studenti). ‘Emerge – spiega il Censis – un atteggiamento comune di incertezza sul potenziale delle tecnologie digitali rispetto a temi come la voglia di studiare, la capacita’ di concentrazione e il rendimento scolastico’. Prevalentemente neutri sono ritenuti invece gli effetti su aspetti come il rischio di isolamento (valori superiori al 40% per genitori e studenti) e il rapporto con gli insegnanti (50% per i genitori, 62% per gli studenti). (Ansa / Private Policy)

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1 Commento

  1. ernest ameglio scrive:

    E venne il Congresso di Vienna che decise, contrari Popolo e Governo di Liguria, l’annessione (scrive il De Negri «tra tutte la più odiosa») al Regno sabaudo di Sardegna. Con le Regie Patenti del 23 gennaio 1816 re Vittorio Emanuele I abbassò le code dei grifoni che reggono lo stemma di Genova. Gravissimo fu il Sacco di Genova dei primi dell’aprile 1849 quando Genova fu abbandonata per 36 ore al saccheggio dei bersaglieri guidati da Alfonso Ferrero di La Marmora. In una lettera scritta in francese, Vittorio Emanuele II si complimentò con La Marmora per aver ben operato a Genova e definì i Genovesi «vile e infetta razza di canaglie». Gli eredi maschi di Casa Savoia sono rientrati. E visto che gli eredi ereditano non solo gli onori ma anche gli oneri, il senatore della Repubblica italiana Aleandro Longhi ha chiesto al Governo se esistano elementi concreti per riconoscere il danno subito dalla città nel 1849 e chiederne il risarcimento ai Savoia.
    Noi, i Liguri!Riprendo il discorso intrapreso in merito della celebrata unificazione nazionale e la nozione equanime del Nord per semplice polemica. Tuttavia, rivendendo il passato, il mio, e l’attuale situazione, mi pongo la seguente domanda : gli effetti concreti di questa unificazione, conviene veramente al Nord? Non la paga con un prezzo eccessivo? . E’ evidente che in fondo si limita a una questione di soldi, i quali, a quanto pare, sono soggetti a una forza forze di forza di gravità di senso unico: Nord – Sud! . Il presidenti fa appello alla solidarietà e a l’equità in un paese dove per solidarietà significa sottrarre soldi altrui e per equità valersi persino di malattie inesistenti. Questa mia non è un pro memoria pro Lega Nord . La Padania rimane un pretesto sproporzionato, rivolto ad una regione ben definita, a volte con accenni grotteschi. La Padania è ormai passato. Il Nord, del quale, ieri sera a Porta a Porta, è altra cosa, del quale si sono fatti accenni significativi. E’ il Nord delle quale esistono tracce, anche se Il 1849 è lontano!E rilevante di ricordi solo in apparenza estinti. Rimane valida una libera consultazione diretta delle regioni italiane, affiche esprimano liberamente se sono desiderose di un’altra sistemazione conveniente alla loro indole, con leggi più consone alle loro abitudini. Per alcune prevarranno quelle più vicine ai popoli del nord, magari troppo rigorose per altre che prediligono un’ esistenza con ordinamenti giudiziari meno obbligatori offrendo loro l’impressione di godere maggiore libertà. Magari nel disservizio civico e la spazzatura come giardini pubblici!. Come popolo, abbiamo un passato che ci unisce e ci disunisce. Finiamola di riempirci la bocca con argomentazioni letterarie citando democrazia e costituzione; argomenti riduttivi al beneplacito del clero e delle classi che trovano il loro interesse in una unione che apparentemente ci soffoca. La Padania è vanità campagnola: ceda il posto alla Voce del Nord Libero. Sicuramente i Sardi saranno col Nord ! Non per ignoranza o codardia, ma perché desiderosi essi pure, di non continuare di vivere in una nazione della quale una parte consistente è nelle mani dei facchini, o dei prevaricatori. Perché il popolo, che dovrebbe possedere il potere, non potrebbe usarlo liberamente? Ameglio

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