Bosone di Higgs: l’alba di una nuova era
04/07/2012 - L'annuncio della registrazione dell'esistenza della nuova particella dimostra la potenza dell'approccio cooperativo alla ricerca scientifica. E porta nuovi approcci nella fisica. Che potrebbero rivoluzionare la scienza
Che ricadute pratiche avrà la scoperta annunciata oggi? Questa è la domanda che più persone si pongono e la risposta in fondo è facile.
SCIENZA TRENDING - Joseph Incandela e Fabiola Gianotti hanno appena finito di commuovere e deliziare i fisici di tutto il mondo, che per qualche ora getterà un occhio su quello che combina la scienza, un’ottima occasione per sottolineare la vera importanza dell’esperimento LHC e di quanto sta facendo il CERN. Per quasi tutto il resto dell’umanità, a parte l’attenzione suscitata dall’aver nominato “la particella di Dio” una di quelle ricercate nell’esperimento, la questione è molto più oscura e si fatica a capire tanto entusiasmo e va già bene che non si parla di soldi, perché non mancherebbero quanti; probabilmente in gran numero, sarebbero pronti a giudicare la spesa assurda e inutile.
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COSA FANNO - Prima di tutto bisogna sapere che quella in corso al CERN non è la caccia alla particella di Dio, ma la più avanzata e costosa ricerca sulla fisica delle particelle che l’uomo abbia mai messo insieme. Bisogna dimenticare i piccoli laboratori e ascendere a una dimensione completamente diversa, quella di un progetto internazionale che ha previsto la costruzione di una macchina enorme che già con la sua costruzione ha prodotto innovazioni rilevantissime. Si tratta in realtà di più macchine molto complesse che sono continuamente oggetto di miglioramenti e che “intonate” insieme permettono una grande varietà d’esperimenti, che promettono di colmare di verifiche sperimentali i vuoti che ancora inquietano i fisici, che finora li hanno riempiti di robuste supposizioni, ma che come tali attendono conferme.
HABEMUS BOSONE - I dati annunciati questa mattina sono compatibili con il Modello Standard, che più o meno è la descrizione del funzionamento del mondo e dell’universo sulla quale convengono i fisici e questo è confortante, ma più di una conferma conferma del genere vale il fatto stesso di essere riusciti a completare la misura, la vera impresa. Un’impresa alla quale hanno lavorato migliaia di scienziati di tutti i paesi per decenni, migliorando in corso d’opera ogni aspetto della macchina, aumentandone le prestazioni di ogni singolo componente fino a livelli mai raggiunti prima e che già oggi ha prodotto un output di dati mostruoso e persino nuovi sistemi di calcolo per gestire utilmente un database di queste dimensioni.
LAVORO DI SQUADRA E OPEN DATA - Innovazioni su innovazioni, frutto della collaborazione dell’intera comunità scientifica umana raccolta intorno a un’enorme macchina e a enormi fondi che fungono da catalizzatore per un’impresa senza precedenti. ”Le incredibili prestazioni di Lhc e di Atlas e gli enormi sforzi di un grandissimo numero di persone ci hanno portato a questo risultato entusiasmante”, ha detto Fabiola Gianotti, presentando i dati ed è proprio qui che si ritrova il senso e il valore di quello che ruota attorno allo LHC, il Large Hadron Collider (in italiano: grande collisore di adroni) all’ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS), al CMS (Compact Muon Solenoid) e a LHCb ed ALICE (A Large Ion Collider Experiment). Un insieme di esperimenti, di squadre, di scienziati di paesi diversi e di tutte le età senza paragoni.
LA VITTORIA - La conferma dell’esistenza del bosone proprio lì dove si doveva trovare è sicuramente un’iniezione di fiducia per la fisica moderna, per molti fisici addirittura il dato che ha dato senso a una vita di calcoli e ricerche, ma LHC ha un valore ancora più elevato e di parecchio. Al risultato di oggi si è arrivati grazie a decenni di affinamenti e di progressi costanti della scienza e della tecnica in tutti i campi, un progresso che si è riversato e unito all’interno del progetto fino a che l’evoluzione tecnica non ha portato al superamento dei problemi riscontrati nel tradurre in materia una macchina in precedenza solo imaginata.
COOPERAZIONE SCIENTIFICA - LHC conferma che la collaborazione interdisciplinare e internazionale permette di afferrare risultati altrimenti impossibili. La scienza è da tempo uscita dal periodo pionieristico e in alcuni campi oggi l’intuizione deve essere confortata da investimenti robusti, perché le sfide salgono di livello e, ad esempio, solo le risorse e gli studi riversati in LHC per il computing hanno ben pochi paragoni. Ma LHC è anche il successo della condivisione, perché proprio grazie a un’aumentata capacità di manipolazione dei dati oggi i fisici del CERN sono in grado d’estrapolare dai dati considerazioni che solo pochi anni fa avrebbero avuto bisogno del supporto di mesi di lavoro dei computer dell’epoca, superpoteri grazie ai quali oggi il CERN promette di mettere a disposizione della comunità scientifica l’intero set di dati relativo al nuovo bosone nel giro di un mese.
IL BOTTINO - Queste sono le vere ricadute dell’esperimento LHC, che costa molto, ma che promette una serie sterminata di dati destinati a rinnovare e rinforzare la nostra conoscenza della fisica, ma soprattutto rappresenta un esempio epocale e uno stimolo potente per tutta la comunità scientifica ben al di là delle importanti scoperte che permetterà di conseguire. Sarebbe bello se fosse altrettanto per i politici e i cittadini che hanno contribuito all’esperimento capendo (e male) solo le tre parole “particella di Dio” e piazzando la loro scommessa sul tavolo giusto in totale incoscienza. Persone che forse ancora oggi faticano a capire che cosa stiano festeggiando quei fisici commossi.
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attenzione però:si è scoperto un bosone ma non è detto che sia quello di Higgs
Quanta enfasi in questo articolo e quanto disprezzo verso i comuni mortali, che faticherebbero a capire, ciò che alcuni sono convinti di aver capito.
Chissà se qualche dubbio lo hanno anche loro?
Da questo in perfetta linea con il resto della stampa italiana, si evince solo la parte fantastica del gioco in corso al CERN, mentre si ommette di parlare di dubbi e preplessità che hanno avuto diversi fisici universitari italiani, certi anche di notevole caratura(il prof. Bernardini su tutti). Circa 12 anni fa Report della Gabanelli fece un ottimo servizio dove metteva a confronto, gli strenui fautori di LHC ed i “prudenti”, dal confronto questi ultimi uscirono moralmente vincintori, ma economicamente sconfitti. In seguito tutti i “prudenti”, vennero portati o a modificare il loro pensiero o quantomeno a tacere.
Nei media italiani chiunque osava mettere in dubbio il “Credo LHC” veniva ridicolizzato.
Mi son sempre chiesto come mai? Come mai in nazioni come la Germania l’atteggiamento non è così ostile e sbeffeggiante nei confronti degli scienziati “prudenti”.
Ebbene poi sono venuto a sapere che l’Italia finanzia ben il 16% del progetto, e tra i circa 40 paesi che vi partecipano, la nostra nazione è la prima per capitali investiti, la prima per numero di fisici che vi partecipano, la prima per peso e importanza di aziende private coinvolte.
Ora dato che lo scopo primario di questa ricerca è capire come l’energia si trasforma in Materia, cosa che i media avvolgono nella nebbia del Big Bang, rendendo alquanto fumoso e oscurato il vero scopo della ricerca di LHC.
LHC che detto papale papale, altro non fa che far esplodere miliardi di protoni, traformandoli(per mezzo dello scontro tra i due fasci controranti) per brevi istanti in un brodo energetico composto da particelle elementari subatomiche(ossia energia) che poi riprende massa, dando origine a nuova materia, processo che secondo i fisici “prudenti” potrebbe dare origine anche a materia “ostile”, non presente sulla terra.
Insomma l’uomo sta giocando a fare il “ceatore”.
Per l’autore e tanti altri è meraviglioso, per me lo è un pò meno, io ritengo che il “dio denaro”, abbia fatto anticipare i tempi dell’esperimento.
Pensi un pò se si scoprisse il sistema per “creare” Oro da un banale pezzo di ferro.
Scusa Luca, non prenderlo come un commento sbeffeggiante, ma dove l’hanno nascosta in questi 12 anni la materia “ostile”?
Forse e’ meglio stare distanti da piazza San Pietro per un po’?
http://www.youtube.com/watch?v=pvTDBLna5C0
Comunque, mentre qui da noi ci si perde in commenti inutili sul nome di particella di Dio, questo e’ un documentario della BBC http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=759mYZnPAng#!
Non sono tedeschi ma credo ci si possa accontentare.