Venticinque milioni comunque li davo a Prandelli

19/10/2009 - Chiellini 6- qualche errore di troppo quando va oltre le sue mansioni, questa storia del Chiellini esterno come migliore dei Chiellini possibili sta stufando. Il lavoro di Ranieri che ne han fatto il miglior centrale d’Italia (e di Euro’98) non

     
 

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Chiellini 6- qualche errore di troppo quando va oltre le sue mansioni, questa storia del Chiellini esterno come migliore dei Chiellini possibili sta stufando. Il lavoro di Ranieri che ne han fatto il miglior centrale d’Italia (e di Euro’98) non va sprecato.

Grosso 4- Ricchiuti a Radio Juve : “Non ci ha capito un cazzo”.

Sissoko 6,5- Ottimo rientro, due occasioni. Sulla prima bravo Frey, sulla seconda di testa troppo bravo lui. Percussioni centrali dopo sette mesi in garage ? Inalterate. Come stesse in naftalina. Lo vedo anche più giovane.

Felipe Melo 6- Divora di testa la palla del 2 a 1. Fa la solita cazzatina ai limiti dell’area ma non sbaglia da solo. Copre le spalle a Sissoko ma costringe Diego a fare Ginger Rodgers, a prendere palla scalando di troppi metri. All’indietro e sui tacchi. A fronte del gioco a chi ha il palleggio più bello, inscenato dai viola, perché tanto quando non devi vincere per forza devi pure occupare il tuo tempo, imbarazza. Gli metto 6 perché il gioco al massacro dell’Orso Melo mi annoia. Le critiche per qualcuno migliorano, per altri sono fisiologiche all’esporsi in pubblico di ogni essere umano. Magari la virtù delle critiche sta nel male minore, nel procurare cioè meno danni possibili. Il gioco al massacro di un calciatore non è nient’altro che il crimine organizzato applicato alla critica. L’ho visto fare per altri acquisti, specie a centrocampo, della nuova Juve. Non serve a nulla e produce solo giacenze o minusvalenze.

Poulsen 7- nel primo tempo, il migliore in campo. Fa la verticalizzazione su Iaquinta da cui il goal di Amaurì. L’avesse fatta un altro, chissà. Pardo di Sky nel dopo gara lo dice espressamente: chiamatelo Alfredo o come vi pare, a ‘sto punto. Importante è che ne parliate anche bene se è vero.

Diego 6- Imposta solo lui. Ha l’esclusiva. Quando esce, la Juve non sa più che fare. Ci sono due Diego: senza Camo, sembra uno di questi metronomi da metà campo e metà bel voto che servono solo ad alzare la squadra con tocchi elementari; con Camoranesi, diventa mezz’ala da ultimo passaggio. A Ferrara il problema. Moggi dice che gli allenatori vanno gestiti: protetti se il caso, guidati se proprio. La società ora non esiste, c’è un travaso di poteri e una risistemazione degli equilibri Agnelli: Ciro profitti dell’interregno e prenda decisioni forti, qualunque siano, Diego fuori o Diego di punta, finché il vuoto di potere gli permetterà quello che sta scritto solo sul contratto. La libertà.

Amaurì 6- E cacchio, ha segnato, minchia che soddisfazione, a porta vuota e che importa, almeno è tornato al goal, vuoi mettere con i tre punti in campionato.

Iaquinta 4- La peggior gara di San Vincenzo da quando è salito in cielo, ultimo che diventa primo, nel Paradiso degli intoccabili juventini. Boh. Ciabattate, come se piovesse: togliersi i calzari e rimettersi gli scarpini da calcio.

Camoranesi e De Ceglie, il mister che ha imparato a imitare Ranieri quando proprio deve stare sul pezzo li inserisce, evitando in pura scuola ebraico-trasteverina l’ingresso e l’accumulo di troppe punte, il gioco all’ammasso, lo spreco, l’abbuffata, la gang bang da moscioni sull’attenti e senza munizioni dei tanti attaccanti come a Palermo, quando capisce che non ha proprio esterni.

Camo 6, per quel uno-due che se Ama non si fosse messo di mezzo, la palla come la carta sapeva a chi dovesse andare, De Ceglie ng come Trezeguet.

QUINDI – Abbiamo Maccabi e Siena per tornare a vincere ed esaltarci. Carta canta. Una fortuna non da poco. Di cui profittare. La squadra è insicura, ha perduto fiducia in se stessa. La fiducia in se stessi non è nulla di logico o vero: è solo questione di volontà. Di realtà. E la realtà non esiste: al momento al massimo esiste l’Inter e la realtà s’è presa un periodo di pausa. E’ andata in vacanza. A farsi l’opposizione. Ma tanto ritorna. E la realtà non esiste: esistono solo le volenterose interpretazioni. Se esiste, la conosciamo soltanto tramite quelle. La realtà è soltanto in un atto di buona volontà.

     
 

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